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La Saggia Perduta e il Rotolo degli Anni

Summary:

Di come Augathra la Saggia Perduta ha cominciato a scrivere la sua opera più importante, e quale prezzo ha pagato per questa conoscienza del futuro.

~ Scritto per il "#COWT14 – Welcome to Alorea" di Lande di Fandom - settimana 6, missione 1: una storia scritta in prima o seconda persona e contenente un personaggio femminile nel ruolo di chiaroveggente o simile.

Work Text:

Ho cominciato a sentire l’esigenza di scrivere questo elenco – senza sapere né il perché né lo scopo, così dal nulla, svegliandomi qualche mattina fa. Il suo senso mi è tuttora oscuro, come gran parte delle visioni che di tanto in tanto balenano nella mia mente, e non so perché esso debba cominciare proprio tra così tanti rispetto ad adesso. Cosa accadrà nel tremilacentocinquantanovesimo anno dalla fondazione dell’Alleanza che ha dato vita al nostro Impero, e perché quell’anno sarà così importante? E perché dovrebbe chiamarsi proprio “Anno dei Dodici Dèi”?

A quanto dicono i nostri uomini di fede, le divinità che ci proteggono sono solamente dieci – e dunque, chi sono questi due nuovi dèi, o dee, che renderanno quell’anno futuro così importante? Abbiamo già chi sovrintende al Sole e alla Terra, alla Luna e al Buio, alle Tempeste e alla Dissoluzione, alla Guerra e alla Fortuna, alla Morte e – più importante di tutti nel nostro Impero, alla Magia. Cos’altro può mancare a Netheril, quando anche tutti gli dèi hanno scelto di benedirla? E quale coppia divina potrà mai opporsi, comunque, alla potenza magica che abbiamo conquistato nel corso della nostra lunghissima storia?

Non sono un’anima devota, ma non per sprezzo come tanti miei compagni arcimaghi. Ciò che vedo, di tanto in tanto, mi fa però dubitare degli dèi – che essi possano guidarci, ascoltarci, proteggerci come sostengono i chierici nelle cattedrali sfarzose che abbiamo innalzato. Ho paura della distruzione, quella vera, di quel sogno che qualcuno mi ha mandato per avvertire la mia gente e prepararla al peggio – perché so che accadrà, prima o poi, anche se nessuno mi ha ancora ascoltato.

Eppure, quando accadrà questo disastro? Questo elenco continua ad allungarsi, gli anni crescono ogni nuovo mattino, e la pergamena sta finendo ormai. L’anno “dei Ladri Striscianti”, gratta la penna sul foglio; l’anno “delle Sorgenti Calde”, diventa quella macchia d’inchiostro; l’anno “degli Sguardi Ferventi”, mi appare nella mente – e io trascrivo, trascrivo, trascrivo. Queste visioni e questi nomi sono forse un conto alla rovescia, un avviso del giorno e dell’ora in cui il Disastro si compirà? Sono la prova che mi servirà per portare all’attenzione del Consiglio degli Alti Maghi le mie visioni, per dare concretezza fisica a un incubo di cui ancora non conosciamo la reale portata?

Forse dovrei fidarmi di più, fare offerte a Mystryl e chiedere al suo Alto Sacerdote di illuminare la mia mente, effettuare riti e studiare incantesimi divinatori che mi permettano di scorgere una via all’interno di questa nebbia che mi offusca la mente. Perché se il Disastro colpirà Netheril, allora la prima a soffrirne sarà Lei, che in noi ripone così tante speranze e che ci ha elevati fino a superare le vette stesse dei monti, trasmutandoli in città che fluttuano nel cielo e manifestano il potere della Sua Arte. Chi altri se non una dea, dopotutto, può conoscere qualcosa in più di queste due divinità mancanti? Chi meglio della patrona della Magia può aiutarmi a trovare una trama in questo groviglio?

Non posso saperlo, ora, quale sia la cosa giusta da fare, a chi affidarmi e chi ascoltare – ma intanto, la mia mano continua a scrivere, ogni giorno una visione in più, una riga in più: Anno delle Tempeste Violente, Anno delle Onde Crescenti

 

Tanti anni sono giunti e passati, da quando per la prima volta l’inchiostro ha intinto la prima pergamena con il nome di un anno – eppure ancora non si è arrestata questa mia opera, che temo continuerà fintanto che avrò respiro in corpo. Le visioni si sono fatte più rade ma non per questo meno pressante è la necessità di scrivere ciò che provo, di modo che i posteri possano leggere queste righe e tentare di discernere il futuro tra le nebbie che oscurano la nostra visione più indaghiamo i misteri del tempo.

