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Dopo tanti anni di conoscenza reciproca Andrés de Fonollosa era sicuro di una cosa: Rodrigo de Sousa era un pazzo.
Un pazzo geniale, abilissimo nel suo lavoro e dotato di rara abilità ma comunque un pazzo. Imprevedibile, caotico e dotato di una naturale promiscuità, tutte doti che condivideva con Anna Maria, comprendeva benissimo perché quei due fossero sposati, e fossero amici di Martìn. In quanto a lui… beh, il suo rapporto con la coppia era molto ma molto più sfumato.
Non avrebbe dovuto avvisarli di dove si trovava ma con gli anni aveva capito che era inutile, in quanto al suo prossimo matrimonio… ci aveva provato.
<< Avevate ragione, questo posto è meraviglioso >> urlò Rodrigo prima di dargli un bacio sulla guancia, poi ne diede uno a Martìn e uno a Tatiana prima di abbracciare Sergio, chissà se lui e Tatiana si conoscevano?
Anna Maria che era dietro il marito indossava un abito che non avrebbe figurato in un club di spogliarello e soprattutto non ebbe alcuna riserva nei suoi confronti, come ormai accadeva da sei anni lo abbracciò d’istinto e gli stampò un bacio sulla bocca per poi fare lo stesso con tutti gli altri, e poi dicevano che i francesi fossero troppo altezzosi.
<< Voi non sareste dovuti arrivare tra una settimana? >> fu la domanda di Martìn, per quanto adorasse i due messicani preferiva avere a che fare con loro il meno possibile, a dosi ridotte se possibile, esattamente come Martìn.
<< Avremmo ma qui abbiamo un problema >> dichiarò Anna Maria prima di sedersi sull’erba, e ora cosa c’era?
<< Non c’è nessun problema, semplicemente ho ricevuto un’offerta ma questi due stanno facendo di tutto per non farmi accettare >> spiegò Rodrigo indicando prima la moglie e poi Martìn.
<< E cosa c’entro io? >>
<< Come sarebbe a dire? Ma se quando te ne ho parlato mi hai chiuso il telefono in faccia, e lei mi accusa di farlo per la gloria… come un calciatore, come se io avessi bisogno della gloria, lo faccio per la musica >> si difese Rodrigo.
<< San Francisco non fa per voi, troppo vento e poi troppe salite e la baia potrebbe far venire a tutti e due idee strane >> intervenne lui, il pensiero di doverli ripescare dalla baia di San Francisco era invero detestabile.
<< No, pensavo di andare a New York >> spiegò Rodrigo.
<< Per un piccolo ingaggio, e poi a Chicago >> aggiunse lui, avrebbe dovuto comprare un cappotto pesante per Martìn ma quello era il meno.
<< No, per sempre >> rivelò loro Rodrigo, e Tatiana fu l’unica entusiasta della cosa.
<< Voi due, a New York? >> domandò Sergio, un vero peccato non essere andato negli Stati Uniti, quello sembrava l’inizio di uno di quei kolossal apocalittici che tanto piacevano agli americani.
<< Io sono contraria, cosa ci fanno due come noi a Nueva York? >> domandò Anna Maria prima di voltarsi verso Martìn e sussurrargli qualcosa in norvegese, doveva realmente cominciare a studiare quella lingua, qualsiasi cosa fosse sentire l’argentino ridacchiare e poi risponderle a tono lo impensierì, per la sua sanità mentale Martìn non doveva passare troppo tempo con quei due, non gli faceva bene.
***
Tutto quello le sembrava assurdo.
Tatiana Mestré era abituata agli imprevisti del suo mestiere ma quello le sembrava eccessivo. Come tutti nell’ambiente conosceva Rodrigo de Sousa e la sua brillante e folle moglie franco messicana ma non li aveva mai incontrati. Erano brillanti, intelligenti e completamente pazzi ma sembravano divertirsi un mondo, certo… Rodrigo si riferiva alla moglie come “la mia biondina” ma lei sembrava non prendersela a male, anzi.
