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L'allenamento era concluso non meno di mezz'ora fa. Neil era rientrato insieme ai ragazzi nello spogliatoio dei Foxes e dopo essersi fatto una lunga doccia rigenerante ed essersi cambiato, raggiunse la sala comune. Lì erano presenti Nicky, Renèe e Allison. Parlavano animatamente, per cui Neil si incuriosì e si avvicinò a loro.
«È successo qualcosa?» chiese mentre posava a terra il suo borsone.
I suoi tre compagni di squadra si voltarono in contemporanea, mostrandogli dei sorrisi complici. Nicky prese parola per primo.
«Tra due settimane si celebrerà il mese del Pride, sai cosa vuol dire?»
Neil lo fissò inebetito. «Cosa significherà?»
Nicky sbuffò e alzò gli occhi al cielo. «Bisogna insegnargli tutto a questo ragazzo da poco scopertosi omosessuale» si lamentò voltandosi verso le ragazze, che si misero a ridere.
Neil non ci trovò nulla di divertente e volle precisare che non si è scoperto omosessuale. Degli uomini non gli importava nulla. Solo di Andrew.
«Sai cos'è il Pride?» chiese gentilmente Renèe. Nel frattempo la porta si era spalancata, mostrando Matt, Dan, Kevin e Aaron che si unirono alla loro conversazione.
Dan sorrise emozionata dopo aver sentito la domanda di Renèe. «Avete intenzione di andare alla parata? Se sì, ci vengo molto volentieri!»
«Ne stavamo giusto discutendo con Neil, che a quanto pare non sa neanche cosa sia» affermò Allison, agitando la sua coda. «La manifestazione ci sarà tra due settimane, di sabato. Sarebbe bello che tutti noi partecipassimo.»
Kevin fece una piccola smorfia, che per Neil significava interrompere per un giorno gli allenamenti. Non che fosse una gran novità. L'estate era pur sempre alle porte, e con la fine degli ultimi esami era senz'altro impaziente di sfruttare al meglio il suo tempo libero.
Neil però notò anche l'espressione contrariata di Aaron, che non ci mise molto a esporre il proprio pensiero. «Quella è una patetica carnevalata.»
Nicky si impettì e gli puntò il dito dritto in faccia. «È una manifestazione importante.»
«Una buffonata.»
«Rimangiatelo.»
Aaron incrociò le braccia al petto. «Scordatelo.»
«Se qualcuno...» proruppe Neil, interrompendo quello strano dibattito, «... di voi mi spiegasse, ve ne sarei grato.»
Matt si fece avanti. «Innanzitutto non è da considerare una carnevalata. Si tratta di una manifestazione per i diritti delle persone queer.»
«Esatto! Ti bacerei in bocca» esclamò Nicky tutto concitato. Matt fece una smorfia disgustata e si rifiutò categoricamente anche solo di pensarci.
Neil trovò curioso quella terminologia. «Per queer intendi i gay?»
«Gay, lesbiche, transesussuali, bisessuali e chi più ne ha, più ne metta» spiegò Renèe.
«Può partecipare chiunque, perché amare è un diritto di tutti e si deve amare chi si vuole senza discriminazioni» parlò Dan, il tono fiero della sua voce convinse Neil di voler assistere a una manifestazione di quel genere.
«Sarà il mio primissimo Pride, che bello!» urlò Nicky avvolgendo Neil in un abbraccio a dir poco asfissiante. «Ci divertiremo un sacco, ve lo prometto.»
***
Il tragitto dal Palmetto State ai loro dormitori era stato particolarmente silenzioso. Aaron non aveva più espresso alcun parere riguardo al Pride, e Kevin era stato sulle sue. Nonostante questo, Nicky era piuttosto allegro, e guidava l'auto di Andrew canticchiando tra le note di una canzone orribile che stavano trasmettendo in radio.
Arrivati al parcheggio e una volta che avevano posteggiato, chi li attendeva era seduto sulla staccionata che delimitava il cortile del campus.
