Chapter Text
Luchino aveva convocato una riunione dei Contrabbandieri appena finita la scuola, in quello che era diventato il loro posto abituale quando c’era qualcosa da discutere, lontano dal casino.
Erano lì che si mangiavano i panini portati da casa nella stanza del Dott. Spera, in compagnia di Leonardo, lo scheletro che era diventato loro amico. Nessuno dei quattro sapeva perché l’avessero chiamato così, ma si erano trovati tutti d’accordo, e da allora Leonardo aveva sempre partecipato alle loro discussioni.
Avevano quasi finito di pranzare, quando Luca dichiarò aperta la seduta.
“Allora regà, ho conosciuto questa ragazza, e niente, colpo di fulmine!”
Elia quasi si strozzò con l’ultimo boccone del suo tramezzino, aveva sentito quella frase dalla bocca del suo amico non si ricordava neppure lui quante volte. E ogni volta, ovviamente si era rivelato un flop, avrebbe mai imparato Luchino dai suoi errori?
Giovanni sorrise scuotendo la testa. Luca era un inguaribile innamorato seriale…
Martino non si capacitava di come lui riuscisse, ogni volta che riceveva una porta in faccia, a trovare l’entusiasmo per rimettersi in caccia del vero amore. E lo invidiava perché lui non ce l’avrebbe mai fatta.
“E chi è stavolta?”
“Non so se vi avevo detto che i miei avevano trovato un nuovo inquilino per il bilocale di mia nonna. Comunque, è una ragazza e l’ho conosciuta qualche giorno fa perché dovevo aiutarla a portare un paio di scatoloni di cose che non le servivano in cantina”
“Ma cos’è, tipo una studentessa universitaria?”
“No, mi pare di aver capito che è maestra alle elementari”
Gli altri tre su guardarono…Luchino era proprio un caso disperato…
“Ma come maestra, Luchì? Quanti anni avrà, 30?”
“Gliene do poco più di 25 in realtà, non lo so, è bellissima!”
Tirò fuori il telefono e fece vedere la foto di Deborah agli altri. In uno dei suoi momenti “o la va o la spacca”, Luca aveva iniziato a seguirla su Instagram, sapendo nome e cognome non era stato difficile trovarla, e le aveva mandato anche un messaggio. Lei l’aveva seguito a sua volta e ogni tanto metteva anche qualche “like” alle sue storie. Per lui, quello era già sufficiente per sentirsi spronato ad andare avanti e approfondire, alla prima occasione ,la sua conoscenza.
“Beh, non è per niente male, devo riconoscerlo” Giovanni fu il primo a commentare ”ma direi che di anni ne ha più 27/28 che 25”
“Ti rendi conto che è impossibile zì, vero?”
“E perché scusa, non sarà mica la prima volta che succede. Prendi ad esempio il presidente della Francia, si è mica sposato con la sua prof. delle superiori che ha tipo 20 anni più di lui?”
Scoppiarono tutti a ridere…il paragone era esagerato, ma nella testa di Luchino sembrava filasse in modo assolutamente logico.
“Senti, 'a Macron de noartri, metti anche che lei possa ipoteticamente interessarti a te, lo sai che non ci puoi comunque fare niente fino a Novembre, quando compirai 18 anni, vero?”
Elia come sempre la metteva sul pratico.
“Giusto, se poi lei è maestra, di certo non rischierebbe di mettersi nei guai con un minorenne” aggiunse Martino il saggio.
“Ma che palle che siete, fatemi almeno provare no?”
“Sei irrecuperabile Luchì, e noi ti volgiamo bene per questo” Giovanni gli scompigliò i capelli con affetto.
Elia si isolò un momento dalla conversazione che stava continuando sul problema dell’età e sulla quasi certa impossibilità che il desiderio di Luca si avverasse. Leggeva un messaggio e sorrideva, senza neppure essersi accorto di farlo.
“Terra chiama Elia!”
“Cosa?”
Alzò lo sguardo dallo schermo per trovarli tutti e tre che lo guardavo con un sorrisetto indecifrabile.
“Qualcuno ha ricevuto un messaggio importante?” chiese Luchino curioso.
“No, niente di che, perché?”
