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"Allora?"
Alle parole di Klaus, seduto vicino a lui su quell' altura, Jesper si riscosse.
Erano le.prime luci della mattina di Natale e il villaggio di Smeerensburg sotto di loro aveva ripreso vita, le urla di gioia dei bambini che, sotto l albero, avevano trovato un regalo costruito apposta per loro, riempivano l aria, la piazza piena di neve si era riempita di bambini che giocavano felici, senza guardare finalmente se il proprio compagno di giochi fosse un Krum o un Ellingboe.
Niente più odio, niente più due stupide fazioni in guerra.
Solo persone felici, che si abbracciavano e si auguravano buon Natale reciprocamente.
"Allora che?" Provò a domandare Jesper, inutilmente, quel suo amico alto e robusto, con i lunghi capelli e la barba entrambi bianchi, sembrava conoscerlo più profondamente di quanto non pensasse.
"Quanto tempo resterai così come un pesce lesso, senza dirle cosa provi per lei? Cosa credi, che non l ho capito cosa siete diventati l uno per l altra?"
Jesper aprì e chiuse la bocca, arrossendo vistosamente sotto il suo cappello da postino.
Si girò a guardare di nuovo la piazza, dove Alva veniva trascinata dai bambini del paese a giocare con loro a palle di neve, felici di aver la loro maestra come compagna di giochi e pensò a come fossero cambiate le cose dal suo arrivo in quel villaggio gelido in tutti i sensi.
Il suo incontro con lei non fu dei migliori, lui voleva solo trovare un modo per andarsene e tornare a una vita di agi e comodità e lei stava mettendo da parte i soldi lavorando al negozio ittico del paese per fuggire anche lei lontano.
Due anime angosciate che avevano trovato casa, la loro, proprio lì, tra il ghiaccio e la neve.
Ora, l' ex negozio ittico si era riempito di banchi, sedie, lavagne e disegni dei bambini e Jesper si era accorto che amava vedere Alva sorridere, che avrebbe voluto vedere quello spettacolo per tutta l eternità e oltre.
"Tieni..."
Senza che potesse parlare, Jesper si ritrovò tra le mani un pacchetto da parte di Klaus che sussurrò, strizzandogli l occhio:
"Non è un giocattolo, tranquillo. È una cosa bella che ho pensato per voi. Sapevo che sarebbe arrivato il momento giusto per darvelo..."
Jesper, di nuovo, non seppe cosa rispondere, riuscì solo a biascicare un:"Grazie", a gettare le braccia al collo del suo amico stringendolo in un forte abbraccio e a correre a rotta di collo giù per la discesa che lo portò giù in paese, proprio nella piazza dove Alva si stava scrollando un po' di neve dai capelli ridendo.
Appena lo vide, impacciato com era, con le mani dietro la schiena, la ragazza sorrise dolcemente:
"E così sei tornato, guastafeste? Ti fermerai ancora un po'?"
Jesper si ritrovò il cuore in gola, non seppe neanche lui come, in qualche maniera riuscì a balbettare:
"Io...si...pensavo di...beh...restare per sempre... Qui. Con te. Se lo vuoi ..."
Poche parole, capaci di gettare la piazza in un silenzio colmo d attesa, i bambini si ammutolirono all istante, le bambine si proruppero in ooooh e che meraviglia, mentre Alva arrossì lievemente, soprattutto quando si trovò il pacchetto davanti ai suoi occhi:
"Per te. Un pensiero. Buon Natale, Alva..." Mormorò Jesper, con un filo di voce emozionato, mentre Alva spacchettò l involucro, restando senza parole.
Tra le sue mani, trovò un carillon di legno pregiato, con le loro figure perfettamente modellate stretti in un ballo eterno.
"Klaus..." Mormorò tra le lacrime di gioia, mentre Jesper annui:
"L ha costruito pensando a noi, ma beh, se avessi voluto commissionargli un regalo, avrei fatto proprio questo per..."
Non finì la frase, la carta del pacco finì a terra e Alva gli gettò le braccia al collo, baciandolo proprio lì sulla piazza piena di persone che esplosero in urla, fischi ed escolamazioni come:"Bravi!", "Bene!", "Era ora!" e i bambini divennero un unico coro stupito che urlò forte:
"La maestra Alva bacia il postino!!!!! Evviva!"
"Lo sapevo che mi amavi..." Mormorò Jesper emozionato, quando il loro bacio finì,ad Alva che mise su un finto broncio e gli diede un colpetto sul braccio:
"Non farci l.abitudine..."
"Lo so"
Ma intanto, mentre disse così, Jesper prese Alva tra le braccia e la fece roteare felice, tra le urla di gioia di tutti, le loro risate si udirono fin sopra l' altura dove Klaus osservò compiaciuto la felicità dei suoi amici:
"Hai visto, Lydia, amore? Ce l' abbiamo fatta..."
Mormorò nel silenzio del bosco attorno a lui, sentendo un lieve vento muovere appena le fronde innevate, scompigliargli leggero i capelli e i vestiti e scivolare lieve nel cielo,.portando dietro sé un profumo dolce di miele, lavanda e neve.
Klaus sorrise, il cuore, finalmente dopo molti anni, in pace.
Ne era sicuro, ovunque fosse ora, sua moglie lo aveva sentito.