Andrew teneva la sigaretta tra due dita, la portò alle labbra e fece un tiro profondo. Neil lo guardò dapprima attraverso il finestrino dell'auto e poi appena si spense il motore, scese trascinandosi il borsone sulla spalla.
«Ehi» lo salutò con un sorriso. «Com'è andata da Bee?»
Lui alzò le spalle e rispose con una sbuffata di fumo dritta sulla sua faccia. La sua espressione impassibile gli fece supporre che era stata regolare, come sempre.
«La chiave» avvisò Nicky passando a suo cugino la chiave della Maserati. Andrew la prese e se la infilò in tasca. «Il tuo ragazzo verrà al Pride e non lo obbligherai a non farlo, intesi?»
Prima che Andrew potesse lanciargli un'occhiata, Nicky scappò dietro a Kevin e Aaron che stavano entrando nell'edificio. Loro due lo insultarono appena vennero superati dalla sua innata turbolenza e alla fine entrarono lasciando indietro soltanto loro due.
Neil si girò per osservare il viso di Andrew, che era più interessato a finire la sua sigaretta che ad altro. Spense la cicca e la lanciò sulla strada. Scese dalla staccionata e Neil lo seguì immediatamente verso l'interno dei loro dormitori. Salirono in ascensore e prima di raggiungere il loro piano, Andrew prese finalmente parola.
«Che storia è?»
Neil aveva sperato che non ignorasse l'affermazione di Nicky. Per questo appena fece quella domanda il suo sorriso si accese. «Be', deve essere interessante andare a una manifestazione di quel tipo.»
«Interessante» ripetè Andrew, studiando quella parola a ogni sillaba pronunciata.
«Verrai?» chiese Neil. Voleva omettere il semplice dettaglio che gli avrebbe fatto piacere se fosse venuto. Anche se rinunciare a un pomeriggio trascorrendolo con altre persone anziché da solo con lui, un po' lo rattristava.
«Togliti quell'espressione implorante dalla faccia.»
Lo guardò. Neil non demorse. «Penso sia giusto che anche tu partecipi.»
«Non per forza.»
«Te lo sto chiedendo.»
Andrew portò le mani nelle tasche una volta che l'ascensore era arrivata al piano. Si aprirono le porte e lui fu lesto a uscire, lasciandosi alle spalle Neil che arrancava dietro di lui. Ovviamente lo raggiunse in poche falcate e lo bloccò mettendosi davanti a lui. Andrew si fermò e lo guardò quasi annoiato.
«A me farebbe piacere, sai.»
«I miei diritti li ottengo con i miei metodi.» Si toccò le bende dove nascondeva i coltelli. Neil sbuffò una risata, che era quasi un po' rassegnata.
«Va bene, se non vuoi lo comprendo. Penso ci sarà anche tanta gente e tu odi la gente.»
«Odio te.»
Neil scosse il capo e scrollò le spalle. «Non importa, ci ho provato. Spero che sia una bella esperienza, una cosa normale dopo anni di fuga.»
Non si aspettò una risposta da Andrew, così si spostò per liberargli il passaggio. Camminando fianco a fianco, raggiunsero la loro stanza.
***
Erano state due settimane intense tra allenamenti e gli ultimi esami da affrontare. L'estate era praticamente alle porte, e il campus si stava pian piano svuotando dagli studenti. I Foxes erano ancora presenti, poiché il sabato tanto atteso da Nicky era arrivato e sarebbero andati tutti assieme a celebrare il Pride. Quasi tutti.
Dopo la colazione, Andrew era uscito. Non aveva detto a nessuno dove fosse diretto, nemmeno a Neil, che fino all'ultimo sperò che cambiasse idea e si aggiungesse al gruppo per andare in città.
