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C’è un’ enorme gioia, per Kiyoomi, nel mettere l’acqua a bollire per il tè.
Il tè è un momento coccola – così com’è sempre una soluzione – per Kiyoomi, ma oggi lo è indubbiamente ancora di più.
Perché se per lui il momento del tè è un rito che si fa anche con il mille per mille di umidità e con la temperatura esterna pari a quella della fusione del nocciolo terrestre, a maggior ragione quando le temperature esterne rasentano o superano di poco lo zero.
Quando il cielo fuori è plumbeo e le nuvole vengono sospinte dal vento sferzante.
Motoya, gli ha sempre detto ridendo che lui funziona al contrario. Ciò che alle persone crea disagio o un senso di malinconia, a Kiyoomi, invece, danno un’energia sferzante. Come le giornate nuvolose e fredde, con la danza dei fiocchi di neve pronta a tuffarsi dal cielo da un momento all’altro.
Kiyoomi percepisce molto il freddo, di notte teme sempre di rischiare l’ipotermia e quando va a dormire alla sera, sembra più pronto per una spedizione all’Antartide piuttosto che pronto per andare a dormire.
Ma da un anno a quella parte ha la sua borsa dell’acqua personale in formato gigante. Miya Atsumu.
E allora, a differenza di ogni altro inverno in cui ha avuto freddo nel suo letto, quest’anno Kiyoomi si sveglia al caldo e a suo agio.
Proprio come quella mattina, la mattina di Natale. Quando possono fare tutto con calma, un’intera giornata dedicata a loro. L’indomani prenderanno il treno direzione Miya’s home, ma oggi… oggi è solo per loro.
È il primo Natale che passano insieme. Da fidanzati in modo ufficiale almeno, dato che anche il Natale precedente l’hanno passato insieme ma come compagni di squadra. In modo diverso, quindi.
E Atsumu, che ama il Natale in modo spasmodico, ma soprattutto l’atmosfera, in quelle settimane precedenti lo ha costretto a fare tutte cose tipiche di Natale. Mercatini natalizi, pattinare sul ghiaccio, albero e decorare ogni possibile angolo della casa.
E Kiyoomi sente il cuore e l’animo pieno d’amore ogni volta che pensa ad Atsumu. Atsumu per lui è come la maglia e la felpa che il suo ragazzo gli fa trovare sul termosifone perché siano caldi quando esce dalla doccia.
Ecco perché anche preparare il tè quella mattina assume un tocco, un sapore diverso…
C’è una sorta di sacralità nei gesti di Kiyoomi. Precisi, attenti, amorevoli. Ecco perché va tanto d’accordo con Osamu. Perché anche Osamu quando cucina compie gli stessi identici gesti, con la stessa cura e lo stesso amore.
Sono gesti che andrebbero rubati, pensa Atsumu, se non li sperimentasse su di sé in tanti momenti della giornata. Non solo nella loro quotidianità, nell’intimità della loro casa ma anche fuori, durante gli allenamenti, in spogliatoio, come fargli trovare l’asciugamano pulito e profumato dell’ammorbidente preferito di Atsumu, la borraccia con la giusta quantità di integratore al gusto arancia e zenzero (imbevibile per Kiyoomi).
Così come Atsumu si preoccupa sempre di fargli trovare maglia e felpa sul termosifone perché siano calde quando esce dalla doccia. E Atsumu, per Kiyoomi, ha lo stesso identico calore, la stessa identica sensazione di avvolgente benessere. Perché Atsumu, quando ama qualcuno, lo fa con ogni fibra del suo essere, dando e dandosi senza riserve. Ha un modo avvolgente e totalizzante di amare.
Canticchia, Kiyoomi, mentre immerge il perfetto numero di foglie del suo Kagoshima preferito, dopo averne assaporato l’aroma, chiudendo gli occhi, e aver saggiato con gli occhi quel verde brillante.
È felice, si capisce.
E lo sa bene, Atsumu, mentre si avvicina per abbracciarlo da dietro, cercando di scaldargli il corpo gelido, e le mani di Kiyoomi sono subito sulle sue.
Ed è bellissimo quando la felicità dell’altro è anche la propria.
Quella mattina si sono svegliati in un groviglio di arti e corpi nudi, poiché la sera prima, dopo aver fatto l’amore, troppo stanchi per uscire da quell’alcova felice, si erano ripuliti con delle salviettine umidificate e avevano cercato di nuovo il corpo, la sua essenza, l’uno dell’altro. Non era un mero atto carnale e fisico, ma era proprio un bisogno animico. Un incastro, un incontro simbiotico, che donava forza e totalità.
Atsumu era stato il primo a svegliarsi e ad alzarsi. A fatica, perché Kiyoomi, ancora dormiente, non aveva voluto mollare con facilità e arrendevolezza il suo personale termosifone.
Atsumu aveva ridacchiato, scompigliandogli i ricci tanto amati. Amava l’arrendevolezza e l’assonnata dolcezza di Kiyoomi quando ancora si trovava nell’incoscienza del sonno.