“Dai fra’, hai fatto un sorriso da orecchio ad orecchio e avevi lo sguardo sognante, quello per cui mi sempre per il culo quando sono con Niccolò”
Elia guardò Giovanni, che sorrideva e aspettava che lui si decidesse finalmente a condividere con gli altri la cosa che lo rendeva felice, e di cui solo lui era al corrente. Ma lui non ne aveva la minima intenzione, e anzi, guardò di nuovo il telefono, e questa volta il messaggio arrivò da un’altra persona, e gli fece fare una smorfia di fastidio.
“Ti vedi con qualcuno?” Luca era sempre più curioso.
“Non sono affari vostri” Elia non voleva essere scortese con loro, ma era nella confusione più totale e aveva deciso che finchè non fosse arrivato a capo di cosa voleva veramente, non ne avrebbe parlato.
Ma ora Giò lo guardava quasi arrabbiato, e Martino era rimasto sorpreso dalla sua risposta. Luca invece non si fece scoraggiare e gli prese il telefono dalle mani. Si erano detti basta segreti e bugie dopo tutta la questione di Marti e Nicco, giusto?
“Ridammelo subito! Che cazzo fai?”
Elia era arrabbiatissimo, ma Luchino riuscì a sfuggirgli e vide il messaggio. Lo guardò, quasi sotto shock, ed Elia si fermò impietrito in piedi.
“Ma…Emma Covitti ti ha appena mandato due cuoricini e “ci sentiamo dopo”?”
Giò era a bocca aperta, Emma Covitti? E da dov’era spuntata fuori questa cosa, se erano mesi che lui ed Elia non parlavano d’altro che di tutt’altra persona?
Anche Martino era confuso, ma in senso positivo, perché comunque Emma era una brava ragazza, e sicuramente sia lei che Elia si meritavano il meglio. Ma non si era proprio accorto di niente e non se ne capacitava.
Luca sorrideva compiaciuto di aver stanato l’amico, che ora avrebbe dovuto sputare il rospo.
Elia aveva tirato un sospiro di sollievo, per fortuna Luchino aveva aperto quella chat, e non l’altra…sapeva che prima e poi sarebbe venuta fuori la cosa, stavano nella stessa scuola, ed era molto più facile spiegare il perché avesse in ballo una “mezza cosa”, volendo usare il termine che Martino aveva usato quando gli aveva parlato di Niccolò la prima volta, con Emma.
“Stai uscendo con Emma? Beh, dai è carina, sono felice per voi!”
Marti spezzò la tensione ed il silenzio che si erano creati dopo questa rivelazione. Elia non guardava in faccia Giovanni, perché sapeva che era incazzato con lui per avergli mentito. Cosa non del tutto esatta, perché Elia aveva semplicemente omesso una parte della sua complicata situazione sentimentale…
“Non è che stiamo proprio uscendo, sì insomma, ogni tanto ci vediamo, ci messaggiamo, pomiciamo, ma non è che stiamo insieme”
“Però zì, lei ti ha mandato due cuoricini, mi sa che la pensa un po’ diversamente da te”
Lui si limitò ad alzare le spalle. Non avevano mai parlato con Emma di come inquadrare la loro situazione, sicuramente lei voleva che fossero ufficialmente una coppia, ma lui non era dell’idea e ogni volta che l’argomento si affacciava in qualche discorso, deviava la sua attenzione su qualcos’altro…il più delle volte baciandola in modo che la faccenda si chiudesse lì.
E ogni volta si sentiva uno schifo, perché stava in qualche modo giocando con lei e non era giusto. Lo sapeva, ma sapeva anche che aveva bisogno di lei per capire e decidere in quale delle due scarpe tenere finalmente il piede. Perché lo sapeva che non poteva andare avanti ancora a lungo così, erano tre mesi ormai…aspettava che succedesse qualcosa che non dipendesse dalla sua volontà per scegliere, un segno del destino, un intervento divino, qualsiasi cosa…pur di non essere lui a dover decidere e far inevitabilmente soffrire un’altra persona.
Era assurdo, perché nel suo cuore aveva scelto, da tempo, lo sapeva. Eppure non riusciva ad accettare questa cosa, perché? Non se lo spiegava nemmeno lui. Ma ogni volta che sembrava sul punto di prendere la strada che sapeva essere giusta, si bloccava e si diceva che aveva bisogno ancora di tempo e di esserne sicuro, e quindi continuava quella pseudo storia con Emma quando in realtà erano ben altre le labbra che voleva baciare.
“Tu che dici Giò?”
Giovanni alzò lo sguardo verso Luca che gli aveva fatto la domanda, poi guardò Elia e poi Martino.
