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4 APRILE 1988 - ORE 13:47
Una ragazza dai capelli rossi guardava sconsolata la lavagna della stazione di Shinjuku dove la gente che si trovava in pericolo avrebbe potuto segnalare tre semplicissime lettere XYZ per ricorrere all’aiuto di City Hunter.
Il giustiziere ere della notte, il farfallone del giorno.
Erano passati tre anni dalla morte di suo fratello Makimura e lei aveva acconsentito a continuare quel lavoro, accanto a quell’uomo: Ryo Saeba.
Nonostante ci lavorasse insieme da quasi tre anni non era ancora riuscita ad inquadrarlo davvero.
Diciamo che non poteva negare il fatto che fosse molto attraente, che fosse molto bravo nel suo lavoro, che nonostante le sue propensioni libidinose per le belle donne, però il suo dovere lo sapeva fare davvero e nel momento del pericolo riusciva sempre a cavarsela per il meglio, portando sempre a termine qualsiasi tipo di incarico, ivi comprese le fastidiossisme “gatte da pelare” di Saeko.
Un po’ gelosa lo era, ma non perché lo amasse, ma non sapeva bene il perché: era quella gelosia che hanno le sorelle quando il proprio fratello, a cui tengono tanto, si porta a casa una nuova fiamma.
E le fiamme di Ryo erano sempre diverse giorno dopo giorno.
Pazienza. Tanto comunque, Kaori abitava nel piano sottostante a quello di Ryo, in un proprio appartamento indipendente, anche se alla fine, finivano sempre per stare in quello del socio per la maggior parte del tempo, non per scelta ma per casualità.
Erano soci sul lavoro, si intendevano benissimo, avevano un feeling professionale a dir poco invidiabile, sembrava quasi si leggessero nel pensiero prima di compiere la fantomatica azione che avrebbe portato a conclusione positiva e definitiva il solito incarico di guardia del corpo.
Ma ognuno aveva la propria vita privata anche se tutti coloro che gravitavano attorno al loro mondo si erano accorti benissimo che tipo di rapporto condividevano quei due… che probabilmente andava al di là di un affetto fraterno e puramente lavorativo.
Ma se questi ragionamenti li facevano i loro amici e i loro clienti, nelle menti di Ryo e Kaori, e soprattutto di Kaori, questi pensieri erano molto lontani.
Almeno per il momento.
La cosa buona era che, nonostante lui molte volte consumasse il suo mokkori con le clienti, almeno il compenso ultimamente era migliore del solito… poiché la sera di quattro o cinque mesi prima, lei gli aveva detto a cena:
- Senti, Ryo… tu puoi fare quello che vuoi, perché in fondo questa è casa tua! Però insomma potresti avere un po’ più di rispetto per me, finchè abito nel piano di sotto. Di notte… potresti fare meno rumore, porca miseria… non riesco a dormire!!! -
E lui tra un boccone e l’altro le aveva detto:
- Fossi mia mamma!!! Le clienti sono sane, vaccinate e consenzienti! Perché devi rompere!? Lo sai che un uomo focoso come me ha bisogno di almeno due o tre bottarelle al giorno! -
- Va bene, facciamo così… tu ti porti a letto chi ti pare, però visto che anch’io sono socia della nostra agenzia, chiedo alle clienti il trenta per cento in più oltre al compenso, visto che vogliono portarti a letto, devono pagare! -
Lui, prima alzò gli occhi al cielo perplesso. Che la sua socia lo considerasse come un “uomo a pagamento?!?. Poi scosse la testa con un sorriso e le disse:
- Ok, ma cosa ne farai di questi soldi? -
- Fondo cassa, non so. Ma tu avrai il tuo compenso in natura e io il mio in denaro! Prendere o lasciare, socio! -
Ryo la guardò divertito, il suo Sugar Boy stava crescendo. Stava diventando una vera donna… e che donna! No, per il rispetto che provava verso suo fratello defunto, Kaori sarebbe sempre stata intoccabile per lui. Ma come mai, ultimamente di notte, faceva sempre dei sogni su di lei.
