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The Elf on the shelf

Summary:

E' il primo Natale che Derek e Stiles festeggiano insieme nella loro nuova casa da conviventi e, ovviamente, Stiles trova l'ennesimo modo per stupire (e irritare) il suo adorato Sourwolf. Nella casa degli Sterek arriverà infatti un nuovo 'coinquilino', un piccolo elfo dispettoso che certe volte riempirà Derek di regali e attenzioni, altre volte invece metterà a dura prova la sua pazienza e il suo amore per Stiles.
Storia vista come un piccolo calendario dell'avvento Sterek, semplice e molto fluffosa.

Chapter 1

Notes:

(See the end of the chapter for notes.)

Chapter Text

DAY 1

 

Nella sua vita Derek era convinto di tante cose.
Era convinto ad esempio che, prima o poi, il karma avrebbe fatto il suo corso. A lui era successo. C’era voluto un po’, certo, ma alla fine aveva trovato la serenità e la pace che meritava… o almeno così credeva!

Si perché con Stiles il concetto di serenità o di pace era piuttosto relativo!
Il mannaro e il suo ragazzino convivevano ormai da ben nove mesi, un record per Derek, soprattutto considerando che, per quanto amasse Stiles, non pensava sarebbe durato neppure una settimana. Invece Derek aveva scoperto che l’amore era davvero capace di cose miracolose e gli faceva sopportare tutte le stranezze del suo compagno, come la sua maledetta ossessione di parlare a macchinetta senza spegnersi nemmeno durante la notte.
Eppure quel loro primo Natale che passarono sotto lo stesso tetto mise a dura prova il povero Derek.
I primi sospetti che Stiles ne stesse macchinando una delle sue Derek li aveva avuti la sera del 30 novembre, mentre facevano l’amore nel loro enorme letto king size perché Stiles aveva la malsana abitudine di non riuscire a stare fermo nemmeno durante la notte. Mentre il mannaro si muoveva lento nel corpo del compagno, l’altro non aveva smesso un attimo di sussurrare il suo nome, continuando a chiedergli se l’avrebbe amato così anche l’indomani, e l’indomani ancora, e quello dopo ancora. Sulle prime Derek aveva dato la colpa all’immenso piacere che faceva provare ogni volta a Stiles (e questa cosa non stava per niente facendo gongolare il suo lupo interiore!). Ma poi la cosa si era fatta più sospetta perché l’odore di Stiles si era fatto più aspro e pungente, segno di eccitazione mista a preoccupazione. E Derek questa cosa non se la sapeva spiegare perché Stiles aveva smesso da anni di essere insicuro sulla loro relazione. Da quando Derek lo aveva morso come suo compagno e il ragazzo sfoggiava sul collo il segno del loro legame, Stiles aveva smesso di sentirsi troppo poco per uno come Derek. Preoccupazione poi che Derek non aveva mai capito visto che era lui che si sentiva sempre troppo poco per uno come Stiles.
La mattina del 1 Dicembre Derek si era svegliato solo nel letto. Cosa normale, Stiles quella mattina aveva il primo turno in ospedale. Non lo aveva minimamente sentito alzarsi e quella era l’ennesima prova che il ragazzo stesse combinando qualcosa. Era vero che da quando poteva dormire ogni giorno abbracciato a Stiles, Derek si sentisse così in pace con il mondo che aveva i sensi meno all’erta del solito, ma era anche vero che il suo ragazzo fosse geneticamente impossibilitato a compiere una singola azione senza fare un chiasso assordante per un normale essere umano, figurarsi per un mannaro!
Eppure quella mattina non aveva sentito assolutamente niente. Stiles era stato più silenzioso di un ninjia. E la cosa fece insospettire Derek come non mai. L’unica altra volta che era successo era stato quando il ragazzo aveva avuto la brillante idea di farsi lo stesso tatuaggio di Derek dietro le scapole, identico in tutto e per tutto al suo e il mannaro era stato chiamato da un disperato tatuatore che non ne poteva più di Stiles che piangeva per il dolore. Così Derek aveva dovuto mollare il suo lavoro in officina e correre da quel folle del suo ragazzino e tenergli la mano per tutto il tempo togliendogli con discrezione il dolore. Derek sperava che non si trattasse di un altro tatuaggio perché non aveva la minima intenzione di passare un’altra intera settimana a fare da crocerossina ad uno Stiles dolorante. Già era petulante normalmente, figurarsi quando era sofferente!

