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Buonanotte con Malleus

Summary:

"Un lampo squarciò il cielo e neanche un paio di secondi dopo venne seguito da un fortissimo rombo. (Y/n) sussultò accanto a lui, ancora raggomitolata su un fianco e con la schiena rivolta alla fata, e Malleus aggrottò le sopracciglia. Osservando il punto sotto le coperte nere in cui giaceva, si accorse che non era affatto addormentata come credeva e che stava tremando."

Birthday fic :)

Notes:

Avvertenze: nel testo viene detta la prima frase che compare quando pulli la nuova carta di compleanno (Relaxing Time/Compleanno 2025). Se vuoi pullare per quella carta e non vuoi spoiler, ti consiglio di non continuare.

Piccola postilla: i "Buonanotte con..." sono una serie di fanfiction speculare ai "Buongiorno con...". La differenza è che i primi sono fluff e comfort, i secondi, come ben sapete, sono smut. Fanno parte di un'unica grande serie e chi avrà o ha avuto un buongiorno, non avrà un buonanotte e viceversa (almeno questa è l'intenzione, finora).
Sono contenta di inaugurare (finalmente, direi, perché ce l'avevo programmata da anni) la seconda faccia di questa serie proprio con Malleus :)

(See the end of the work for more notes.)

Work Text:

Malleus era completamente rilassato. Un meteo del genere nella Valle delle Spine non era inusuale e l’aveva sempre trovato rassicurante e di buona compagnia fin da piccolo, quando non aveva amici con cui passare il tempo e si divertiva a giocare con i fulmini. Succedeva anche nel dormitorio di Diasomnia, e da quando era arrivato lui molto più spesso, e diverse volte la pioggia e i forti tuoni erano i suoi amici più cari nell’oscurità della notte. Era rilassante osservare fuori dalla finestra o addirittura passeggiare sotto lo scrosciare incestante.

Rilasciò un lungo sospiro dal naso. Quella notte non era solo: per il suo compleanno il cielo l’aveva benedetto di una doppia compagnia, derivante dalla tempesta di tuoni fuori dalle finestre della camera e dalla sua ragazza accucciata nell’altra metà del letto matrimoniale. Aprì gli occhi con molta calma, poco assonnato per riuscire ad addormentarsi, ma anche troppo contento di essere sdraiato nello stesso letto con lei per poter abbandonare il giaciglio e andare a fare una passeggiata. Era tutto così perfetto e si immaginò il suo futuro, fra cinquanta e più anni, esattamente così. Re, Principe, o semplicemente Malleus, in attimi come quello desiderava solo godersi la pace del silenzio interrotto solo dai rombi e dal respiro regolare della sua amata. Però il suo respiro non era calmo e regolare.

Un lampo squarciò il cielo e neanche un paio di secondi dopo venne seguito da un fortissimo rombo. (Y/n) sussultò accanto a lui, ancora raggomitolata su un fianco e con la schiena rivolta alla fata, e Malleus aggrottò le sopracciglia. Osservando il punto sotto le coperte nere in cui giaceva, si accorse che non era affatto addormentata come credeva e che stava tremando.

«Cucciolo d’Uomo?», il richiamo la fece sussultare, poi si girò lentamente e nei suoi occhi lucidi ci vide la paura. «Qualcosa non va?» Era una domanda stupida, era ovvio che non stesse bene, però voleva solo capire cosa la stesse terrorizzando.

Scosse la testa e a capo chino si avvicinò a Malleus, chiedendogli con il silenzio di essere rassicurata. La fata comprese all’istante cosa dovesse fare e si sistemò su un fianco con le braccia aperte, per accoglierla nel suo calore. (Y/n) si accoccolò fra di esse, si assestò con la testa sul petto e i due pugni si chiusero sulla maglia del pigiama nero che si stanziava vicino al viso. Continuava a tremare leggermente, però almeno non singhiozzava più.