Se non altro provò della delusione e non la nascose quando andò nella camera delle ragazze. Lo avevano invitato insieme a Matt e Nicky per prepararsi all'evento. Prepararsi a non so che, pensò. Restò di sasso quando vide il make-up colorato di Dan, quando gli aprì la porta della stanza.
«Sei vestito troppo normale» lo avvisò e poi inclinò un poco la testa osservando il suo viso. «Non ti ha detto nulla?»
Neil scosse solamente il capo ed entrò facendosi accogliere con risate allegre. Allison stava truccando Renèe, mentre Nicky si guardava allo specchio. Lo osservo di stucco, perché non lo aveva mai visto vestito e truccato in quel modo. Indossava un top bianco, immaginò fosse da donna, e dei bermuda che gli cadevano in vita. Il trucco era esagerato, non sapeva se erano ciglie finte oppure una quantità esagerata di mascara.
«Come sto?» chiese Nicky, mettendosi in posa.
Neil lo studiò di nuovo in silenzio prima di dire la sua. «Credo bene.»
«Sgancia» ordinò Renèe allungando la mano. «Ho vinto io.»
«Per che cosa avete scommesso questa volta?» chiese alzando gli occhi al cielo.
«Che non avresti sbavato dietro a Nicky vestito così» rispose Allison, finendo con il trucco.
Nicky borbottò qualcosa che Neil non comprese. Scavò nelle tasche dei bermuda e tirò fuori venti dollari da dare a Renèe.
Dan prese Neil per il polso e lo fece sedere, schioccando le dita per attirare la sua completa attenzione. «Devi essere in linea con il Pride anche tu.»
Matt uscì dal bagno. Lui era vestito normalissimo e Neil chiese alle ragazze perché Matt non fosse truccato.
«In realtà dei brillantini ce li ho.» Si avvicinò quanto bastava per far vedere a Neil che il suo viso era luccicante di piccoli brillantini.
«Niente di esagerato come voi, intesi?» si convinse infine.
Allison roteò gli occhi. «Va bene.»
Gli mise il fondotinta, nascondendo un poco le cicatrici. Prese ombretti e matite colorate e iniziò a sbizzarrirsi. Persino Renèe le diede una mano.
Neil si sentì troppo al centro dell'attenzione, ma aspettò che le due ragazze finissero quella tortura. Quando Allison si avvicinò con il mascara, Neil la fermò. «Quello no!»
«Come vuoi. Dava un tocco in più.»
«Sei bellissimo» disse Renèe con un sorriso gentile. «Andrew rimarrà sbalordito.»
«Oppure nauseato» immaginò Matt.
«Scommettiamo che...»
Neil fermò bruscamente Nicky. «Nessuna scommessa, per favore. Almeno oggi.»
«Troppo tardi» disse Allison mettendo via i trucchi. «Ho già scommesso che almeno ti limonerà a causa di quello.»
Matt e Dan esordirono col fatto che non li avrebbero comunque visti farlo. Neil scosse la testa e andò a specchiarsi. Per poco non gli venne un colpo. «Che diavolo è...»
«Mi sono ispirata alla saetta di Bowie. Ti sta bene al lato dell'occhio.»
Neil aveva qualche dubbio, perché sembrava troppo. Chiunque avrebbe potuto guardarlo, giudicarlo.
«Se non sei convinto, puoi toglierlo» disse Renèe avvicinandosi a lui, osservandolo attraverso lo specchio. «Sei stupendo.»
«Grazie...» Non sapeva che altro dire, perché non era bravo a ricevere i complimenti, né a ricambiarli. Si sentiva uno stupido. I pensieri si spostarono irreversibilmente a Andrew. Lo avrebbe denigrato o ignorato?
«Ti presto una delle mie bandiere» disse Nicky.
«Bandiere?»
«Quella che rappresenta la comunità LGBT.»