Non comprendeva il rapporto che univa la coppia a Martìn, lui e Rodrigo si erano baciati sulla bocca come se fosse normale e Anna Maria gli si era seduta sulle ginocchia, e aveva avuto al sensazione che stesse flirtando con lei, sicuramente aveva fatto la svenevole con Sergio e con Andrés, e il suo futuro marito c’era pure stato… si erano baciati sulla bocca di fronte a Rodrigo stesso che si era limitato a riderci sopra, e ora quell’invito a cena.
Solamente loro tre, una cena per conoscersi meglio aveva detto Anna Maria e lei aveva accettato con qualche titubanza, quei due però potevano esserle utili. La cena comunque era andata bene, quasi banale si era detta prima che arrivasse il dolce.
<< Non ho mai fatto sesso con una rossa, sei rossa naturale? >> le domandò Anna Maria facendole andare di traverso il Chianti.
<< Come… cosa? Si, sono rossa naturale ma mi sto per sposare >> rispose quando si fu ripresa.
<< Non è vero che non sei mai andata a letto con una rossa, e Jenny di Tipperay? >> si intromise Rodrigo.
<< Non conta, era solamente tinta e non è stato nemmeno a letto ma su uno scomodo divanetto di Cardiff, quindi rossa… saresti interessata? >> replicò Anna Maria squadrandola come se volesse mangiarla in quel momento.
<< Mi sto per sposare >> ripeté lei prima che i due scoppiassero a ridere.
<< Anche Andrés, ma questo non gli ha mai impedito di andare a letto con Martìn >> rivelò Rodrigo, e ora cosa… come? Sapeva che Martìn era omosessuale, l’altro non l’aveva mai nascosto così come aveva cercato di non farle capire di avere una cotta per suo marito ma che avessero una relazione era impossibile, doveva essere impossibile.
<< Non preoccuparti, sono sicura che sarai meglio della moglie numero tre che si è infuriata così tanto. D’altronde se non fosse stato per noi non avrebbero mai ammesso che non sono anime gemelle solamente a livello platonico >> le spiegò Anna Maria prima che arrivasse il dolce.
<< Voi… voi cosa? >> domandò sconcertata.
<< Non è che glielo abbiamo detto però… la gelosia è una brutta, bruttisima cosa. Guarda noi due: il nostro amore è così potente che ogni tanto per contenerlo ci concediamo di tradire, dopo aver avvisato l’altro. Per loro due… non ho capito perché ma ogni volta che si sposa tempo tre giorni e tornano a letto insieme >> dichiarò Rodrigo.
<< Non lo sapevi, che cosa carina rossa. Hai capito quindi perché ti abbiamo invitato a cena? >> ecco spiegato il motivo, quei due sapevano tutto e l’avevano allontanata, sicuramente in quel momento il suo matrimonio era in crisi prima ancora di cominciare.
<< Voi... siete delle pessime persone >> disse lei.
<< Forse, ma almeno non siamo dei ladri, come lei. Deve capire una cosa Tatiana, lei è un accessorio e come tale si può fare a meno di lei, Martìn è diverso ed è meglio che non metta Andrés di fronte a una scelta perché la soluzione potrebbe non piacerle >> le spiegò Rodrigo improvvisamente serissimo.
<< Quei due hanno bisogno l’uno dell’altro ma non hanno bisogno di lei. In quanto a noi due… beh, noi ci siamo sempre stati. Specialmente una notte di tre anni fa a Rotterdam, io non sono ancora riuscita ad esaudire il mio desiderio di andare a letto con tre uomini nello stesso momento ma i numeri pari mi sono sempre piaciuti >> la provocò Anna Maria prima di sfiorarle il volto con le dita.
<< Voi… voi quattro, avete fatto sesso? Insieme? >> domandò senza parole.
<< Una rapina ben riuscita merita un festeggiamento degno. Non c’è niente di meglio che sentire il sangue che corre veloce nel tuo corpo mentre due uomini ti rendono felice o guardarne tre che si danno piacere, qui però ci sarebbe un problema ma quello è colpa della vostra mentalità europea: siete troppo possessivi >> le rivelò Anna Maria prima che si alzasse di colpo.
