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Mikasa entrò nel salotto, muovendosi con cautela per non rischiare di rovesciare le bevande calde sul pavimento e vide Historia seduta a gambe incrociate sul divano, mentre osservava con sguardo sognante l'abete che avevano riccamente addobbato quel pomeriggio con luci colorate, fiocchi e palline. La legna crepitava nel caminetto, diffondendo un piacevole tepore nella stanza e Mikasa ritornò con la mente ai pomeriggi di dicembre passati in compagnia dei suoi genitori.
«Ecco qui la tisana alle ciliegie selvatiche... Spero che ti piaccia.» Porse una tazza fumante a Historia e prese posto di fianco a lei, imitando la sua posizione. «Attenta a non scottarti.»
Historia la ringraziò con un sorriso e iniziò a soffiare sulle nuvolette di vapore che le appannavano gli occhiali da riposo.
«Hai acceso una candela o altro mentre ero in cucina?» chiese Mikasa, percependo nell'aria delle note di cannella e chiodi di garofano che le solleticavano lievemente il naso.
«Mmh mmh» rispose Historia, mentre beveva un sorso di tisana. «Una candela lì, sulla mensola» aggiunse, accompagnando le sue parole con un cenno del capo in direzione del caminetto, anch'esso decorato con ninnoli e lucine. «Me l'ha regalata mia sorella, la fragranza dovrebbe ricordare il vin brûlé.»
«È molto simile, però mi sembra che non abbiano aggiunto tutte le spezie presenti nella ricetta... In ogni caso, il mio naso apprezza la scelta» disse Mikasa, che non amava molto i profumi pungenti, e volse poi lo sguardo verso una delle finestre. «Accidenti, non ha ancora smesso di nevicare... Mi servirà una slitta per tornare a casa» sbuffò, mentre tanti candidi fiocchi scendevano lenti dal cielo.
Historia poggiò la testa sulla sua spalla. «Puoi restare a dormire qui, se vuoi», i loro sguardi si incrociarono. «Non preoccuparti per il pigiama, troveremo una soluzione.»
«Non posso proprio, domani mattina tocca a me aprire la caffetteria...» replicò Mikasa con tono dispiaciuto, posando la sua tazza già mezza vuota sul tavolino da caffè, «e non posso chiedere a Sasha di sostituirmi perché deve accompagnare sua sorella dal dentista.» Sentì Historia sospirare e le diede un impalpabile bacio sui capelli. «Stasera farò attenzione, te lo prometto.»
Poi si alzò, avvicinandosi all'albero e si accovacciò vicino alla grande base in terracotta a forma di renna in cui, sudando almeno il doppio delle consuete sette camicie, erano riuscite a inserito il supporto in plastica. «E questo ti terrà sicuramente compagnia a letto mentre sono per strada» esclamò compiaciuta, prendendo il pacchetto che aveva abilmente nascosto mentre Historia era occupata a scegliere gli addobbi nello scatolone. Si tirò su, sempre dando le spalle a Historia e sistemò la gonna a godet che si era un po' spiegazzata.
«Metti giù la tazza e chiudi gli occhi, per favore.» Mikasa sbirciò con la coda dell'occhio oltre la spalla e vide che Historia le aveva dato ascolto. Mise il presente davanti alle tazze e si sedette di nuovo sul divano. «Ora puoi riaprirli.»
Historia spostò lo sguardo sul tavolino da caffè e notò il pacchetto verde smeraldo ornato da un grande fiocco rosa, spalancando gli occhioni azzurri per la sorpresa. «È per me?» chiese euforica, allungandosi per prenderlo. «Mi piacciono i regali di Natale in anticipo!» Batté le mani e iniziò a spacchettare con grande foga.
«Spero che ti piac—»
«Oddio! Noncicredononcicredononcicredononci—» Historia le gettò le braccia al collo, sbilanciando entrambe all'indietro (Mikasa ringraziò di essere finita con la testa sul bracciolo del divano e non sul pavimento). La strinse forte, sbaciucchiandole la guancia ed emettendo dei gridolini entusiasti. Dopo una manciata di secondi, però, si staccò di colpo guardandola con sguardo colpevole e si rimise seduta, porgendole una mano per aiutarla a rialzarsi. «Mikasa, scusami...» farfugliò, iniziando a sistemarle il maglioncino sgualcito da quell'abbraccio improvviso. «Ti sono praticamente saltata addosso, non avrei dovuto... mi dispiace davvero tanto.»
«Ammetto che non mi aspettavo una reazione così... come dire... esuberante?» Mikasa le diede un buffetto sulla guancia per tranquillizzarla. «Ma sono felice che il libro ti sia piaciuto.»
«Non mi hai regalato un libro, ma la collector's edition di Wicked» puntualizzò Historia. «Non ho parole per esprimere quanto l'adori» aggiunse, stringendo il volume al petto e iniziando poi a sfogliarlo.
«Non è l'unico regalo che troverai sotto l'albero quest'anno, ma il resto è top secret» Mikasa si avvicinò per dare un'occhiata ai particolari che rendevano quell'edizione tanto speciale.
«Per curiosità, perché me l'hai dato con un bel po' di anticipo?»
«Perché conoscendoti, l'avresti comprato alla prima occasione e addio sorpresa.»
Historia chiuse il volume. «Hai proprio ragione», e lo lasciò scivolare di lato, tra il suo corpo e il bracciolo del divano. «Era nella mia wishlist». Si protese per darle un bacio a fior di labbra (al sapore di miele e ciliegia).
Le rivolse poi un sorriso furbetto e Mikasa sentì un leggero calore diffondersi sulle guance. «Cos'hai in mente?» chiese sforzandosi di apparire disinvolta, anche se diversi scenari avevano già iniziato a fare a pugni nella sua testa.
«Il divano è parecchio comodo, le tisane sono ormai tiepide...» cantilenò Historia. «Perché non ci accoccoliamo e iniziamo a leggere insieme questo meraviglioso libro?» e piegò le labbra in un adorabile broncio (che con Mikasa funzionava sempre).
Mikasa riuscì a soffocare un risolino che stava per sfuggirle dalle labbra. «Posso giocorellare di tanto in tanto con i tuoi capelli mentre leggi?»
Historia la baciò di nuovo e le punte dei loro nasi si sfiorarono delicatamente. «Potrei offendermi se non lo fai.»
