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Le prime volte che ti vidi

Summary:

Cosa è successo prima della primissima puntata di Imma Tataranni? Quali sono le situazioni che hanno portato Imma e Calogiuri a conoscersi per poi avere il rapporto che si è visto e sviluppato durante le puntate? Mi sono posta queste domande e questo è il risultato! Spero che questo viaggio possa piacervi. Buona lettura.

Chapter 1: Capitolo 1

Chapter Text

Imma Tataranni quella mattina era una trottola impazzita.

 

Si aggirava per casa già di prima mattina e stranamente, per la gioia delle orecchie di suo marito, senza i suoi amati tacchi.

 

“Amò che stai facendo? Sembra un campo di battaglia qua!”

 

La donna lo guardò per un secondo stizzita per poi riprendere ad occuparsi immediatamente della cucina. “Pietro non mi scocciare. Mi sono solo alzata presto e ho pensato di preparare la colazione quindi non ti ci abituare!”

 

“Per carità non mi ci abituo! Anzi se ogni volta che lo fai sei intrattabile è meglio che non ti fai proprio venire queste idee!”

 

La risposta della rossa fu una sonora sbuffata! Aveva dormito pochissimo e si sentiva come una pila elettrica. Stare calma e tranquilla non era proprio possibile.

 

Infatti lo Sceriffo di Matera aspettava, durante quei primi giorni di marzo, l'arrivo di un nuovo appuntato e non aveva la minima idea di chi potesse essere.

 

- Non sapere le cose mi rende nervosa! - Amava avere il controllo della situazione in modo da poter avere sempre tutto perfetto ed efficiente come le piaceva. Non sapere nulla di nulla la faceva uscire fuori di testa.

 

Vedendo che le sue parole non avevano sortito alcun effetto, Pietro prese tra le sue mani quelle di sua moglie: “Imma calmati. So che sei nervosa ma desideravi tanto che arrivasse qualcuno che ti desse una mano in Procura e sei stata esaudita. E mo che te la danno non la vuoi più?”

 

“Pietro te lo dico di nuovo non mi scocciare!” rispose alzando gli occhi al cielo e allontanandosi dalla presa del marito. - Io nervosa per il nuovo appuntato tze!.. Beh oddio... forse un pochino ma non è questo il punto! -

 

Si girò verso di lui fermandosi proprio al centro della stanza in mezzo ai divani del suo salone. “Lo sai che non sopporto non sapere le cose!”

 

“Ma lo sai da mesi!”

“Sì, ma non so chi è! E se è un cretino? Dell'altra zavorra in quella Procura non mi serve. Mi serve una mano. Una vera mano.. E poi queste cose voglio sbrigarle da me!”

 

Il marito guardandola sconsolato le disse: “Sei una contraddizione vivente e poi sono ore che cammini avanti e dietro per casa. Mi stai facendo venire mal di testa a guardarti!”

 

Dirigendosi verso la cucina per controllare il caffè, la donna rispose stizzita: “Sono così tutte le mattine! E poi sto solo preparando il caffè”. Salvo poi imprecare contro la macchinetta che non voleva saperne di fare il suo dovere.

 

Pietro ormai scocciato, assonnato e con tanta voglia di bere la sua tazza di caffè in pace brontolò a voce bassissima “Si vabbe” dirigendosi verso la porta di casa.

 

“Imma mi conviene andare al bar a fare colazione altrimenti potresti dare fuoco alla cucina o peggio!”

 

Subito la donna lo raggiunse con uno sguardo scioccato e prima che potesse proferire parola, lui l'anticipò: “Quando Valentina esce dal bagno dille che sono fuggito dallo Sceriffo di Matera!”

 

Detto questo abbassò la maniglia ed uscì fischiettando.

 

“Eh certo! Questo è il buongiorno. Che avessi fatto mai dico io!” disse incredula ad una stanza vuota.

