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Category:
Fandom:
Characters:
Language:
Italiano
Series:
Part 10 of Calendario dell'Avvento 2024🎄
Stats:
Published:
2024-12-10
Words:
1,119
Chapters:
1/1
Hits:
10

Trasloco con sorpresa

Summary:

Lukas diede un'occhiata al telefono mentre aspettava che l'ascensore arrivasse al suo piano.
Si fermò diverse volte per far entrare e far scendere altre persone e si preoccupò che qualcuno si sarebbe irritato per tutte le borse e le scatole che aveva portato con sé. Finora, però, le persone sembravano educate.
Si chiese se qualcuno dei vicini sarebbe stato gentile. Di sicuro lo sperava.
Aveva visto l'appartamento solo una volta, ma aveva letto ogni dettaglio della prospettiva diverse volte. Era piccolo ma comunque funzionale per una persona sola. Soprattutto era molto più vicino al lavoro e la stazione della metro si trovava a soli cinque minuti a piedi[...]
Certo, traslocare poco prima di Natale non era stata una mossa astuta, se non dal punto di vista logistico. Sfruttare le ferie residue da consumare entro la fine dell’anno era stata un’ottima mossa. Un po' meno lo era stato dal punto di vista emotivo visto che l’appartamento non era vissuto, non aveva visto ancora aneddoti al suo interno, non aveva ancora raccolto e accolto risate e ricordi[...]"

Questa storia partecipa alla challenge An Epic Christmas! indetta da Mari Lace e Shireith sul forum “Ferisce la penna”

Notes:

Questa storia partecipa alla challenge An Epic Christmas! indetta da Mari Lace e Shireith sul forum “Ferisce la penna”

 

#10Dicembre
Prompt: A e B sono vicini di casa e si trovano a passare un Natale insieme

Work Text:


 

Lukas diede un'occhiata al telefono mentre aspettava che l'ascensore arrivasse al suo piano.

Si fermò diverse volte per far entrare e far scendere altre persone e si preoccupò che qualcuno si sarebbe irritato per tutte le borse e le scatole che aveva portato con sé. Finora, però, le persone sembravano educate.

Si chiese se qualcuno dei vicini sarebbe stato gentile. Di sicuro lo sperava.

Aveva visto l'appartamento solo una volta, ma aveva letto ogni dettaglio della prospettiva diverse volte. Era piccolo ma comunque funzionale per una persona sola. Soprattutto era molto più vicino al lavoro e la stazione della metro si trovava a soli cinque minuti a piedi. L'affitto era sicuramente molto più caro rispetto al suo ultimo posto, ma era stufo del tragitto e con il suo nuovo lavoro poteva effettivamente permetterselo.

Certo, traslocare poco prima di Natale non era stata una mossa astuta, se non dal punto di vista logistico. Sfruttare le ferie residue da consumare entro la fine dell’anno era stata un’ottima mossa. Un po' meno lo era stato dal punto di vista emotivo visto che l’appartamento non era vissuto, non aveva visto ancora aneddoti al suo interno, non aveva ancora raccolto e accolto risate e ricordi, ma forse in parte era proprio questo che aveva spinto Lukas a traslocare.

Cercando di togliersi da questi pensieri non propriamente da mood natalizio, prese il telefono dalla tasca del giubbotto e iniziò a leggere i messaggi della sua amica Gina, la quale, ahimè, in quel momento si trovava dall’altra parte del globo, ma anche se a distanza gli stava dando il suo sostegno emotivo.

 

°°Ho fatto un sogno.°° gli aveva scritto e Lukas si trovò a sorridere.

I messaggi o le frasi di Gina che iniziavano con “ho fatto un sogno”, significavano che adesso sarebbe partita in quarte con qualche frase bizzarra delle sue.

°°E nel tuo futuro ho visto un vicino di casa altamente pisellabile.°°

Eccallà!

Lukas scoppiò a ridere di gusto. Lo uccideva sempre quando Gina usava quel termine – pisellabile.

Ridacchiando e scuotendo la testa divertito, si diresse verso il fondo del corridoio del settimo piano, dove si trovava il suo nuovo appartamento.

Ed ecco, Lukas si sarebbe aspettato di tutto ma non di essere travolto da… una porta?!

Sì, proprio una porta!

Che gli arrivò like tranvata in pieno volto.

Si era fermato davanti ad una porta chiusa a fianco a quella del suo appartamento per posare il suo bottino e recuperare le chiavi dalla tasca del giubbotto, ma questa si aprì per lui proprio mentre stava per raggiungere la maniglia.

Qualcuno urlò e Lukas si fermò confuso proprio mentre la porta gli sbatteva in faccia. Il dolore gli fece girare la testa e si preparò all'impatto con il pavimento mentre barcollava all'indietro.

