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Casette di pan di zenzero

Summary:

[Magic Trio+🐍]

"- Costruiamo delle casette di pan di zenzero? – aveva proposto Rintarou, disteso a pancia sotto sul letto, ancora nudo, spiaggiato su Osamu e avendo, a sua volta, Motoya spiaggiato sulla sua schiena. Questi aveva sporto la testa fino ad arrivare a vedere lo schermo del telefono di Rintarou, il quale, dopo aver postato una foto delle loro ombre proiettate sul muro grazie al gioco di luci dato dalle candele che Osamu aveva preventivamente preparato, scrollando le notifiche sul telefono, si era imbattuto in questa usanza tipica dei paesi del nord Europa.
Osamu e Motoya si erano lanciati un’occhiata a dir poco scioccata. Rintarou che chiedeva di sua spontanea volontà di cucinare?
- È il miracolo del Natale? – aveva chiesto beffardo Osamu, stiracchiandosi.
- O sei stato posseduto, Rin? – gli aveva dato manforte Motoya.
- Gnegne. – aveva ribattuto Rintarou, godendosi le carezze delle dita di Osamu tra i suoi capelli.
- Potremmo anche fare una gara. – aveva concluso.
E il resto fu storia[...]"

Questa storia partecipa alla challenge An Epic Christmas! indetta da Mari Lace e Shireith sul forum “Ferisce la penna”

Notes:

Questa storia partecipa alla challenge An Epic Christmas! indetta da Mari Lace e Shireith sul forum “Ferisce la penna”

 

#11Dicembre
Prompt: Vin Brûlé

Work Text:


 

Motoya aveva sempre amato il periodo delle feste.

Le luci, la neve, la cioccolata calda, l'allegria, lo scambio di regali, i maglioni caldi, il cibo, i pranzi e le cene piene di persone care, le canzoni natalizie, addobbare l’albero di Natale, aprire ogni giorno una nuova casellina del Calendario dell’Avvento e scoprire che cosa contenesse. (A tal proposito, quel Natale Motoya aveva preparato un calendario dell’avvento personalizzato per Osamu e Rintarou, e anche uno per Kiyoomi e Atsumu dato che ora vivevano insieme).

 

Ma c’era qualcosa che amava sopra ogni altra, cucinare insieme ai suoi due ragazzi.

Era un’esperienza totalmente immersiva. Soprattutto perché se lui se la cavava bene e Osamu, per forza di cose, egregiamente, ecco che farlo anche con Rintarou – che non aveva mai più di tanto sbatti e, orrore orrore!, se e quando cucinava andava ad occhio – acquisiva una sorta di dimensione mistica.

Soprattutto se avevano deciso di fare una gara alla miglior costruzione e decorazione delle casette di pan di zenzero e soprattutto se avevano deciso di andare a recuperare l’occorrente e cimentarsi in quella sfida con un quantitativo non meglio precisato di vin brûlé in corpo.

Come ci erano arrivati a quella bevanda originaria dell’Europa?

Risposta molto semplice. Dato che Osamu e Rintarou amavano definire Motoya come il loro prezioso Cinnamon Roll, ecco che qualche giorno prima – per il ritorno a casa dei due pallavolisti – Osamu aveva cercato in rete qualche nuovo dolce che avesse come ingrediente la cannella appunto e si era imbattuto in questa bevanda, altamente alcolica, che lo aveva intrigato parecchio.

 

Ed ecco come aveva dato loro il benvenuto.

Con il grembiule addosso che i due gli avevano regalato il precedente Natale, che altro non aveva che sul davanti una foto formato naturale dei suoi pettorali, il cappello da Babbo Natale in testa e la calda bevanda come cocktail di benvenuto.

Peccato che poi la bevanda avrebbe aspettato languida sul tavolo della cucina mentre i tre si davano alla pazza gioia in camera da letto, riemergendo solo dopo un paio d’ore. E da lì, era andata tutta in discesa.

Sì, la discesa della sobrietà e del buon senso.

 

 

- Costruiamo delle casette di pan di zenzero? – aveva proposto Rintarou, disteso a pancia sotto sul letto, ancora nudo, spiaggiato su Osamu e avendo, a sua volta, Motoya spiaggiato sulla sua schiena. Questi aveva sporto la testa fino ad arrivare a vedere lo schermo del telefono di Rintarou, il quale, dopo aver postato una foto delle loro ombre proiettate sul muro grazie al gioco di luci dato dalle candele che Osamu aveva preventivamente preparato, scrollando le notifiche sul telefono, si era imbattuto in questa usanza tipica dei paesi del nord Europa.

Osamu e Motoya si erano lanciati un’occhiata a dir poco scioccata. Rintarou che chiedeva di sua spontanea volontà di cucinare?

- È il miracolo del Natale? – aveva chiesto beffardo Osamu, stiracchiandosi.

- O sei stato posseduto, Rin? – gli aveva dato manforte Motoya.