Era del colore dell'arcobaleno e non poteva che essere l'opposto di come era vestito. Tutto di nero, insieme anche ai manicotti che usava per nascondere le cicatrici alle braccia. Nicky gli aveva proposto di cambiare outfit, ma si era rifiutato. Non poteva sfoggiare il suo corpo come faceva lui. Se ne sarebbe fatto una ragione. Aveva accettato di legare la bandiera in vita.
Quando furono tutti pronti, uscirono dalla stanza delle ragazze dirigendosi verso le scale. Passando il lungo corridoio, Neil lanciò un'occhiata alla sua stanza. Non sapeva se Andrew fosse tornato, così provò a bussare ma non ricevendo alcuna risposta, seguì gli altri con rassegnazione. Provò a mandargli un messaggio, che lo avvisava che se ne stavano per andare.
Scese le scale insieme a Dan e una volta fuori dall'edificio si diressero verso l'auto di Matt. Per forza di cose, Renèe sarebbe dovuta rimanere in braccio a Allison, mentre Neil già si preparava a un viaggio asfissiante in mezzo a Nicky e alle ragazze. Non sarebbe stato nemmeno lungo come viaggio, solo una ventina di minuti nei quali avrebbe subito la parlantina logorroica di Nicky. Poco rassicurante, visto che non vedeva l'ora che quella giornata finisse.
Fu un rombo di un motore a destarlo dai pensieri. La Maserati di Andrew era parcheggiata lungo il marciapiede come se fosse in attesa, mentre il suo conducente era uscito fuori con una sigaretta alle labbra. Se l'accese e da lì Neil non capì più nulla.
Aaron fece la sua comparsa insieme a Katelyn, e persino Kevin con Wymack e Abby.
«Ci diamo una mossa?» disse Wymack con tono burbero. Chissà chi lo aveva convinto a partecipare. Per ora non voleva chiedersi nulla, aveva occhi solo per Andrew, che con la sua solita espressione, fumava senza farsi scalfire dall'entusiasmo che caratterizzava la maggior parte dei Foxes.
Fu un suo cenno a farlo muovere. Entrò al lato del passeggero nello stesso momento in cui Andrew buttò via la sigaretta per metà. Salì al lato conducente, e prima che Kevin, Nicky e Renèe si infilassero nella sua auto, prese Neil sotto il mento, girandogli il viso dalla sua parte.
Il cuore di Neil palpitava forte appena capì che stava osservando il trucco sugli occhi. Rapito dal suo sguardo, sussultò quando disse: «Niente male.»
E lo lasciò andare, portando una mano sul volante e l'altra sul cambio. In quel momento salirono gli altri, il complimento era sfumato via come una nuvola che lasciava spazio a un cielo terso, senza alcuna traccia che ci fosse stata.
***
Neil era euforico come l'inizio delle partite dell'Exy. La folla che c'era superava di gran lunga il numero della tifoseria a cui era abituato. Aveva sentito Nicky consigliare a tutti di prendersi per mano così da non perdersi, ma la maggior parte aveva protestato.
Wymack si rifiutava di dare loro la mano come se fossero dei bambini da tenere al guinzaglio. Anche se, con Neil presente e dopo i diversi trascorsi, i Foxes lo avevano inconsapevolmente circondato. Nonostante Andrew gli fosse vicino come un'ombra.
Neil gli riservava diverse occhiate; si guardava in giro con aria annoiata, non era molto contento di essere in mezzo a così tanta gente.
«Ci teniamo per mano?» L'occhiata di fuoco che gli lanciò, gli fece rimangiare la domanda. «Okay.»
Non aveva più osato chiedergli niente. Ne approfittò per guardarsi in giro. La paura che le persone potessero giudicarlo, ma non aveva pensato che anche tutte quelle persone si sarebbero truccate e vestite in maniera stravagante. Aaron mise su un'espressione disgustata non appena alcune drag queen passarono accanto a loro.
«Carnevalata...»
«Smettila» disse Katelyn dandogli un colpo sul braccio. «Hai letteralmente tuo cugino e tuo fratello gay fino al midollo. Non puoi fare l'omotrasfobico.»