Una farsa, tutto quello era una farsa assurda. E lei? Dove finiva in tutto quello? A fare la moglie trofeo mentre suo marito si scopava il suo migliore amico, il migliore amico del suo migliore amico e la moglie di lui? E chi le assicurava che un’altra rapina non avrebbe comportato anche la sua inclusione nei festeggiamenti?
Per quanto non si guadagnasse da vivere onestamente aveva dei principi e tutto quello era irrazionale e insensato per non dire perverso.
<< Io… io non voglio avere nulla a che fare con tutto questo >> dichiarò prima di allontanarsi.
<< Corri pure rossa, ma prima o poi riusciremo a raggiungerti >> le urlò Anna Maria in francese prima di scoppiare a ridere.
***
<< Secondo te starei bene rossa? >> gli domandò Anna Maria in norvegese quella mattina.
Se c’era una cosa su cui Martìn Berrote non transigeva era la sua certezza che Rodrigo e Anna Maria fossero due pazzi e che il suo compito fosse proteggerli da loro stessi, anche se il resto del mondo dissentiva. Andrés tanto per fare un nome, il quale era convinto che quei due dovessero essere lasciati al suo destino, peccato che non fosse così facile. Riconosceva di avere un debito nei confronti di Rodrigo ma non lo avrebbe mai ammesso, il messicano a modo suo sapeva essere fondamentale.
<< Con quei vestiti e rossa sembreresti davvero una battona >> replicò lui sempre in norvegese prima che Anna Maria scoppiasse a ridere.
<< Secondo voi sembro una battona? >> domandò voltandosi verso Andrés che prima di aprire bocca sospirò. Sapeva benissimo che quei due erano andati a letto insieme e che era stata Anna Maria a convincerlo a dargli una possibilità, come potete dire di essere etero se non siete mai andato a letto con un uomo? Provate e se l’esperienza non vi piace almeno avrete sperimentato, avete la fortuna di avere Martìn con voi per un giro di prova e tante altre stronzate che però avevano funzionato.
Non aveva alcun problema nel fare l’amante, faceva lo stesso con Leo, ma era la possessività dello spagnolo il vero problema. A differenza di Max a cui non importava con cui dormiva, di Ippolito che essendo giovane voleva scopare con più persone possibili prima di sistemarsi o di Gonzalo che era troppo assorbito dalla coca per rendersi conto di cosa accadeva attorno a lui Andrés ci teneva a considerarlo una sua proprietà.
Aveva visto come lo guardava quando non erano soli e sicuramente quello che era accaduto due anni prima quando erano usciti a cena con la moglie numero quattro e Ippolito lo ricordavano entrambi. Ippolito che come tutti i giovani era un idiota ci aveva provato con lui sfacciatamente tutta la sera, al punto che dopo il dolce Andrés lo aveva trascinato in bagno per una sveltina che lui aveva davvero gradito e che aveva fatto ridere l’italiano fino alle lacrime quando glielo aveva raccontato quella notte stessa. L’unica eccezione erano Rodrigo e Anna Maria perché in quel caso essere gelosi sarebbe stato estremamente futile e perché Anna Maria non avrebbe avuto problemi a ridergli in faccia accusandoli di essere innamorati e non due persone che avevano scelto liberamente di scopare.
<< Certamente non sembri una santa >> fu la risposta prima che entrambi scoppiassero a ridere.
<< Dovremmo organizzare qualcosa prima di questo matrimonio… vi piacerebbe guardare? >> li provocò Anna Maria, perché quel giorno non aveva fatto delle fotocopie?
<< A chi non piace? >> fu la risposta, e quello era un passo avanti, o indietro.
<< E allora ci divertiamo tutti, io e la tua rossa, e tu che ci guardi >> rispose Anna Maria prima che Rodrigo le desse un bacio.