Con un po’ di terrore di affrontare quella giornata, Derek si scostò le lenzuola di dosso, sapevano ancora di sesso e sudore. Dopo la doccia le avrebbe sicuramente messe a lavare. Di solito era lui che si occupava delle faccende di casa dato che, lavorando in proprio, poteva gestirsi più comodamente gli orari mentre Stiles, da chirurgo pediatrico qual era, aveva orari talmente strampalati e assurdi che riusciva a contribuire ben poco alle faccende di casa.
Camminando completamente nudo per casa, abitudine che in genere avevano entrambi la mattina, Derek si diresse verso il bagno e decise che prima ancora di un bel caffé necessitasse di una doccia. Aveva ancora il seme di Stiles, ormai seccatosi, sullo stomaco e avere costantemente quell’odore addosso non faceva che eccitarlo, ma Derek non era mai stato un grande fan dell’autoerotismo. Certo, il fatto che, appena entrato in doccia, fu colto dall’odore di Stiles che invece, a quanto pareva, non si era certo negato quella piacevole attività, mise a dura prova l’autocontrollo del mannaro. Possibile che non avesse sentito nemmeno Stiles gemere? Il ragazzino non era mai silenzioso e comunque il suono ovattato e soffice dei suoi gemiti erano per Derek una vera e propria sveglia. Come era possibile che non lo avesse sentito con nessuno dei suoi sensi?
Ringhiando frustrato, sia per aver perso l’occasione di soddisfare il suo ragazzino a dovere e sia perché, più aumentavano gli indizi, più la preoccupazione di Derek aumentava, fece una doccia il più fredda possibile, usando ben più bagnoschiuma di quanto il suo olfatto mannaro avrebbe poi potuto sopportare ma troppo era il desiderio di cancellare l’odore aspro e leggermente agrumato dell’eccitazione di Stiles.
Una volta finita la doccia, Derek si vestì con la tuta da lavoro e, dopo aver cambiato le lenzuola e aver impostato la lavatrice (che Stiles ancora si domandava come potesse essere così bravo a farla funzionare), si diresse finalmente in cucina.
Subito Derek notò qualcosa di strano, qualcosa che fino al giorno prima non c’era. Sul piano cottura, appoggiato alla macchinetta del caffé c’era un pupazzetto. Siccome quella era Beacon Hills e quindi non si poteva mai sapere, Derek appurò con l’udito che quello fosse realmente un pupazzo inanimato e che quindi in quella cucina non battesse nessun altro cuore al di fuori del suo. Una volta accertatosi della cosa, si avvicinò. L’elfo, perché di quello si trattava, era un piccolo pupazzetto grande si e no una ventina di centimetri, interamente vestito di rosso, con un grande colletto bianco e il classico cappello a punta rosso. Era seduto e sul grembo reggeva, o meglio gli era stata posizionata sopra, una piccola bustina rossa.
Accanto all’elfo c’era anche un piatto con sopra un croissant che, a giudicare dall’odore che emanava, era proprio quello burroso farcito con crema all’amarena di cui Derek andava follemente pazzo. Accanto al piattino c’era la sua tazza del caffé a cui era appoggiato un altro bigliettino.
Già sapendo che se ne sarebbe pentito di lì a poco, Derek strappò dalle braccia inanimate del pupazzetto la letterina e lo guardò con aria di sfida.
Non appena aprì la busta ecco che arrivò il pentimento. Davanti ai suoi occhi c’era un intero foglio protocollo scritto con la piccola calligrafia di Stiles poco ordinata. A Derek scappò comunque una soffice risata: il suo ragazzo riusciva ad essere logorroico anche quando scriveva. In più doveva essersi impegnato proprio tanto perché Stiles aveva alternato ad ogni rigo il colore del pennarello con cui aveva scritto: un rigo era rosso, il successivo verde, di nuovo rosso e di nuovo verde e così via fino alla fine. Per un breve attimo Derek si immaginò Stiles chino sulla scrivania ad impazzire perché non poteva assolutamente distrarsi come il suo solito, anzi era anche molto probabile che quella non fosse nemmeno la prima e unica copia scritta ma che il ragazzo avesse dovuto ricominciare daccapo tutto innumerevoli volte. Apprezzando comunque lo sforzo decisamente non richiesto di Stiles, Derek cominciò a leggere la lunga letterina.