“Diciamo che Elia mi ha proprio preso in contropiede…non me l’aspettavo…e, non so, non è che la Covitti mi stia particolarmente simpatica, per il modo in cui ha sparlato di Martino l’anno scorso”
Elia trovò la forza di guardare l’amico, e il suo dissenso per questa cosa era più che evidente. Lui non ci aveva neanche pensato…che razza di amico era?
“Lo so che te la sei presa male per quella storia, però zì, lei non aveva tutti i torti ad avercela con me, l’ho proprio trattata male”
Ora guardavano tutti e tre Martino.
“Insomma, l’ho piantata con la ragazza di Niccolò alla festa di Halloween”
“Cos’hai fatto????”
“Si beh, lei e Maddalena erano andate in bagno, e Nicco mi ha chiesto di andar via con lui…abbiamo preso la sua bici e siamo andati in una piscina dove lui sostiene di aver fatto pallanuoto da piccolo…e ci siamo dati il nostro primo bacio…”
Eccolo di nuovo lì, lo sguardo sognante, il sorriso da ebete, le guance rosse che ogni volta immancabilmente illuminavano Martino quando parlava di Niccolò.
“Ma sei proprio uno stronzo zì!” Luchino rideva, non si sarebbe mai aspettato un comportamento così da Martino, ma era evidente come fosse stato perso per Niccolò fin dall’inizio.
“Sei veramente messo male Martì!” rincarò la dose Giovanni.
“Che volete…io andrei al polo Nord a piedi se Niccolò me lo chiedesse”
Alzarono tutti gli occhi al cielo, era veramente invidiabile il sentimento che c’era tra quei due, anche se a volte erano decisamente troppo zuccherosi.
“Comunque, sto rivalutando il comportamento di Emma, dopo questa, effettivamente un po’ ragione ad avercela con te ce l’aveva”
“Da quanto tempo va avanti Elì?”
Lui si risvegliò dal suo torpore. Ora Giovanni si sarebbe incazzato ancora di più…
“Ci siamo incontrati per caso in un negozio di musica durante le vacanze di Natale, e da allora ci vediamo più o meno regolarmente fuori da scuola. Prima solo come amici, poi lei ha iniziato a vederci qualcosa di più e io l’ho lasciata fare. Insomma, è carina e piacevole, tutto sommato, però, boh…non riesco a vederci niente di che”
“Certo che hai dei gusti un po’ difficili Elia, non ce n’è mai una che ti vada bene! Dalle una possibilità!”
Martino sembrava sinceramente contento che l’amico e Emma potessero essere una coppia, ed Elia si sentì in qualche modo sollevato. Sicuramente anche Luchino avrebbe appoggiato la sua scelta, se mai avesse deciso in quel senso, ed era rassicurante.
“Ma tu invece zì, non abbiamo mica capito se ci stai o no con Sofi?” chiese Luca a Giovanni. Visto che erano in vena di confidenze amorose, mancava solo lui a tirar fuori qualcosa.
“No, siamo solo amici. E’ stata una parentesi piacevole, ma lei non vuole niente di serio, visto che è qui solo di passaggio, e io nemmeno, perciò…”
“E con Eva, vi siete parlati?” Martino aveva preparato il terreno con tutti e due, affinchè avessero un incontro chiarificatore. Ma non era mai riuscito a capire se si fossero realmente parlati. Sembrava comunque che le cose andassero meglio, e ora non era più un problema se Eva era presente alla stessa festa in cui c’era Giò, e anche quando Marti chiedeva all’amico di accompagnarlo in radio, lui non rompeva più le palle con la scusa che avrebbe potuto incontrarla.
“Sì, ci siamo parlati, più di una volta in realtà. E abbiamo deciso di seppellire l’ascia di guerra e ripartire da zero, come amici. E devo dire che va molto meglio così”
“Meno male, così almeno non dobbiamo più sopportare le tue pippe mentali ogni volta che c’è la possibilità che la incontri ad una festa!”
“Va beh, dopo tutte 'ste rivelazioni e 'sti scoop, mega torneo di FIFA da me adesso?” propose Giò, visto che ormai tutti i possibili argomenti erano stati sviscerati, il pranzo finito e lui non aveva molta voglia che venissero fuori altre novità a cui non era preparato.
Tutti furono ovviamente d’accordo, salutarono Leonardo e si avviarono.