Ho scoperto che ogni nome d’anno ha un significato, difatti, anche se non è semplice nemmeno per me scoprire cosa questi nomi vogliano raccontarci – come se le mie mani continuassero ad essere mosse da una forza invisibile, che mi acceca la vista e intorpidisce la mente.

Non abbiamo scoperto nessun undicesimo o dodicesimo dio o dea, nel primo anno del mio elenco, e tale nome resta ancora oscuro, ad esempio. Ma il tremilacentosessantanovesimo anno dalla fondazione di Seventon e dell’Impero è stato realmente l’anno “dei Fragili Inizi”, visto che, come hanno annunciato a suo tempo i saggi al Consiglio degli Alti Maghi, in quell’anno una nuova alleanza, la Lega di Lapal, è sorta sulle coste del Mare Scintillante per unire le Città della Brezza Marina contro gli attacchi degli yuan-ti. Quanto quest’entità durerà, solo i posteri potranno dirlo, ma è certo che un inizio lasco come quello non poteva che essere fragile. Anche l’anno “del Rimbombo della Terra” è arrivato e passato, portando con sé gli strascichi del nome che queste visioni gli hanno attribuito – un’invasione di orchi e troll dalla Spina del Mondo, e una divinità slaad a spazzarla via scuotendo le fondamenta della terra.

Ho provato a parlare delle mie visioni al Consiglio – ormai raccolte in numerose pergamene che alcuni hanno cominciato a chiamare “il Rotolo degli Anni”, ma per i nostri sovrani esse non sono degne di destare la preoccupazione di nessuno dei sovrani dell’Alto Netheril, né utili a migliorare le condizioni di vita del popolino nel Basso Netheril. Pertanto, ho deciso di iniziare a viaggiare, in cerca di ulteriori prove da portare loro, e con una ricca scorta di pergamene e inchiostro per continuare a scrivere il nome dei prossimi anni nel momento, certo, in cui esso apparirà nella mia mente.

Non so se troverò risposte per ciò che vado cercando, né conosco alcuna meta che possa effettivamente aiutarmi in questo viaggio. Ma quale momento più propizio dell’anno “del Cielo Dorato”, per mettersi in cammino e ritrovare la propria via? Quale auspicio migliore, se non il venturo “Anno del Sorgere dei Miti”?

 

Il mio vagare ora è più incerto che mai, così come il mio tratto che comincia a tremolare su alcune delle pergamene. Nessuna risposta è giunta, nonostante il mio vagare in lungo e in largo per l’Impero e al di fuori di esso, e la speranza di trovare tra i miei compagni umani una soluzione per queste visioni è ormai svanita. Ma gli elfi fieri rifiutano di aiutare noi Netheresi a causa di torti del passato, e cercare fra le altre razze una soluzione è come tentare di accendere un fuoco con pagliuzze bagnate. E mentre un senso tarda ad apparire, alle solite visioni si sono aggiunti miraggi ben più inquietanti che si avvicinano dall’orizzonte.

La mia ricerca, comunque, prosegue – anche se mi sento assai più stanca del solito, e a volte la confusione prende il sopravvento nella mia mente. Forse troppe previsioni, forse il futuro che bussa così spesso ha alterato il mio appiglio alla realtà – tant’è che noto momenti di assenza che mi privano di quell’energia necessaria per continuare a camminare e cercare. Anche la riserva di pergamene della mia bisaccia inesauribile è calata drammaticamente, così come l’inchiostro che avevo acquistato in gran quantità. Le scorte si assottigliano a un ritmo inspiegabile, le punte delle penne si spezzano come se scrivessi il doppio di quanto già faccio – eppure non v’è traccia alcuna di tutto questo lavoro da scriba tra le mie carte, né io rammento di aver prodotto altro rispetto a questa lista di annate e a questo diario che monitora le mie scoperte. Che centrino questi buchi, questi vuoti che pian piano riempiono la mia memoria? Che nuove forze oscure agiscano su di me, oltre a queste previsioni, o che entità misteriose saccheggino i miei averi nonostante tutte le protezioni magiche che mi difendono costantemente?

Anche queste domande resteranno insolute, o una risposta almeno per esse esiste da qualche parte nell’Impero?