 

Salve Sourwolf, Stiles ha detto che posso chiamarti anche io così
perché tanto diventeremo grandi amiconi e quindi posso permettermelo.
Finalmente è arrivato Dicembre,
il meraviglioso mese in cui tutto profuma di biscotti di pandizenzero
e in buona parte del mondo nevica tranne qui in California.
Ma ci penserò io a portare un po’ della magia del Natale anche qui diventando il tuo elfo!
Non mi capita molto spesso di essere di guardia ad un adulto
e non ad un bambino.
Sono proprio tanto fortunato!
Prometto solennemente di svolgere bene il mio lavoro,
non ho dubbi che finirai nella lista dei buoni
(forse anche in quella dei santi 😇 )
Certo, tu ci dovrai mettere del tuo e comportarti benissimo
assecondando tutti i miei giochi e scherzi
e non dovrai comportarti male con il povero Stiles.
Sono elettrizzato, ci divertiremo un sacco
(forse più io di te).
E scommetto che ti stai chiedendo come sia possibile che non mi hai sentito arrivare.
Beh, sono un elfo, so essere silenzioso di natura
ma Stiles mi ha dato una mano.
Ora però non ti resta che assegnarmi un nome.
Scrivi quindi qui il nome che hai scelto per me.
Deve essere un nome bello,
non puoi chiamarmi ‘idiota’ come chiami il povero Stiles.
Io cercherò di fare al massimo il mio lavoro per inserirti nella lista dei buoni
però tu Sourwolf ci devi pur mettere del tuo.
XOXOXO

 

Derek fissò nuovamente la lettera e la girò per vedere se c’era scritto dell’altro.
Guardò il croissant che Stiles aveva spolverato con lo zucchero a velo e quel pizzico di cannella che Derek adorava. Doveva ammettere che il suo ragazzino si era proprio impegnato e, anche se aveva paura di quello che sarebbe potuto succedere da lì fino al 24 Dicembre, non poteva negare che sentiva un calore dentro il petto e che si diffondeva in tutto il corpo. Nonostante Stiles odiasse essere mattiniero, nonostante fosse sicuramente stanco e gli avrebbe fatto comodo dormire quella mezz’oretta in più, si era svegliato molto presto ed era andato nella sua pasticceria preferita per prendere il suo croissant preferito.
Continuando a sentire quel piacevole calore e il battito del suo cuore accelerare giusto un pelo in più, Derek prese anche il secondo bigliettino. Anche quello era scritto alternando il pennarello verde e rosso ma, fortunatamente era molto più breve. Un semplice post-it bianco e, adesso, gli venne in mente l’immagine di Stiles di rientro da uno di quei negozi dove si trova un po’ di tutto a pochi centesimi con una busta piena zeppa di post-it. Derek sperò che non fosse intenzionato ad usare proprio tutti quelli che aveva comprato o lì si metteva veramente male!

 

Ps: sapendo quanto ci metterai a metabolizzare
la mia presenza
ho deciso di non iniziare con uno scherzetto
ma ti ho fatto la colazione.
Ci ho messo tanto tanto burro
proprio come piace a te
tanto ci ha pensato Stiles a farti bruciare tante calorie ieri notte
XOXOXO

 

Derek sbuffò un sorriso e, dopo aver poggiato il bigliettino sulla mensola, afferrò il suo amato croissant.

 

(Ore 8.36) Foto DH

 

(Ore 9.12) Gollum? Derek, non puoi chiamare Gollum il nostro elfo! Dobby è un nome più adatto SS
(Ore 9.17) Lo devo scegliere io o tu il nome? DH

