Work Text:
I
can feel the
darkness coming, and I'm afraid of myself.
- (Call my name and I'll come running, 'cause I
just need some help.)
Se c'è qualcosa che Spock
non riesce ad
ignorare, sono le spalle di Kirk quando questi si allontana.
Il
capitano cammina curvo in avanti; questo ricorda a Spock
una massima terreste in cui un uomo tiene i pesi del
mondo sulle proprie spalle.
E' impossibile, naturalmente, che un uomo solo possa sostenere tale
carico;
eppure Jim Kirk cammina come se l'intera Enterprise, con le sue
quattrocento
vite a bordo, premesse direttamente sulla sua schiena.
E forse è così, perché lui
è il capitano.
E' un giovane che non ha molta esperienza e che per principio
è compromesso
emotivamente.
Ma chi, tra tutti
loro, non
lo è?
Spock guarda il
superiore andare
via,
dirigersi verso il suo alloggio per
cambiarsi: John
Harrison è
a bordo e
l'equipaggio dovrà lavorare
sul nucleo di curvatura per ripartire.
La situazione non è delle più propizie; eppure
lui non riesce a staccare gli
occhi dal capitano.
Si chiede cosa sia successo, nel passato di Kirk, per ridurlo
nell’uomo che non
riesce a non sentirsi responsabile per tutti quelli che lo circondano.
Non può proteggere tutti, capitano.
Quando l'altro è ormai fuori dalla sua vista, Nyota si volta
verso di lui e lo
guarda con espressione soddisfatta.
Spock ricambia lo
sguardo
ma non riesce a vedere gli occhi scuri della donna; al loro posto ci
sono due
iridi dal blu più profondo.
Vede gli occhi di Kirk, pregni di sofferenza per quello che ha perso
pochi
giorni prima: Christopher Pike.
-Lui è un
po' come quel
padre che non ho mai conosciuto.- Jim
gliel'ha confidato sette punto tre mesi prima; quando l'ha costretto ad
accettare
la licenza e a sbarcare sulla superficie di Denobia con tutti gli
altri.
Ora quel padre non c'è più. Ed è il
secondo che perde, nel corso della sua
giovane vita.
Nyota lo bacia, ma
lui non
la percepisce.
Quante
altre perdite
dovrà affrontare? Quando smetteranno, le sue spalle,
d'inclinarsi in avanti?
Nyota va via e lui si
volta
a guardarla.
Lei cammina
perfettamente
ritta, con lo sguardo alto e fiero. Non
c’è niente
che possa offuscare il suo cammino.
Jim Kirk, invece, strascica i piedi e tiene gli occhi puntati al suolo.
Spock prova
l'irrazionale voglia di dirigersi
verso la
cabina del capitano e dirgli che non c'è bisogno di
comportarsi come se
l'intero universo dipendesse dalle sue azioni.
Ma non lo fa,
perché non è
logico.
Quante
altre lacrime cadranno dai suoi occhi azzurri?
Spock mette da parte quelle riflessioni e cammina verso il
suo alloggio così da potersi cambiare prima di
tornare al lavoro.
Non ha ancora idea di
come
funzioni l'illogico animo del suo capitano; non ha compreso che tutto
quello
che serve, a Jim, è un po' d'aiuto.
Per il primo
ufficiale
dell'Enterprise ci sono solo la necessità di ritornare sulla
Terra e consegnare
il prigioniero alle autorità. C'è solo dovere.
Ritorna alle sue
mansioni,
Spock, senza sapere che dentro di sé James Kirk è
logorato e sanguinante.
Non
c'è niente che
possa fare, si dice.
Ma presto
capirà d'aver commesso un
errore di calcolo.
Fine.