<< La mia moglie biondina, un genietto come pochi, piuttosto ci mette cinque minuti a chiamare tutta l’orchestra, sicuro di volere solo noi due? >> domandò il messicano, Andrés doveva ancora imparare l’idea fondamentale: Rodrigo era una brava persona ma lo era ancor più da lontano.
<< Assolutamente, inoltre dobbiamo discutere di alcune questioni e gradirei non rovinare la pace di questo posto con un branco di drogati, promiscui, ubriaconi che sembrano fuggiti da un manicomio e che per divertimento suonano strumenti musicali >> fu la risposta, almeno quello. Adorava l’orchestra messicana di Città del Messico ma sotto la direzione di Rodrigo il caos imperversava e non solo per le sue proposte ma perché Rodrigo de Sousa era fermamente che genio e follia dovessero andare a braccetto.
<< Non è una bella cosa da dire ma posso organizzare qualcosa, a patto che ci sia una fetta di torta anche per noi >> dichiarò Rodrigo prima di cominciare a fischiettare Gloria Trevì.
<< E quando pensi di andartene? >> domandò lui, un giorno e già aveva l’emicrania.
<< Non lo so, non sei felice di vedermi? >> fu la replica.
<< Come i tizi della spedizione Donner quando hanno scoperto che dovevano ricorrere al cannibalismo >> fu la sua risposta che fece sorridere Andrés e Anna Maria, ingrati.
<< Non siamo così male, come a Rotterdam >> dichiarò Anna Maria.
Rotterdam. Avrebbe dovuto impedire quella follia, mostrarsi l’unico ragionevole ma non ce l’aveva fatta. In parte l’adrenalina post rapina, in parte lo champagne e poi le parole degli altri… e dieci minuti dopo si erano ritrovati tutti e quattro, nudi, a scopare, aveva posto un’unica condizione quella notte. Tra lui e Anna Maria doveva esserci almeno un altro corpo, e lo avevano accontentato.
Era stato… bello, indubbiamente bello ma soprattutto liberatorio, se poi Andrés dopo quello voleva continuare a insistere di essere etero o che solo lo attraesse questo era un suo problema. Sapeva solo che in quella sorta di bolla lui stava bene, che era qualcosa che non avrebbe dovuto ottenere e non gli importava di ricoprire il ruolo dell’amante, non se così poteva stare con Andrés, odiava ammetterlo ma si era innamorato come un ragazzino dello spagnolo, nemmeno da giovane aveva mai provato qualcosa di simile per qualcuno. Le mogli vanno e vengono, io resto aveva spiegato a Rodrigo quando lui e Anna Maria avevano ricevuto l’invito per il quarto matrimonio, entrambi avevano disapprovato ma era inutile… loro due funzionavano in un modo, lui e Andrés de Fonollosa in un altro, punto.
<< Meraviglioso ricordo, assolutamente >> replicò Andrés prima che Anna Maria si alzasse di scatto per baciarlo sulla bocca, poi baciò anche Rodrigo e rientrò nel monastero come se non fosse accaduto nulla.
<< Credo che la piccola Tatiana sospetti qualcosa, o quantomeno ha un’idea >> rivelò loro Rodrigo, di nuovo. Alba non aveva retto quel matrimonio a tre, Isabel dopo due anni aveva annunciato che era troppo per lei e che bisognava fare delle scelte e Tatiana… dubitava che si sarebbe fatta da parte ed era un peccato perché gli piaceva.
<< Tatiana non sa nulla, fidatevi, maestro >> fu la risposta prima che Rodrigo lo guardasse condiscendente, e ora cosa aveva fatto quel messicano altre un metro e un barattolo?
<< Se lo dite voi, Laurà deve includere anche Tatiana quest’estate? >> domandò.
<< Certamente, la Riviera è un luogo incantevole da vedere se si è in due >> fu la risposta prima che Rodrigo sospirasse. Un’altra estate rovinata ma almeno avevano un nome sicuro per il loro piano, Max aveva disapprovato e così Leo ma non erano affari loro, possibile che non vedessero che quello non sarebbe stato un semplice colpo?
