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Un leggero vento primaverile scompigliava le fronde degli alberi dell'immenso giardino di villa Vongola. Daniela stava affacciata al balcone, guardando di sotto con aria sognante nelle iridi castano chiaro.
"Stai ancora spiando Roberto?" domandò una voce maschile dietro di lei.
Daniela sobbalzò e si voltò di scatto, vedendo che le si era avvicinato il Braccio destro di suo padre Fabio, Salvatore.
"Una ragazza ha ancora il diritto di fantasticare" rispose.
Salvatore sospirò con aria indulgente, tolse il grosso sigaro dalle labbra e la guardò con la fronte corrucciata.
"Una ragazza può averlo", concordò, "una Boss, d'altro canto...".
Daniela si poggiò contro la ringhiera del balcone, sedendosi sul bordo, i piedi nudi spuntavano da sotto l'ampia gonna rossa.
"Non ti ho mai visto fare la predica a mio padre, quando era Boss".
Salvatore distolse lo sguardo, la falda del fedora gli coprì il volto, oscurandolo per metà.
"Per gli uomini è diverso, Daniela. Più donne Settimo conquistava, più aveva potere".
Daniela dondolò le gambe con un sorrisetto irriverente.
"Puoi lodarlo quanto vuoi, ma sappiamo tutti quanto fosse debole", fece, "grazie a me ora siamo circondati dal lusso".
Salvatore sollevò di scatto il capo e gli occhi azzurri brillarono di Fiamme della Tempesta.
"Non osare dare del debole a Settimo, ragazzina. Tuo padre-".
Daniela rise aspra.
"È stato l'unico a essere tradito dal suo Sole nella storia".
Salvatore gettò il sigaro in terra, calpestandolo con la punta triangolare della scarpa.
"Ha ucciso il suo traditore prima che diventasse pericoloso! Mostra rispetto!".
Daniela accavallò le gambe, piegandosi verso di lui con un sorrisetto.
"Tutti lo hanno sempre chiamato debole e incapace. Io invece sono riconosciuta come una donna di classe".
Salvatore grugnì sarcastico e mise un altro sigaro tra le labbra, accendendolo.
"Di classe? Giri a piedi nudi come una contadina!".
Daniela sollevò la gamba scoprendo la pelle abbronzata e gli ondeggiò il piede sporco di terra davanti al viso.
"Forse sto a piedi nudi, ma la mia corte ha le cose più eleganti e raffinate del mondo nonostante le guerre".
Salvatore schioccò la lingua socchiudendo gli occhi.
"Daniela, non-".
"Chaos", salutò Roberto, "ti ho portato del vino, principessina".
Daniela saltò giù dalla ringhiera con un sorriso e le guance arrossate, lo raggiunse superando Salvatore e prese il calice di vetro tra le dita sottili.
"Quando hai avuto il tempo? Ti stavi allenando poco fa!".
Roberto sogghignò, bevendo un sorso di vino rosso dall'altro calice.
"Ho visto Tutor Salvatore venire verso di te e ho pensato avessi bisogno di essere meno sobria possibile" scherzò.
Salvatore si voltò verso di loro, a labbra strette.
"Non è il modo di offrire da bere alla Boss dei Vongola, Roberto".
Roberto roteò gli occhi, avvicinò il boccale al proprio collo e Léon zampettò fuori, allungando la lingua per bere.
"Andiamo, Salvatore, siamo cresciuti insieme!", protestò, "e poi siamo solo noi tre".
Daniela annuì, bevve il vino tutto d'un sorso e sospirò soddisfatta.
"Senza contare che se devo sentirti lamentare di cose inutili, mi servirà essere un po' ubriaca".
Salvatore arricciò il naso, facendo ondeggiare i baffi biondo cenere.
"La situazione di un Boss è delicata, ragazzi miei", ammonì, "non sottovalutare i pericoli".
Roberto scrollò le spalle.
"Ho offerto il vino anche a Dokuro, che è Boss degli Estraneo. Ti fa sentire meglio?".
Salvatore tolse il sigaro dalle labbra e lo ondeggiò davanti al giovane con fare severo.
"Non è la stessa cosa!".
Daniela gli lanciò un'occhiata divertita.
"Perché? Perché sono una donna?", chiese, "non sottovalutarmi, Salvatore".
Roberto annuì, con un sogghigno divertito.
"Ha ragione lei, Tutor. In fondo nessuno dei suoi fratelli è stato accettato come Boss, no?".
Salvatore sospirò sconsolato, si mise il sigaro tra le labbra e abbassò la falda del fedora a coprire gli occhi azzurri.
"Spero solo non vi facciate troppo male, ragazzi miei".