Un altro rombo diruppe fuori dal dormitorio e (Y/n) sussultò e si strinse più forte contro di lui. Fu allora che Malleus capì il problema.

«(Y/n)… hai paura dei temporali?» Una delle mani poggiate sulla schiena dell’umana si sollevò incerta e alleggiò sulla testa, insicuro che fosse la scelta giusta.

(Y/n) pigolò e annuì. «Fin da bambina… mi hanno sempre fatto paura», ammise con una vocetta piccola e allora Malleus si fece coraggio e fece calare quella mano vagante sul capo, accarezzandolo.

Nonostante il morbido sorriso sulle labbra cinerine, si preoccupò per lei e voleva provare a darle quanta più rassicurazione che poteva, farla sentire al sicuro e protetta, voleva che capisse che fra le sue braccia nulla e nessuno avrebbero mai potuto toccarla e torcerle un capello.

«Lo sai…», cominciò, rispolverando vecchi ricordi nella sua mente, «mi è stato detto che c’erano i tuoni il giorno in cui sono nato». La sua voce proruppe nella stanza nonostante l’avesse mormorato e (Y/n) sollevò a piccoli scatti il capo. Aveva ancora gli occhi lucidi e gli si strinse il cuore nel vederla così.

«Davvero?», Malleus annuì. «Come fai a non averne paura?»

La domanda lo spiazzò; non ci aveva mai pensato prima. Per lui i fulmini e i tuoni erano elementi che l’accompagnavano da tutta la vita e che sapeva manovrare con uno schiocco delle dita o che si scatenavano quando rivolgeva un semplice sguardo severo a qualcuno. Era difficile pensarsi impaurito da qualcosa di simile ed era persino complesso concepire che altre persone lo fossero.

«Non… non lo so», le rispose solamente, privo di altre parole per descrivere la sua naturale affiliazione all’elemento. Per fortuna a (Y/n) bastò, perché tornò ad accoccolarsi contro il petto, fra le braccia della fata.

Malleus sospirò ancora, adesso irrequieto, e diede una veloce occhiata fuori dalla finestra, alla pioggia incessante: ora voleva che finisse, affinché anche (Y/n) potesse tranquillizzarsi. Stava già considerando qualche incantesimo che avrebbe potuto utilizzare, ma poi ci ripensò in quanto trovava piacevole tenerla stretta a sé e se il temporale si fosse dissipato avrebbe dovuto lasciarla andare. E questo non lo voleva.

Protetta dall’abbraccio, il viso di (Y/n) si stava pian piano distendendo, il respiro si era calmato e i pugni erano meno serrati sul pigiama. Il gesto la stava rassicurando, perciò avrebbe solo dovuto continuare a stringerla contro il suo corpo. E gli era appena venuta un’idea.

(Y/n) non aveva mai visto la sua forma draconica e sperò non si spaventasse per quello che stava per fare. Malleus spostò i lembi del pigiama che gli davano fastidio sul retro, cercando di non muoversi troppo, e lentamente rilasciò la sua coda da drago. Una lieve luce verde brillò per qualche istante nella stanza, poi svanì. (Y/n) non si era accorta di nulla, almeno fin quando una lunga coda squamata non la avvolse, sia da sopra che da sotto le coperte, fino ad arricciare la punta attorno a una gamba. Guardò per un attimo la situazione, senza alcun timore, poi rivolse un piccolo sorriso al suo ragazzo.

«Grazie», gli diede un veloce bacio sulle labbra in segno di riconoscenza, poi tornò ad accoccolarsi contro di lui, finalmente serena.

Malleus sorrise a sua volta rasserenato, con una leggera spolverata di colore sulle gote per via del bacio. Infine chiuse di nuovo gli occhi. La mezzanotte doveva essere già passata da un po’, era già il suo compleanno.

«Buona notte, Cucciolo d’Uomo».

«Buonanotte, Tsunotaro».

Notes:

Buon Compleanno, Tsunotaro!

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