«Potrei uccidere qualcuno entro oggi» commentò Andrew accendendosi una sigaretta.
Neil ridacchiò e notando una coppia di ragazzi che tenevano la sua stessa bandiera come un mantello, decise di imitarli. Legò la sua sotto lo sguardo di Andrew e gli sbuffò il fumo dritto in faccia.
«La marcia inizierà a breve, oh, guardate, i carri si stanno muovendo.» Renèe indicò
«Ne aspettiamo uno con buona musica, d'accordo?» propose Nicky.
Si misero al lato della strada. Aspettarono che diversi carri passassero, prima di trovarne uno seguito da molti giovani. Dalle casse era sparata a tutto volume Bad Romance.
«Questo ragazzi!» Nicky spinse Matt e Dan dietro al carro.
«Non c'è troppa gente?» chiese Dan mentre afferrava la mano di Matt per non perdersi nella marmaglia.
«Dai facciamo felici questi bambini.» Wymack prese Abby dalle spalle e fece passare davanti a sé tutti i suoi ragazzi per tenerli sotto controllo.
Molti si sentivano dei pesci fuor d'acqua, osservò Neil, ma era bello condividere la giornata insieme a loro.
Durante la marcia, ogni tanto qualcuno si perdeva di vista. Matt e Dan erano quasi sempre di qualche braccia davanti, Allison per qualche minuto era sparita, ed era tornata con dieci bandierine da distribuire a ognuno di loro. Neil la prese volentieri, Aaron si rifiutò, ma glielo fece prendere a Katelyn. Kevin inizialmente aveva scosso il capo in segno di diniego, ma dopo che Allison gli aveva sussurrato qualcosa all'orecchio se lo appioppò, corrucciato. Gli altri le presero volentieri in mano, sollevandole in alto e agitandole.
A metà parata, tra il sole e il calore che si era creato stando in mezzo alla folla, Neil volle fermarsi un momento a bere. La borraccia che si era portato dietro era quasi vuota, così si spostò alla prima fontana individuata. Avvertì Wymack e Abby, che erano quelli più vicini e uscì dalla calca. Proseguì a un passo veloce, ma non aveva calcolato che ci sarebbe stata la fila. Pensò velocemente, perché se si fosse fermato lì la parata avrebbe continuato il suo percorso, e non aveva voglia di perdere di vista i Foxes. Lanciò un'occhiata dietro di sé e non si stupì di trovarsi dietro Andrew.
Lui lo guardò con un sopracciglio alzato. «Ti metti in fila o vuoi farti superare da chiunque?»
Fece come aveva detto. «Gli altri...»
«Wymack ha i nostri numeri» gli ricordò.
Usava talmente poco il cellulare che non ci aveva pensato. In caso di bisogno sarebbe bastato chiamarli.
Attesero il loro turno in silenzio. Neil osservava la parata che avanzava, le persone felici che ballavano e cantavano sotto le note di Lady Gaga, Britney Spears, Taylor Swift e tantissimi altri. Notò molte coppie omossessuali, maschi e femmine che fossero, ed era incredibile come si baciassero davanti a tutti senza farsi problemi. Molti di loro si tenevano per mano, chi a braccetto. Vide una coppia passare accanto a loro: uno aveva il braccio sulle spalle dell'altro. Immaginò di poterlo fare con Andrew, come sarebbe stata la sensazione di farsi vedere da tutti.
Da quei pensieri venne destato proprio da Andrew, che gli schioccò le dita davanti alla faccia.
«Tocca a te.»
Neil annuì, aprì la borraccia e la riempì. Ne bevve qualche sorso e la riempì di nuovo. Fece spazio a Andrew, che si piegò per bere. Si sciacquò le mani e le passò sui capelli per inumidirli. Le gocce scivolarono lungo il lato del suo collo e non rifletté quando si sporse per baciare quel punto. Si allontanò non appena si rese conto di quello che aveva fatto.