(Ore 9.20) Uffa! Ma il nostro elfo è carino e tenero. Gollum è una creatura ripugnante che vive al buio e mangia pesce crudo SS
(Ore 9.22) E’ anche un essere piccolo e fastidioso che per tutto il tempo segue Frodo e la Compagnia per tutta la Terra di Mezzo. E scommetto che questo elfo mi seguirà ovunque e sarà altrettanto fastidioso DH
(Ore 9.25) Dovrei essere lusingato perché questo è forse il messaggio più lungo che tu mi abbia mai inviato in tre anni di relazione! SS
(Ore 9.26) E più che Frodo io ti vedo bene come Aragorn SS
(Ore 9.26) O Faramir SS
(Ore 9.27) Anche Boromir ha un suo perché ed è scontroso come te, peccato faccia una brutta fine SS
(Ore 9.28) Però anche come Bard ti ci vedrei bene SS
(Ore 9.30) Hai intenzione di citare ogni personaggio maschile del mondo di Tolkien? DH
(Ore 9.32) Solo quelli fighi. Non ti assocerei mai a Grima! SS
(Ore 9.33) E comunque posso sentirti sorridere fin da qui SS
(Ore 9.35) Questa cosa non ha senso, Stiles! I sorrisi non si sentono. Si vedono! DH
(Ore 9.38) I tuoi li sento. Li sento nella pancia! E sono sicuro che hai ancora uno sbuffo di zucchero a velo sulla barba SS

 

Derek si passò rapidamente la mano sulla barba e non si stupì di vedere le dita spolverate di un velo bianco. Dannazione a Stiles! Aveva anche parlato con un cliente con la barba bianca di zucchero a velo! Come un bambino che è stato letteralmente beccato con le mani sporche di marmellata!
Dannazione! Dannazione! Dannazione!
Eppure non poteva negare di star sorridendo.
Stiles trovava anche il modo più scemo, come quella stramba tradizione dell’Elf on the shelf, per farlo sentire amato e sempre al centro dei suoi pensieri.

 

(Ore 9.50) Come hai fatto? DH
(Ore 9.52) Come ho fatto cosa? Il croissant? Derek! E’ la magia del Natale, non sono stato io, è stato Gollum SS
(Ore 9.54) Sappi che non mi piace per niente come nome e questa cosa potrebbe indispettire il nostro elfo. Poi non lamentarti se sarà particolarmente dispettoso SS
(Ore 10.02) Stiles! DH
(Ore 10.05) Solo tu sei in grado di minacciare una persona di una morte lenta e dolorosa solo scrivendo il suo nome su un messaggio SS
(Ore 10.08) Stiles! Sto perdendo la pazienza DH
(Ore 10.16) Di già? Lo iniziamo male questo mese dell’avvento Derek SS
(Ore 10.20) Audio DH
(Ore 10.44) Dannazione Sourwolf! Ero in sala medica e ho dovuto dire che Scott aveva un lupo in clinica! E va bene! Ieri potrei aver bevuto il liquore corretto allo strozzalupo che Peter ci regala ogni anno a Natale e… beh… sai ieri hai bevuto molto succo di Stiles *wink wink* SS
(Ore 10.50) Stiles! Mi hai davvero avvelenato? DH
(Ore 11.20) Andiamo Sourwolf, non fare il melodrammatico! Tu e Scott lo bevete ogni volta che avete voglia di sbronzarvi! Mi serviva giusto quel po’ per far entrare il nostro elfo in casa senza che tu lo sentissi SS

 

Derek si massaggiò il ponte del naso con il pollice e l’indice della mano destra. Sapeva che prima o poi quelle bottiglie di liquore di Peter gli si sarebbero ritorte contro. Eppure, nonostante l’evidente irritazione, non riusciva ad essere troppo arrabbiato con Stiles. Nessuno aveva mai fatto niente del genere per lui. Nemmeno sua mamma che tanto lo aveva amato e tanto aveva fatto per farlo sentire speciale poteva rivaleggiare con Stiles. Stiles che c’era sempre a coprire i suoi silenzi. Stiles che rideva sempre per entrambi. Stiles che non provava mai vergogna di esternare i suoi sentimenti e che lo faceva sentire sempre così amato anche con un semplice e stupidissimo elfo vestito di rosso.