Aprendo un’anta della porta finestra che conduceva in terrazza, ecco che era stato invaso dall’aria fredda ma rinvigorente e il corpo era stato sopraffatto dalla pelle d'oca. Eppure il suo profondo sospiro beato non aveva trasmesso nulla di tutto ciò.
- Miya, se ti ammali il giorno di Natale, ti uccido. –
Atsumu aveva urlettato, colto di sorpresa, mentre le braccia di Kiyoomi lo avevano avvolto stretto a sé.
- Ahhh. Omi, saresti più credibile in questa tua minaccia se non mi avessi implorato per tutta la notte. – era stata la replica ammiccante di Atsumu, mentre si girava nell’abbraccio.
Una sonora sculacciata sul sedere era stata la replica di Kiyoomi, seguita da uno strattone per tornare dentro.
I due, ridendo, erano crollati di nuovo nel caldo abbraccio del loro letto.
- Fa così freddo… non trovi, Omi? –
- Parecchio! E tu non stavi svolgendo la tua personale, nonché unica, utilità di borsa dell’acqua calda in formato gigante. – lo aveva rimbrottato Kiyoomi, seppellendo nuovamente entrambi sotto il piumone.
Ed ecco che adesso, dopo un’ora, si ritrovano in cucina, con Atsumu che non si scolla dalla schiena di Kiyoomi, troppo bisogno e necessitante di coccole. È sempre coccolone, è una cosa che Kiyoomi ha scoperto fin da subito, ma in quelle pigre e lente mattinate lo è ancora di più.
E quel ritmo lento e rasserenante prosegue per tutta il giorno.
La loro giornata è fatta di piccole tradizioni che sono orribilmente stereotipate, ma di natura tenera.
Una gita al santuario, una giornata trascorsa a fare shopping, tenendosi per mano mentre camminano per le vie del loro quartiere, ad ammirare le varie luci dei negozi e delle case, fino a rientrare e allora ammirare il loro albero, le loro decorazioni e le luci che Atsumu ha voluto appendere per tutta la casa già da fine novembre, alle quali Kiyoomi non ha avuto il coraggio di dire di no.
La cena consiste in un assortimento del pollo fritto più unto, croccante e romantico che Atsumu abbia mai mangiato.
Seduti sul divano e seppelliti sotto la coperta a guardare l'ennesimo film di Natale della Hallmark, Atsumu non può fare a meno di sentirsi così soddisfatto della sua giornata. Guardando in basso il groviglio assonnato di riccioli appoggiati sul suo petto, non riesce a immaginare un altro modo in cui vorrebbe trascorrere la Vigilia di Natale.
Passando le dita tra quei morbidi ricci si china per baciare la tempia di Kiyoomi. Svegliandolo.
I loro maglioni di maglia, i calzini e i pantaloni del pigiama abbinati urlano addomesticamento.
Il tempo si ferma. La neve che si accumula sul davanzale riflette la luce della luna che li chiude nel loro mondo. Il loro orologio rintocca dolcemente la mezzanotte in sottofondo.
E allora Kiyoomi, svegliatosi completamente, si appoggia all'indietro, dritto. Il suo dolce sorriso dolce uccidere Atsumu all’istante.
- È il momento dei regali, Miya. –
E gli occhi di Atsumu si illuminano, felici, mentre prende dalle mani di Kiyoomi quel pacchetto incartato alla perfezione, come ci si aspetta da uno ordinato e preciso quale è il suo ragazzo.
Lo soppesa. È qualcosa di morbido. Cerca di capire che cosa possa essere, infila una mano dentro il pacco quando ne ha scartato un lato. Sente qualcosa di morbido. Di caldo. Aggrotta le sopracciglia, per poi aprire il pacco del tutto.
Un maglione. Un maglione natalizio. Ma non è un maglione qualsiasi, Atsumu ci mette un istante a capirlo e gli occhi gli si sgranano ancora di più.
- L’hai fatto tu, Omi! – e non è una domanda – Ecco perché tu e Sunarin non facevate altro che confabulare ultimamente. –
- Già… - conferma Kiyoomi, sperando di non apparir ridicolo agli occhi del suo ragazzo.
Sapendo come Rintarou lavorasse a maglia fin dal liceale per scaricare i nervi e concentrarsi, ecco che Kiyoomi gli aveva chiesto aiuto per fare un maglione ad Atsumu. Uno di quei ridicoli maglioni natalizi che piacciono tanto al suo compagno.
- È meraviglioso… - sussurra Atsumu estasiato, mentre accarezza il volto della renna che la fa da padrone sul davanti.
Ed è maledettamente sincero.
Sapere che Kiyoomi ha fatto quello per lui, è qualcosa che lo inonda ulteriormente d’amore. Che lo fa sentire amato ancora di più.
- Sa di te questo maglione, Omi. – sospira commosso, mentre ha attirato Kiyoomi in un abbraccio, con il maglione stretto tra i loro corpi – Profuma di noi. -
E Kiyoomi sente il sorriso di Atsumu contro la propria spalla.
Un sorriso che Kiyoomi pensa possa illuminare il mondo.
D’altra parte sta già illuminando il suo.