«Scusami...»
Andrew si limitò a passare la mano sul collo e Neil si preparò a ricevere insulti. Invece, lo afferrò per il polso. Non riuscirono a trovare un posto appartato. Avrebbero dovuto allontanarsi per diversi isolati prima di trovare un vicolo deserto.
Andrew si fermò di colpo non lasciandolo ancora e guardava la folla dinanzi a loro che senza badare a loro, avanzavano indisturbati e felici di mostrare al mondo chi erano e chi amavano con orgoglio.
Neil provò ad attirare la sua attenzione, perché non sembrava volesse continuare con le ricerche di una via tranquilla. «Ehi, senti, lo faremo più tardi quando torniamo a casa. Godiamoci la festa.»
Si spostò di poco, aspettandosi che lo avrebbe lasciato andare. Sentì una leggera pressione dalle sue dita, la sua morsa fu ancora più ferrea. Si girò lentamente e con la mano libera lo prese da dietro il collo, trascinando il suo viso giù, verso di sé.
«Sì o no.»
Non era una domanda, ma rispose lo stesso sì. Fu un flebile sussurro catturato dalle labbra di Andrew che si posarono con poca delicatezza sulle sue. Era confuso, perché non era il tipo di persona che si metteva in mostra, ma non provò a fermarlo, anzi. Lasciò che il bacio si intensificasse e che lo divorasse centimetro per centimetro.
«È questo il tuo Pride?» chiese Neil senza fiato.
Andrew alzò un sopracciglio, lanciò un'occhiata alla parata, alle bandiere o ai carri, poi gli rispose con una scrollata di spalle. «Prima e ultima volta.»
Se si riferiva al bacio in pubblico o alla manifestazione non aveva avuto modo di saperlo. Kevin li aveva trovati.
«Sono diversi minuti che vi cerco. Non avete risposto neanche al telefono.»
«Se ti sbrighi fai in tempo a scappare dalla mia ira» lo avvertì Andrew, tirando fuori una sigaretta.
Kevin sbuffò e fece loro segno di seguirlo.
Neil si incamminò al fianco di Andrew, il quale intrecciò le dita con le sue e portò le loro mani unite nella tasca dei suoi pantaloni. Era abbastanza grande da tenere entrambe. Mostrarsi non era importante, alla fine. A Neil bastava il contatto che Andrew cercava, era ciò che contava di più.
Le loro mani non si staccarono fino a quando non tornarono indietro alla macchina. Nessuno dei Foxes osò dire qualcosa, ma Neil immaginò che sotto sotto erano contenti di vedere quel gran passo avanti.
Tornati in camera, Kevin aveva deciso di lasciarli da soli. Nulla di strano, perché nonostante la lunga giornata, era ancora pieno di energie da applicare a un allenamento. Significava niente Kevin per due ore.
Andrew non si era fatto troppe cerimonie e lo aveva trascinato a letto, chiudendosi la porta a chiave. Tornarono a essere solo loro due, scoperchiati dalle loro cicatrici e lasciando che la passione li travolgesse.
Solo dopo che avevano concluso, Andrew si aprì completamente per la prima volta. «Mi ha convinto Bee, a venire.»
«Davvero?» chiese sbalordito.
A petto nudo e con le sigarette in mano, ascoltavano tra il loro silenzio il frinire delle cicale che arrivava fuori dalla finestra aperta. Sembravano soli al mondo in quel momento.
«Lo stesso giorno in cui me lo avete chiesto, Bee me lo aveva proposto.»
«E tu?»
«Ho pensato fosse una cazzata.»
Più che ovvio.
«Alla fine ti sei divertito.»
«No.»
«Bugiardo» se la rise Neil.
Era felice quella sera, era felice di aver passato una giornata così carica di emozione ed entusiasmo.
Se quella era la normalità, non la voleva lasciare andare per nessun motivo al mondo.