 

(Ore 12.23) Derek… non lo hai mica toccato, vero? SS
(Ore 12.25) Hai idea di quanto può risultare ambigua questa frase? DH
(Ore 12.40) DEREK! Sono a lavoro e fra poco entro in sala operatoria! Non puoi farmi eccitare! Non puoi! Già vederti stamattina nudo in tutto il tuo glorioso splendore è stata una sofferenza SS
(Ore 12.43) Si, ho sentito in doccia quanta sofferenza hai provato DH
(Ore 12.45) Derek Hale! Devo entrare in sala operatoria e hai un minuto di tempo per rispondere alla domanda. Hai toccato Gollum? SS
(Ore 12.47) Vorrei poterti indispettire ma devi operare un bambino e ci tengo che non ne uccidi uno. No, mi sono informato. Non ho toccato l’elfo per non fargli perdere la magia. E’ esattamente dove lo hai lasciato tu DH
(Ore 12.50) Ma come posso arrabbiarmi con te??? Ma lo vedi che hai un piccolo cuore di panna che ti batte in petto. Ora scappo. Ci vediamo stasera ❤️ SS
(Ore 12.53) Dillo di nuovo e ti strappo la gola! Con i denti ❤️  DH
(Ore 12.55) Oh si! Stasera se fai il buono penso proprio che te lo permetterò… magari anche di strapparmi qualche vestito di dosso 😏 SS
(Ore 12.56) Hai smaltito il liquore? DH
(Ore 12.58) Oh yes! SS
(Ore 13.00) Fatti trovare già nudo a letto DH
(Ore 13.01) 🔞 SS

 

Derek scosse il capo divertito. Stiles era un’idiota. Ma era il suo idiota.
Si avvicinò al cassetto della scrivania del suo ufficio nell’autofficina che aveva aperto cinque anni prima. Gli sembrava passata una vita quando era tornato a Beacon Hills pensando di non avere più niente invece aveva ritrovato prima un branco, poi una famiglia e, infine, l’amore della sua vita.
Sorrise pensando a quanto fosse diverso dal Derek che era tornato anni prima per seppellire e vendicare sua sorella.
Sempre con quel tenero e dolce sorriso a stirargli le labbra, Derek appoggiò i due foglietti che aveva trovato quella mattina in cucina. Non c’era bisogno che Stiles sapesse quanto gli aveva fatto piacere quella piccola e tenera attenzione nei suoi confronti e che avrebbe custodito gelosamente ogni bigliettino che avrebbe trovato di lì fino al 24 Dicembre.
Non c’era bisogno che Stiles lo sapesse… perché tanto Stiles, lo sapeva già.

Notes:

Quattro chiacchiere al 'Drago Verde'
Buooooonsalve,
chi non muore si rilegge direte voi. O almeno se esiste ancora qualcuno che legge non solo di questa coppia, ma legge in questo sito in generale. Lo so, manco da ere geologiche, ma purtroppo il lavoro chiama e il tempo è veramente poco, ma a me scrivere rilassa e rilasserà sempre e quando avrò di nuovo cinque minuti di tempo voglio continuare a scrivere.
L'idea per questa ff mi venne, pensate un po', l'anno scorso proprio il giorno di Natale e mi misi subito a scrivere dicendo: 'in un anno riuscirò a scrivere 24 capitoli e così da poter fare un bel calendario dell'avvento Sterek'. Invece adesso al 5 dicembre mi ritrovo con solo 10 capitoli conclusi! Lo so sono pessima. Ma non volevo aspettare anno prossimo per scrivere. Perciò mi son detta 'comincia a pubblicare lo stesso, magari durante le vacanze riesci a produrre qualcosa in più e poi comunque anche pubblichi a giugno chissene aaahahahaha'
Perciò si, non sarà un calendario dell'avvento come avevo pensato all'inizio con un capitolo al giorno perché gli impegni sono veramente tanti, ma ci proviamo. Spero davvero durante le vacanze di avere un po' di tempo per andare avanti oltre il 10 capitolo (vi dico solo che la maggior parte dei capitoli li ho scritti quest'estate ad agosto ahahhaah non proprio in clima natalizio aahhaha)
Intanto spero che questo primo capitolo, più piccolo e semplice dei prossimi, vi abbia intrigato. Spero ci sia ancora qualcuno rimasto su questo sito sperduto nei meandri di internet e spero che in caso sia rimasto qualcuno che voglia far sentire anche la sua presenza con un piccolo commento.
In caso... buon avvento avventori della locanda, abbiamo riaperto, non come in passato, ma un caffè a qualche avventore solitario non lo si nega mai a nessuno ;)
La vostra AmonAmarth