- Gnegne. – aveva ribattuto Rintarou, godendosi le carezze delle dita di Osamu tra i suoi capelli.

- Potremmo anche fare una gara. – aveva concluso.

E il resto fu storia.

 

Eccoli quindi sfidare il freddo di quel tardo pomeriggio, stringendosi l’uno all’altro.

Il vento gelido era sferzante e, seppure il konbini distasse solo cinque minuti dal loro appartamento, fu con un sospiro di sollievo che videro da distante l’insegna luminosa del negozio spiccare nell’oscurità.

Una volta dentro accolsero con gioia il tepore che gli avvolse, iniziando a girare per le varie corsie, cercando di individuare ciò che faceva al caso loro.

 

- Trovato. – esclamò Rintarou e gli altri due gli furono accanto.

Il sorrisetto soddisfatto di Rintarou faceva da contraltare all’espressione accigliata di Osamu.

- Che c’è? – domandò il centrale seccato, piantando gli occhi verdi in quelli grigi di Osamu.

- Rin, questo è il kit già pronto. – lo ammonì Osamu, mentre Motoya arrivava spingendo un carrello pieno di snack uno più malsano dell’altro, in tempo per assistere alla diatriba.

- E quindi? – Rintarou piegò la testa di lato.

- E quindi così sarebbe meno divertente. –

- Ma con meno sbatti. – replicò beffardo Rintarou.

- Ma se l’hai proposto tu, di preparare le casette di pan di zenzero. – gli ricordò Motoya, in modo gioviale.

- Sì, ma non di ammazzarci di lavoro. – Rintarou si strinse nelle spalle, come se avesse detto un’ovvietà.

- Fate come volete voi due. – proferì Osamu, alzando le mani – Io procedo a modo mio. E vedremo quale sarà la casetta di pan di zenzero più bella. – concluse, lanciando loro un’occhiata divertita da sopra la spalla. Non condivideva lo stesso corredo cromosomico con Atsumu per niente, anche in Osamu lo spirito di competizione era indubbiamente molto forte e mai assopito.

 

*****************

 

Fu così che cucina di casa loro si trasformò, però, in un campo di battaglia, dove farina, glassa colorata, codette di zucchero erano sparse per tutto il tavolo e il ripiano di lavoro.

Normalmente, di fronte ad uno scempio del genere, ad Osamu – preciso e ordinato quando cucinava – sarebbe venuto in ictus, ma in quello specifico caso, complice anche la terza caraffa di vin brûlé che aveva preparato e che stavano finendo di scolarsi, era lui il primo.

- Rin sei pessimo! Hai un modo completamente sbagliato di stendere la pasta frolla. – rise Osamu.

- Di cercar di stendere la pasta frolla. – lo corresse Motoya, finendo di sorseggiare la sua bevanda.

- Oh, voi due. – Rintarou, con entrambe le guance sporche di farina, dedicò loro una finta occhiataccia – Ho altre qualità. –

Motoya e Osamu si scambiarono un’occhiata divertita, per poi muoversi all’unisono e mettersi dietro Rintarou, posando le mani su quelle di Rintarou, entrambe impegnate sul mattarello, nel disperato tentativo di stendere la frolla.

Rintarou si arrese, lasciandosi guidare, docilmente, ma punendo comunque in qualche modo i suoi due aguzzini, spingendo indietro il sedere e strusciandosi sui loro bacini.

- Rintarou fa la persona seria. – Motoya gli soffiò queste parole direttamente sull’orecchio, facendogli venire i brividi.

- A volte sei così provocante. E fastidioso. – proferì Osamu, mentre gli assestava una sonora sculacciata sul sedere e lo schioccò era stato così perfettamente assestato che risuonò nella stanza.

- Mmm… che bel suono. - commentò Rintarou, spingendo ancora di più il sedere verso di loro mentre Osamu lo fa per la seconda volta

- Molto bello, sì. – replicò Motoya, mormorando di nuovo direttamente sull’orecchio di Rintarou.

- La piantate voi due? Smettetela di distrarmi. –

- Hai iniziato tu, Rin. – risposero all’unisono gli altri due, iniziando a cospargere la nuca di Rintarou di baci leggeri, ma ecco che Rintarou, veloce, prese della glassa con entrambi gli indici e la cosparse sulle guance degli altri due, per poi girarsi e leccarla via dai loro volti.

Continuarono a passarsi la glassa addosso e a leccarla, scoppiando a ridere, mentre si stringevano in un abbraccio tutti e tre. Felici.

Perché il Natale è una sera di dicembre, il silenzio per le strade, una fiamma custodita tra le nostre mani, la felicità di donare qualcosa e la gioia di ricevere. In poltrona, un camino, una tazza calda, un nuovo libro da leggere, del tempo da passare insieme alle persone che si amano.

 

*************

 

Alla fine riuscirono ad assemblare le loro casette alle quali Rintarou fece diverse foto per poi postarle e far decidere ai suoi follower quale fosse la casetta di pan di zenzero più bella e la più riuscita.