Un paio di braccia forti gli impedirono di cadere a terra.

Quando riaprì gli occhi, alzò lo sguardo verso il viso di un ragazzo, che doveva essere più o meno suo coetaneo, dai capelli rossicci e con occhi marroni preoccupati. Erano belli, pensò Lukas intontito. Il dolore lo distrasse e dovette aver fatto una smorfia, perché lo sconosciuto sembrò immediatamente ancora più mortificato di prima. Un altro ragazzo fece la sua apparizione dalla spalla del bel sconosciuto, facendo troppo rumore perché la testa martellante di Lukas potesse sopportarlo.

- Oddio Den, l'ho ucciso?! -

- Non l'hai ucciso, Fin, ma di sicuro la sua testa stava meglio prima. Ti avevo detto che era una cattiva idea. -

- Ma se è stata una tua idea! –          

- Ma io l’avevo detto per scherzo! Non avrei mai pensato che ci avresti provato veramente. – proferì, ma ridacchiando, mentre si chinò di nuovo verso Lukas.

 - Come ti senti? – chiese, gentilmente.

- Credo… bene… - rispose Lukas, toccandosi con cautela la parte colpita e controllare che non ci fosse sangue.

- Riesci a contare quante dita sto alzando? – gli domandò di nuovo l’altro.

- Cinque. Perché sono stato colpito da una porta? -

- Preferiresti non saperlo, credimi. – rise l’uomo affascinante mentre non si decideva a lasciargli la mano. E lui non aveva nessuna intenzione di farlo, almeno fino a quando lo sconosciuto non si accorse di ciò e gliela strinse ancora di più, iniziando a scuotergli animatamente il braccio.

- Piacere comunque, Den. –

- A-ahh… Lukas, piacere mio. –

- Visto che ti abbiamo quasi assassinato, lascia che ti aiutiamo a finir di portar dentro questi scatoloni. –

- Non siamo serial killer con cattive intenzioni. – proferì l’altro ragazzo, alzando le mani in avanti come in segno di resa e pacificazione.

- Sì, disse quello che ha appena tentato di ucciderlo con una porta volante. – ridacchiò il ragazzo che corrispondeva al nome di Den, dando una spallata divertita all’amico.

- Non era pre-intenzionale. – tentò di giustificarsi ancora una volta l’altro – Fin comunque. – si presentò a sua volta.

Lukas, ancora leggermente stordito sia dalla botta che dall’esser stato investito da quei due cicloni umani, procedette con cautela ad aprir la porta, scortato dagli altri due.

- Tranquillo Lukas, se te lo stai chiedendo sono solo io il tuo vicino di casa. – ed ecco che Den si esibì di nuovo nel suo accattivante sorrisetto storto – Il mio compare qui, viene solo quando deve piangere le sue pene d’amore. –

- Ma non è vero! – si inalberò Fin, alzando di un’ulteriore ottava il tono della voce, dandogli un sonoro scappellotto sulla nuca, scatenando altre risa divertite in Den mentre lanciava uno sguardo complice a Lukas che ricambiò, divertito, mentre apriva la porta di ingresso e faceva entrare i due.

 

Dopo che Den e Fin ebbero finito di dargli una mano con gli ultimi scatoloni e dopo che Lukas aveva offerto loro… dell’acqua, perché in quel momento non aveva tristemente altro e il frigorifero e la credenza l’unica cosa che contenevano era l’eco.

- Ahhh, ma tranquillo. – capì il suo imbarazzo Den – Ci ripagherai in altro modo. – scherzò, per toglierlo dall’imbarazzo.

- Sì, in natura tipo. –

- FIN! – e Den parve veramente in imbarazzo per l’uscita dell’amico, tanto che le guance gli si spruzzarono di rosso, rendendolo adorabile. Sì, adorabile era proprio il termine giusto, pensò Lukas, mentre Den stava trascinando fuori dall’appartamento un recalcitrante Fin, per fare però capolino un’ultima volta con la testa.

- Senti, se a Natale, durante la mattina non ha niente da fare, per farmi perdonare, ti preparo la colazione. So fare i migliori pancake dell’intero universo. –

- E non solo quelli. – la voce baritonale di Fin risuonò per il corridoio.

- Ignoralo, ti prego. – lo supplicò Den, mentre sorridente ancora attendeva una risposta.

E Lukas ci mise un istante in più per capire che, appunto, l’altro stava aspettando una sua risposta.

- A-ahh, sì: la colazione di Natale va bene. Grazie. –

- Perfetto! – fu la replica di Den, con il sorriso più luminoso e più pisellabile della storia dell’umanità.

 

Ok, pensò Lukas, doveva assolutamente aggiornare Gina. I suoi sogni anche per stavolta ci avevano azzeccato.

 


 

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