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In quel buio assoluto gli sembra quasi di non poter respirare. Ma Ben Solo ricorda di essere oltre. Si è unito alla Forza da tempo. Non ha più bisogno di aria né di temere l’oscurità. È lì per tendere una mano a qualcuno che sta per abbandonare la vita.
Ben osserva con tristezza la sua anima galleggiare nelle tenebre. Presto si distaccherà totalmente dal suo corpo.
Eppure, nei suoi ultimi istanti, Jacen Solo sorride.
“Allora non eri solo un sogno. O forse sei ancora un sogno” gli dice il Sith morente.
Ben tace. Non ha bisogno di dirgli che è tutto vero. Jacen lo sa. Jacen ha visto il suo spirito azzurro mentre dormiva. Ha ascoltato le sue parole. Ha accettato il fatto che, in qualche strano modo che ha a che fare con alternative, svolte, realtà ed universi paralleli, loro possono definirsi fratelli. E, qualche volta, si è lasciato indirizzare. Jacen lo ha intravisto con la coda dell’occhio centinaia di volte anche da sveglio. Ma stavolta Ben non ha potuto aiutarlo.
“Avevi tutto. Non doveva finire così, Jacen.” La tristezza che prova lo fa sentire vuoto. Parla soprattutto a se stesso, ma lo riempie d’angoscia l’idea che lui non conoscerà la pace. Le anime avvolte nel Lato Oscuro bruciano e scompaiono.
“Ci hai provato, fratello. Ora ricordo. Alcune volte ti ho ascoltato. Altre no.” Jacen chiude gli occhi ornai privi di riflessi scarlatti.
Ha ragione. Ogni volta che lo ha convinto a deviare dal suo cammino, ha creato nuove realtà. Nuove possibilità. Ma quella strada segnata non riesce a cancellarla. È un destino scritto. Deve esserci un Jacen Solo che muore come Darth Caedus, ucciso dalla propria gemella.
“Quindi ricordi anche vite che non sono più tue.” Ben non sa se gli sia di consolazione. Forse gli sembra semplicemente assurdo.
“È strano, vero? Ora lasciami andare. È finita.” Jacen sembra stanco e rassegnato.
Ben annuisce. Stavolta è finita davvero.
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La Forza pulsa di luce. Lo spirito di sua madre scivola vicino e gli prende la mani.
“Hai idea di quante volte lo hai salvato? Di quanti Jacen che ora vivono una vita completa e felice esistono grazie a te?”
Ben sorride. Non sono poi così tanti. Non li ha contati ma starebbero sulle dita di una mano. “Avrei voluto salvarlo ancora. E definitivamente. Ma non si può cambiare la linea del destino. Solo concederle qualche bivio e qualche alternativa.”
“Tu hai cambiato il tuo, di destino. Non credi che conti?” La voce di sua madre è dolce e severa come quando era in vita. Ma non può bastargli.
“Ed esistono altre copie di me che non ce l’hanno fatta” le ricorda.
“E altre che vivono e respirano ancora. Non prendere questo carico sulle tue spalle.” Sembra davvero preoccupata. Chissà che cosa teme. Sono morti. Sono parte della Forza. Quello stato di cose non cambierà mai.
“Non potrei comunque ” la rassicura. “Non posso neppure sfiorare le altre copie di me stesso.”
“È per questo che volevi salvare lui ad ogni costo? Perché ti somiglia?” Quella domanda è rimasta in sospeso troppo a lungo.
Sì, il percorso di Jacen e il suo si assomigliano troppo. Solo il finale è diverso.
“È tuo figlio. E sembra che questa dannazione ti perseguiti in ogni realtà.” Quello è uno degli aspetti più tragici. La condanna di Leia Organa si ripete in ogni dimensione.
“Non è mio figlio.” Lei scuote la testa dolcemente. “È il figlio di una Leia che non sono io. Non è e non è mai stato lui la mia sofferenza.”
Ben perplesso esita. Se solo potesse… Ma non è che uno spirito che vorrebbe tendere una mano a chi sta scivolando nell’abisso che lo ha imprigionato per anni.
“Lascialo andare” sussurra sua madre. “Torna con me nella dimensione che ci appartiene. C'e qualcuno che sta piangendo perché tu non vuoi mostrarti a lei …”
La ferita mai cicatrizzata del suo cuore si riapre all’improvviso. “Non posso. Non ancora.”
Jacen è perso. Ma ha avuto qualcosa di prezioso. L’amore della sua compagna e di sua figlia. Ben non vorrebbe invidiarlo eppure non può farne a meno.
“Lo farai, un giorno. Lei ha bisogno di te.”
Ben annuisce. Un giorno. Ma per ora la osserverà in silenzio. Augurandosi che l’ombra non la tocchi come è successo a Jacen. Come è successo a lui.
“Un giorno. Ma vorrei che lei non ne avesse bisogno.”
