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Anche quest'anno nessuna novità

Summary:

Per una volta soltanto Optimus sembrava rilassato, quasi felice.

Non era forse questo il regalo più bello?

Work Text:

Non era la prima volta che la neve bagnava la sua armatura metallica, né era una novità la sensazione pungente del vento freddo che penetrava nelle giunture.
Quante volte si erano avventurati nella distesa sconfinata di ghiaccio che è l'Artico, inseguendo qualche debole traccia di energon?

Eppure, Terra per Terra, la neve non era mai stata così bella, non aveva mai vorticato, guizzato, danzato attorno a lui con tanta grazia e allegria.
Mai aveva l'aria formato spirali così spettacolari o solleticato con dolcezza il suo petto, scaldandolo e congelandolo allo stesso tempo.

Ma i rami cadenti degli alberi erano ricoperti di ghiaccio sottile e scintillante, rosato nelle prime ore del giorno.
Ondeggiavano e, così facendo, si scontravano, producendo suoni flebili e melodiosi, come cristallo.

Non poteva essere quello a scaldarlo, no di certo.

Forse era la mano, quella grande mano poggiata contro la sua schiena.
Forse era quel corpo, immobile e saldo al suo fianco, nel quale l'energon scorreva caldo grazie all'attività dei processori.
O forse era un sorriso, uno piccolo e così sincero da fare venire al giovane ricognitore le lacrime.
Una rarità.

Per una volta soltanto Optimus sembrava rilassato, quasi felice.

Non era forse questo il regalo più bello?

Il sole stava sorgendo, la mattina di Natale li salutò con guance rosate e un sorriso radioso.
La neve gocciolò giù per le sue piastre e, sentendo improvvisamente come quegli ultimi istanti di notte e segretezza gli stessero sfuggendo dalle mani, chiamò l'altro con un suono acuto.

Optimus si voltò, lui gli tenne l'altra mano, lo guardò negli occhi e lo tirò giù con forza.
Troppo alto.

Le loro fronti si scontrarono e i deboli bagliori delle componenti ottiche si fusero in un azzurro intenso.
"Grazie per essere stato con me anche quest'anno"
Lo disse frettolosamente, sentiva già la luce rivelatrice del sole alle spalle.

Optimus sorrise e gli strinse le spalle con le mani.
Inginocchiato in quel modo nella neve, l'alba che gli illuminava il volto, il metallo che splendeva nel bagliore riflesso dall'erba innevata.
Bumblebee cercò di imprimere tutto il più a fondo possibile nella sua memoria.
Sarebbe stata una vista solo sua, da contemplare, conservare.

<Lo farò di nuovo l'anno prossimo e quello dopo ancora, e per tutto il tempo che vorrai>

Due paia di mani si cercarono a vicenda, stringendo i due in uno stretto e soffocante abbraccio.

Poi il sole si levò sull'orizzonte, la brina cedette al calore, le campane della vicina città suonarono per la messa e i due Autobot tornarono alla base, le mani lontane e le Scintille un po' più vicine.