 

- Quante commedie – pensò – Sono solo un po' nervosa. A me piace avere tutto come dico io e questo appuntato non me lo sono mica scelto! Come al solito non mi capisce nessuno nemmeno in questa casa -

 

Dirigendosi ancora una volta verso la macchinetta e notando che non era ancora salita nemmeno una piccola goccia di caffè, sospirò forte – A pensarci bene è inutile fasciarsi la testa . Ci penserò a tempo debito – Sconsolata spense il gas - Se è un impiastro lo affido a Diana. Tanto sarà sicuramente un vecchiarello in attesa della pensione! -

 

Una volta partorito questo pensiero la donna spalancò gli occhi - È vero! Non ci avevo proprio pensato! Sono una scema! Chi altro potrebbero mandare qui a Matera se non uno con un piede nella fossa? -

 

Arrabbiandosi ancora di più corse nella sua camera da letto per indossare i tacchi. - Lo sapevo che c'era la fregatura! Lo sapevo che mi mandavano un altro incapace! Questa Procura mi manderà al manicomio! -

 

Dopodichè prese la sua borsa e una giacca e, come aveva fatto suo marito poco prima, afferrò la maniglia della porta di casa. A quel punto gridò per farsi sentire da sua figlia Valentina che era chiusa in bagno praticamente da ore: “Valentina io me ne vado. Papà non c'è!”

 

“Come papà non c'è?” Rispose subito la giovane urlando dal bagno per poi affacciarsi e guardare sua madre per la prima in quella giornata.

 

“Sì, non c'è! Tuo padre è andato a lavorare. Chiudi tu tutto! Ci vediamo questa sera, fai la brava e stai attenta!”

 

Sotto gli occhi stupiti di sua figlia, Imma Tataranni uscì sbattendo la porta di casa e facendo riecheggiare il rumore dei suoi tacchi sulle scale di tutto lo stabile.

 

La ragazza non poté fare a meno di sussurrare entrando di nuovo in bagno: “Questa casa è una gabbia di matti!”

 

                                                                                                                       ***

 

La giornata in Procura per la Tataranni fu tranquilla. Tra le solite carte e i soliti interrogatori, il nuovo appuntato non si era ancora palesato e nessuno sapeva bene quando sarebbe arrivato a Matera.

 

Intanto la donna si era convinta e aveva accettato, si fa per dire, l'idea che sarebbe arrivato un uomo attempato e prossimo alla pensione. Ormai aveva deciso che l'avrebbe quasi sicuramente affidato a Diana anche se la diretta interessata ancora non ne sapeva nulla della sua idea.

 

- Sì, dai – pensava – Alla fine non è un problema! Lo affianco a Diana e mi toglierò questa peso dalle scatole ancora prima di avercelo. Anche se un aiuto mi sarebbe servito. Ma chi vuoi che venga qui a Matera? -

 

“Diana io esco qualche minuto prima perché devo andare a fare la spesa per mia madre. Mi raccomando qui finisci quello che ti ho detto e dopo vai anche a tu. A domani!”

 

“Va bene Imma, ciao. Salutami tua madre” rispose la donna ma guardando l'ufficio accanto a lei si rese conto che la rossa era già sparita dalla stanza.

 

“È inutile... Quella donna è una trottola impazzita. Non si ferma mai!”

 

Infatti dopo aver lasciato la Procura e aver acquistato tutto il necessario per riempire il frigo di sua madre, Imma si stava dirigendo nella sua casa natale a passo spedito.

 

Spesso, ma non lo avrebbe mai ammesso ad anima viva, bramava tornare lì la sera invece di rientrare direttamente a casa sua. Alcune volte quest'ultima la sentiva stretta ed era solita dare la colpa di questa sensazione al troppo lavoro.

 

“Certe volte i casi sono così ingarbugliati e crudi” raccontava alcune volte a Pietro “che metterci ordine fa venire i brividi”. A queste parole suo marito le rispondeva sempre di non pensarci e di non portare il lavoro a casa, lì non doveva vestire i panni dello Sceriffo.