***
Sergio Marquina disapprovava tutto quello.
Disapprovava che suo fratello non avesse fatto alcun tentativo di cercare una cura ma che invece volesse sposarsi per la quinta volta.
Disapprovava il legame fin troppo simbiotico e morboso che si era creato negli anni tra suo fratello e Martìn Berrote il quale era chiaramente innamorato di Andrés.
Disapprovava il piano del banco, in teoria era ottimo ma in pratica era pieno di falle e nemmeno completato, ne comprendeva il valore simbolico ma era una follia degna di un sognatore infantile.
Disapprovava che suo fratello avesse coinvolto la futura moglie numero cinque, niente impediva a Tatiana di tradirli in caso di divorzio, e conosceva abbastanza suo fratello da sapere che anche questo matrimonio sarebbe imploso su sé stesso.
E infine disapprovava la presenza di Rodrigo e di sua moglie Anna Maria. Non aveva nulla contro di loro ma li considerava due pessime influenze, caotici, estremi in tutto quello che faceva ed era rimasto sconcertato dalla naturalezza con sui si ponevano. Certo, nel loro ambito erano a dir poco geniali ma fuori dall’orchestra erano due disadattati, senza contare il rapporto che intrattenevano con Martìn, era così evidente che l’argentino fosse il terzo nel loro matrimonio e con la benedizione di Anna Maria, la mia moglie biondina la definiva Rodrigo, orgoglioso come tutti i messicani che riuscivano a sposare una donna dai tratti europei.
<< Ma… è normale? >> gli domandò Tatiana indicando quello che ai suoi occhi era un gruppo di pazzi.
<< Non quanto vorrei >> rispose lui, meglio non dirle che a suo tempo era andato a letto co Anna Maria con il benestare di Rodrigo ed era sicuro che anche Andrés figurasse nella lista tendente all’infinito di amanti di ambo i sessi della franco messicana.
<< Ma… fanno sempre così? E li dovrò sopportare per tutto il matrimonio? >> quella si che era una bella domanda.
<< Rodrigo è compreso nel pacchetto con Martìn, se accetti uno devi accettare anche l’altro >> spiegò lui, di fatto suo fratello e l’argentino erano una coppia, Andrés ignorava, o fingeva di ignorare, cosa Martìn provasse nei suoi confronti, mancava solamente il sesso e aveva notato come fosse geloso di ogni uomo che Martìn approcciasse, e Martìn raramente finiva una serata con lo stesso uomo con cui l’aveva cominciata.
<< E se non volessi Martìn? >> domandò invece Tatiana. Quello era un sogno. Per quanto stimasse Martìn non era cieco di fronte ai suoi difetti, a cominciare da un ego ipertrofico all’assoluta incapacità di comprendere le esigenze altrui, forse proprio per questo andava tanto d’accordo con suo fratello: uno psicopatico e un sociopatico insieme potevano fare grandi cose.
<< Non devi parlarne con me >> disse, tutto quello non sarebbe finito bene.
<< Rodrigo e Anna Maria mi hanno fatto una proposta indecente ieri sera… prima che lei definisse i concertisti come me delle troie e lui avesse alcune rivelazioni interessanti >> ora anche quello pensò lui.
<< Ignorali, se vedono che li ignori dopo un po’ la smettono >> rispose lui sperando che funzionasse.
<< Io cosa ci faccio qui? >>
<< Come? Ti stai per sposare, o hai dei ripensamenti? >> chiese, forse tutto si stava per risolvere.
<< Non lo so più, si tratterebbe solamente di due anni, tre al massimo ma… quei tre li renderebbero pesanti, assurdi e senza alcuna possibilità che possa dire la mia >> fu la risposta, prima che Anna Maria cominciasse a cantare canzoncine in francese.
<< Pensaci bene >> si limitò a dire, avrebbe dovuto trovare un sistema per farla stare zitta nel caso avesse deciso di disdire le nozze ma tutto quello stava prendendo una piega surreale che lui disapprovava, prima di Sousa tornavano in Messico e meglio era per tutti.