L’immaginava nuda tra le sue braccia mentre entrando dentro di lei con soddisfazione, lei emanava dei piccoli gridolini di piacere e… no, basta!!!
Quelle immagini le avrebbe dovute resettare dalla sua mente. E come mai ora che era primavera e le ragazze indossavano sempre quegli abiti così leggeri e trasparenti, scollati e graziosi, lui quando vedeva Kaori indossare anche lei quelle cose, gli partivano tutti gli emboli del cervello?
Ma nonostante questo, si portava sempre a letto delle ragazze diverse. Ma dopo che queste se ne erano andate, i suoi pensieri fluivano verso Kaori. Allora si alzava dal letto e sbirciava nella sua camera: e lei era lì, bella come angelo, addormentata e sognante.
E così da qualche annetto a quella parte, per evitare che lei vedesse il suo interessamento, cercava di prenderla un po’ in giro, senza però scendere sul volgare o cercare di mettere in dubbio la sua femminilità. Semplicemente si divertiva a stuzzicarla. E lei invece di prendersela, aveva sempre la rispostina pronta, rispostina che molte volte lo spiazzava e lo portava a credere di non conoscerla veramente.
Di non sapere cosa albergava nel suo animo in quel momento. E alla fine del battibecco rimaneva sempre a bocca aperta come un pesce lesso perché non sapeva come controbattere. Così alzava i tacchi, clamorosamente sconfitto, e se andava da quella stanza.
Diventata un po’ troppo piccola per loro due.
E allora Kaori si girava di spalle a ridacchiare tra sé, contenta di averlo messo k.o.
E questo succedeva quando erano soli.
Ma non poteva mancare la domanda di rito del cliente o della cliente appena approdati in casa loro: “Ma che rapporto c’è tra di voi? Siete fidanzati?”
E se Ryo rispondeva a parole che loro erano solo soci di lavoro, in verità, nella sua mente, Kaori ricopriva tutt’altro genere di figura.
Kaori rispondeva altrettanto serenamente che erano solo colleghi e che lei aveva solo preso il posto di suo fratello defunto e che Ryo, nonostante fosse la persona di cui si fidasse di più al mondo, non era di certo il suo tipo, nel senso come fidanzato, ma lo vedeva solo come un fratello maggiore.
Anche perché aveva lasciato da poco il suo ex - ragazzo, Kioshi, con cui stava ufficialmente da quasi due anni.
Ma ora, col lavoro che faceva e alla luce degli ultimi episodi successi non poteva più metterlo in pericolo, nonostante Kioshi continuasse a tempestarla di fiori e di mille carinerie.
E questa era la maggior parte della verità… ma c’era anche un altro aspetto.
L’amico americano di Ryo, Mick Angel, trasferitosi in Giappone da quasi un anno proprio di fronte al loro appartamento, aveva cominciato a farle la corte proprio quando stava ancora con Kioshi.
Cosa che il fidanzato non sapeva poichè era sempre più spesso a Boston a curare gli affari finanziari e commerciali della sua azienda e che, con enorme ed inspiegato (secondo Kaori) disappunto del suo socio Ryo, non lo vedeva di certo di buona luce, conoscendo la fama e l’ars amatoria dell’amico.
Ma altrettanto inspiegabilmente (sempre secondo Kaori) da quando aveva posto fine alla sua relazione con Kioshi Warkwool, Ryo sembrava più felice, una luce diversa gli splendeva negli occhi quando insieme affrontavano i momenti più pericolosi dei loro incarichi come sweepers.
Ma Kaori non riusciva a spiegarne il nesso visto che tra di loro non c’era alcun rapporto sentimentale e niente di simile era previsto all’orizzonte… almeno da parte della ragazza.
Tralasciando il suo socio Ryo, i suoi pensieri si spostarono sull’amico americano.
