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Silly questions for lovers not lovers
"Saresti stato ancora attratto da me se fossi rimasto... in quel modo? "
Col senno di poi, avrebbe dovuto vederlo arrivare.
Chiaro come il sole di mezzogiorno, limpido come l'acqua di fiume, preciso come Crowley che si presenta nel bel mezzo della lezione a rovinargli le dormite, Leona avrebbe dovuto essere pronto a una domanda del genere.
Non pensava fosse una sua mancanza, in realtà. Non quando Vil aveva il suo leccapiedi personale pronto ad avvolgerlo nel solito bozzolo di adulazioni e servilismo patetico.
Non cercava quello da lui. Non lo avrei trovato, in effetti.
Ma erano lì e la domanda venne posta con un tono accusa che non pensava di meritare.
Vil, in fin dei conti, aveva rotto i timpani e sbriciolato la pazienza di chiunque in quel viaggio infernale che li aveva riportato a scuola e non aveva smesso finché il dannato Malleus non aveva ripristinato il suo aspetto originario.
Leona non aveva notato comportamenti particolari dopo quell'episodio: Vil si era atteso come al solito, sicuro e vanitoso come suo diritto, senza sguardi bui o risposte più secche del solito.
Certo, Leona aveva solo voluto dileguarsi per mangiare a sazietà e dormire per quindici ore filate e non era stato propriamente attento a quello che sarebbe successo. Il problema si era risolto, no? Perché parlarne ancora?
A quanto pareva, però, il problema non si era risolto, perché dopo un giro frenetico e un altro più profondo e impegnativo, Vil aveva ancora l'energia di rompere i coglioni.
Uno schiaffo sul braccio - quello che Leona gli teneva sull'addome, schiacciandolo al materasso e premendolo un po' contro di lui. Grugnì, spingendolo un po' di più. "So che sei pateticamente programmato per dormire, ma tieniti sveglio un attimo." Sibilò Vil tentando e non riuscendo di toglierlo. “Mi troverai ancora attraente?”
"NO." Lo sputò veloce, la bocca sul cuscino e nessuna voglia di aprire gli occhi.
Non risponderò. Ovviamente. "So da certe fonti che il mio aspetto era ancora affascinante."
"Le tue fonti sono delle bugiarde schifose." Non avrebbe dormito, capì contrariato aprendo un occhio pigmentato. Non nel breve periodo, almeno.
"Vuoi dire che vieni a letto con me solo per il mio aspetto fisico?"
"Come se tu lo facessi per altro." Era appagante guardarlo cercando un modo per ribattere, con quella bocca un po' aperta a tentare di pensare e formare parole che non avrebbe mai trovato. La richiuse di scatto, sbuffando piano dal naso e accettando l'accusa con stizza. "Non ero orribile." Puntualizzò con lo sguardo fisso sul soffitto.
"Lo eri." Lo era davvero: la pelle cadente, il naso più grande, i capelli sfibrati. Sarebbe diventato davvero così da vecchio?
"Vuoi dire che non mi scoperesti nemmeno se fossi un verme, vero?"
Leona sbuffò una risata, alzandosi il piano dal cuscino e girando il corpo verso di lui. "Saresti un fottuto verme , non guarderei verso di te nemmeno una volta, figurarsi di più."
"Sarei il verme più bello del mondo e dovresti adorare il terreno su cui striscio!"
"Sarebbe già un miracolo se non ti schiacciassi."
"Saresti davvero così superficiale da non cercarmi se fossi un verme?"
Stava diventando inutilmente complicato. E aveva sonno, cazzo. "Non ti conoscerei nemmeno perché saresti un cazzo di verme."
"Ma...!"
"No." Leona strinse Vil, chiudendo gli occhi e avvertendo la sua pazienza ribollire. "Basta cazzate. Eri inguardabile da vecchio, ma chi se ne frega?" Si spinse più sotto la coperta, sistemando la testa sul cuscino e zittendo la replica acida che, sapeva, era sulla punta di quella lingua velenosa. "Sarai vecchio prima o poi. Continuerò ad averti in mezzo alle scatole, ma saremo vecchi entrambi. Non mi si rizzerà nemmeno più, perché preoccuparsene ora? Dormi, cazzo."
Non si fidava ad addormentarsi nei suoi consueti tre secondi.
Aveva ragione.
"Quanto sei schifoso." Sorrise, perché era certo che Vil lo pensava realmente e gli andava bene proprio in quel modo.
Lo pressò ancora verso di lui, sentendolo mordergli la spalla prima di baciarla dolcemente, indugiando sulla pelle con labbra che, lo sapeva, non gli avrebbero lasciato l'ultima parola.
“Nemmeno io ti guarderei se tu fossi un verme.”
" Dormi. "