 

L’ennesima previsione si è avverata, la peggiore di tutte. Le Ragnatele si sono spezzate, e con esse la Magia e Mystryl stesse sono cadute e morte – insieme alle città volanti dell’Impero, e a tutta la grandezza che Netheril ha accumulato in tremilacinquecento anni di gloria e successi. Il Cataclisma del quale avevo parlato al Consiglio degli Alti Maghi si è abbattuto sulla nostra civiltà, e il mondo ha perso la sua luce guida – tutto a causa della nostra incapacità come Netheresi di ascoltare le premonizioni che attraverso di me giungono al nostro popolo. Eppure le visioni non cessavano in quest’anno di apocalisse, bensì continuano ben oltre questa data in cui tutto appare perduto. Ciò significa che nuovi disastri ci attendono? Che questo mondo dovrà sopportare altre ordalie, e che esse porteranno forse a distruzioni ancora maggiori?

I buchi nella mia mente si sono fatti ancora più ampi, tanto da rendermi sempre più complesso portare a termine una giornata di lavoro normalmente. Le mie forze vengono sempre meno, e tra i miei scritti noto chiari segni di manifesta follia di cui non ricordo più nulla nei momenti di lucidità come questo. Con Mystryl e Netheril se ne sta andando anche la mia sanità mentale, mentre le visioni sono cresciute in ritmo ed intensità dal momento della Caduta.

Non posso andare avanti così. La mia mera esistenza è presagio di disastri, e se non troverò a breve delle risposte, sarò costretta a porvi fine pure di evitare ulteriori danni a queste terre. Non riuscire a fermare un cataclisma è forse peggiore del fatto stesso di averlo causato, e non so quanto potrò sopportare questa consapevolezza prima di impazzire del tutto.

 

Fragile, sempre più fragile.

Solo frasi sconnesse, baluginii di realtà in un nero che avvolge sempre più la mia testa.

I periodi più lunghi si fanno radi, e la mia scrittura è sempre più caotica, segue un flusso di fiume in piena fuori controllo.

Quanto durerà, stavolta, la lucidità?

Riuscirò a morire, gettandomi dalle rupi più alte, o anche stavolta la mia pelle sarà più dura dell’adamantio, le mie vene più resistenti dell’acciaio delle lame degli antichi?

Il veleno mi fa impazzire più del normale.

I fumi asfissianti mi provocano tosse eterna senza porre fine alla sofferenza.

Gettare via il materiale lo fa sempre riapparire, un pennino nella mia mano e l’inchiostro nell’altra. E nuove, molteplici righe scritte una sotto l’altra senza che io ne abbia memoria.

Quanto dovrò vagare, prima che Augathra la Pazza venga finalmente compianta come Augathra la Dormiente?

 

Gli elfi hanno avuto pietà della Saggia Perduta a causa della sua follia, e hanno voluto aiutarmi nonostante le mie origini.

Hanno parlato degli fhaorn'quessir, le ombre borbottanti che alcuni saggi dell’Impero chiamarono Sharn.

A loro chiederò consiglio, quando li troverò, se Lei mi permetterà di raggiungerli.

So che c’è la Dea Oscura dietro al vuoto nella mia mente, che la mia identità cancellata viene rubata dai suoi schemi impenetrabili.

Le ore di sanità sono ridotte a un lumicino, anche all’interno delle città-fortezza elfiche più protette e sicure, seppure laggiù abbia potuto scoprire cosa mi sta facendo fare.

Una seconda lista, una Cronologia Oscura in cui intesse i suoi piani nefandi per il nostro mondo.

Devo riuscire a fermarla, e solo gli Sharn possono aiutarmi. Ombra contro l’ombra, caos contro caos. Deve funzionare, o tutto sarà perduto.

Presto ripartirò, e in questa lunga immortalità, forse li troverò.

 

Synod è il luogo, Synod è la cura.

Gli Sharn hanno parlato, e diventare come loro è l’unico modo.

Morire non mi è concesso, come al mio impero che persiste come un malanno in questa terra, come ai phaerimm che ancora strisciano sotto di essa.

Ma laggiù troverò la soluzione, la nostra magia servirà a riparare i torti subiti.

Lei sta già tornando, la sento arrivare.

Ma io sono pronta.

Sono come Karsus, sola contro un’altra dea.

E se gli umani hanno imparato a essere immortali, anche gli dèi allora potranno morire.

Devo solo arrivare là.

A Synod.

Prima di lei, prima di loro.

Il fratello perirà, ma la sorella?

Lei è vicina, l’ha trovato e vuole anche me.

Ma Synod è più vicina, Synod è solo per noi dell’Impero e non per questi altri uomini inferiori.

La troverò.

E finalmente tutto questo buio cesserà.

A Synod, devo arrivare a Synod.