 

- Peccato che lo sono sempre – pensava ogni volta – Io sono il lavoro che svolgo – e proprio per questo aveva imparato a parlare sempre meno del suo lavoro tranne in situazioni estremamente necessarie.

 

Quindi anche quella sera aveva deciso di dedicare più tempo a sua madre e subito, tra le varie buste della spesa, cercò di prendere il cellulare dalla borsa per dire a suo marito di cominciare a cenare tranquillamente insieme a Valentina.

 

Una volta chiusa la comunicazione la donna, senza guardare davanti a sé, provò a rimettere il cellulare nella borsa. Tutto questo cercando, allo stesso tempo, di non far cadere le buste della spesa e continuando a camminare.

 

Ma una volta girato l'angolo che conosceva da sempre, e che l'avrebbe portata dopo qualche metro a casa di sua madre, si scontrò con un corpo alto e muscoloso. La botta inaspettata le fece cadere tutte le buste per terra. Senza guardare la persona che aveva causato l'impatto esclamò forte: “Madonna le uova! Fa che non si siano rotte!”

 

Subito si abbassò per controllare e nel mentre sentì una voce che diceva: “Signora mi dispiace, lasci faccio io!”

 

A quelle parole Imma alzò il viso e si trovò davanti degli occhi di un colore azzurro che non aveva mai visto prima. Davanti a lei c'era un ragazzo che piegato sulle ginocchia cercava di guardare nelle buste. “Mi dispiace, se sono rotte gliele pago!”

 

Dopo quelle parole il ragazzo la guardò per la prima volta e sgranò gli occhi fermandosi di colpo. I due si guardarono per qualche attimo, piegati entrambi sulle ginocchia, senza sapere cosa dirsi.

 

La donna, che era rimasta parecchi attimi ad osservarlo, si schiarì la voce: “No, no... che pagare.. sono cose che possono succedere”

 

A quel punto recuperò alcune buste e cercò di rimettersi in piedi. “E poi le uova sembrano salve” continuò con voce dolce.

 

“Meno male” disse il ragazzo bruno davanti a lei mentre si metteva di nuovo in piedi per poi porgerle la busta che era rimasta a terra.

 

Imma lo ringraziò notando la sua altezza e guardando allo stesso tempo il suo viso dall'espressione che immediatamente classifico come pulita.

 

Sorridendo piano e quasi balbettando il bruno rispose: “S-sono contento di non aver fatto danni!”. Per poi portarsi una mano dietro la testa, quasi per mascherare dell'imbarazzo. Un gesto che al Procuratore non passò inosservato.

 

“Purtroppo non conosco il posto e quindi stavo girando quasi senza sapere dove per cercare di orientarmi... Mi dispiace se le sono venuto addosso così”

 

“No, alla fine è colpa mia. Non guardavo dove mettevo i piedi..” I due ripresero a guardarsi senza dirsi nulla. Imma avvertì uno strano imbarazzo nell'aria e il suo sesto senso le disse che anche il ragazzo davanti a lei stava provando la stessa cosa forse per eccessiva timidezza.

 

“Allora io vado eh..” disse la donna mordendosi piano le labbra – Mi sento una cretina -

 

“Sì, certo” rispose subito il giovane sorridendo e spostandosi leggermente per farla passare. Imma sussurrò un grazie e riprese a camminare molto lentamente.

 

- Certo che è bello sto ragazzo. Mai visto prima da queste parti... Effettivamente ha detto che non è di qui! Sarà il nipote di qualcuna... Chi l'aveva mai visto uno così prima d'ora..mamma mia... -

 

Se si fosse girata Imma Tataranni avrebbe visto quello stesso ragazzo dagli occhi azzurri che stava occupando i suoi pensieri guardare la sua schiena per qualche attimo. Salvo poi scuotere piano la testa e riprendere a camminare nella direzione opposta.