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Archive Warning:
Category:
Fandom:
Character:
Language:
Italiano
Series:
Part 191 of Le note della vita
Stats:
Published:
2025-06-22
Words:
1,169
Chapters:
1/1
Hits:
7

Robin

Summary:

L'amicizia tra Robin e Xanxus.
Successivo a In the dark of the night, precedente a Inseguendo un bambino.
Scritta sentendo: https://www.youtube.com/watch?v=vMaGwxY6ha8; LA RAGAZZA CON IL CUORE DI LATTA - IRAMA - TESTO.

Work Text:

Robin

 

Una creatura di oscurità si stava ritirando, ripiegandosi su se stessa.

Scomparve lasciando una macchia nera su una lamiera di latta.

Xanxus era in piedi, un rivolo di sangue colava dal suo viso.

"Sapevo che ti avrei trovato qui, boss" risuonò una voce maschile.

Xanxus voltò il capo con un sogghigno.

"Marion ti ha spedito a calci a cercarmi, al massimo".

Robin si passò la pala di legno da fornaio da una mano all'altra.

"Lei non sa che sono venuto a cercarti", si accigliò.

"Vieni a casa mia prima di morire dissanguato".

Xanxus si passò la mano sul volto per togliere il sangue, ma nel movimento se ne sparse su tutto il volto.

"È un graffio" borbottò, ma si mosse per raggiungere il più grande.

Robin lo raggiunse e gli avvolse il braccio intorno alle spalle.

"Non puoi sconfiggere da solo tutta l'Oscurità rimasta in paese".

Xanxus lo guardò male, imbronciandosi.

"Lo sto facendo, no?".

Robin sospirò. "No stai tentando di morire poco prima del matrimonio...".

Se lo poggiò contro, aiutandolo ad avviarsi verso casa sua.

Xanxus chiuse gli occhi lasciandosi condurre.

"Stavo dimenticando quanto ho sempre contato su di te" ammise, a bassa voce.

Robin gli sorrise. "Lo sai, per te ci sarò comunque vada a finire" lo rassicurò.

Una ruga di espressione gli segnava il viso. "Ancora non riesco a credere che il Nono se ne sia andato. La sua presenza mi sembra ancora asfissiante".

Xanxus sbuffò una risata.

"Non era quello che volevi?" domandò.

Lo guardò di sottecchi.

"Quando ero molto piccolo, ero convinto fosse l'unica cosa importante per te, anche più di Marion e i ragazzi" ammise.

< Ho rischiato di perdere Squalo perché non sono stato sincero con quel che provavo. Non voglio fare lo stesso errore > si disse.

Robin si fermò.

"La morte di quel pezzo di merda non riporterà in vita nessuno, neanche il mio vecchio".

Riprese a camminare con passo lento. "... e non mi restituirà mio fratello".

Socchiuse gli occhi guardando di sottecchi Xanxus.

"Tu pensi davvero sia finita?".

Xanxus lo spintonò leggermente.

"Mi prendi per scemo? Non è neanche iniziata, figurati se è finita" abbaiò.

Robin lo guardò confuso.

La pala se l'era assicurata alla schiena con una corda.

Xanxus scosse il capo per schiarirsi la vista, notando la dimora di Robin ormai vicina.

"Il Vecchio sarà pure morto, ma i suoi casini sono vivi e in salute".

Robin annuì. Vide che le gambe del più giovane non reggevano e a fatica, ignorando il sudore sul viso per lo sforzo, lo prese in braccio.

"Marion è in panetteria in questo momento, i ragazzi a scuola...

Siamo solo noi".

Xanxus ringhiò, tentando di scendere, ma la testa gli diede una fitta e dovette rinunciare.

"Robin, tu e quella santa donna avete qualcosa come tredici figli e tu ci provi con me alla vigilia delle mie nozze?" scherzò.

Robin avvampò. "Pezzo di idiota..." ringhiò. Aprì la porta con una spallata e lo fece entrare.

Alle pareti vi erano foto ingiallite di giovani delinquenti, dai capelli colorati, creste, piercing, vestiti strappati, spranghe o pistole.

Lo portò fino al divano e ve lo accomodò.

Xanxus stese a fatica le gambe e intrecciò le caviglie.

"Riesci ancora a prendermi in braccio. Sono impressionato" continuò a provocarlo.

"Per me resti quel piccolo Cielo depresso con un carattere di merda..." ringhiò Robin, portando una cassetta del pronto soccorso con boccette di fiale del sole. "... Che si era messo in testa di rubarmi la gang".

Alcune foto in quella stanza mostravano anche giovani donne con vestiti eccentrici borchiati e creste vistose.

Su un finto caminetto, invece, c'erano foto di bambini sorridenti.

Xanxus ghignò, aveva un po' di sangue sui denti.

"Sbaglio o mi chiami Boss?".

"Perché sei il più forte, nanetto" capitolò Robin. Iniziò a spogliarlo, chiudendo con le fiamme gialle le ferite.

"Hai il mio rispetto, anche se eri un marmocchio che cercava le farfalle e i fiocchi di neve alla finestra".

Xanxus gli ringhiò contro, roteando gli occhi.

"Ho preso i miei fiocchi di neve", si vantò, "e ho anche trovato l'eroe della mia infanzia. Quello può davvero farmi vedere come essere il più forte".

"Solo tu puoi pensare al famoso Peccatore delle storie e vederci una farfalla" si lagnò Robin, pensando che Squalo e Anya erano i fiocchi di neve.

Guardava con astio le cicatrici sulla pelle dell'altro giovane.

Xanxus sbuffò abbandonando la testa contro il divano.

"Qualcosa però non mi torna. Squalo e Anya sono due, ed è giusto, visto che i fiocchi di neve non sono mai singoli, ma quell'uomo... è una farfallina, ma è singola o ce n'è un'altra segreta?".

Robin sospirò.

"Solo tu puoi trovare le risposte alle tue follie" si lagnò.

Socchiuse gli occhi e si leccò le labbra.

"Avrei voluto farlo fuori io il Nono, ma solo tu ne avevi la forza".

Xanxus si coprì il viso con il braccio.

"Sono il Boss dei Varia. Mi era già sfuggita Anya, come superbia, non voglio me ne scappi un'altra, specie non una come quell'uomo" si lamentò.

Girò il capo e guardò Robin.

"È stato troppo facile, Robin. Il Vecchio è andato giù come fosse di carta velina. Non era così debole".

Robin annuì, mormorando: "Alla collina delle croci, l'odore di sangue è ancora presente".

Xanxus grugnì e gli lanciò un cuscino con un'occhiataccia.

"Mi fai le cazzo di domande a trabocchetto? Se puzza ancora di sangue, è ovvio che qualcosa non va!".

Robin recuperò il cuscino.

"Cerca di ricordarti che non devi gestirla per forza da solo.

Mi occuperò sempre di proteggere il villaggio e chi ci abita".

<Forse speravo mi dicesse che era solo una mia paranoia > pensò.

Xanxus sospirò, sardonico.

"Non lo so, Robin, forse sarei riuscito a fare tutto da solo se un certo imbecille non mi avesse dato del cuore di latta quando neanche sapevo camminare dritto".

Robin fece un sorriso storto.

Ricordò il bambino alla finestra dagli occhi rossi, sopra di lui, che non giocava. Li fissava triste, con aria adulta, con un carillon sulle gambe.

"Ti ho insegnato a camminare dritto e a sparare, ma...

Non potevo rendere il tuo cuore vero e non potevo impedire al Nono maledetto di ricoprirlo di ghiaccio".

<Sin da allora volevo proteggerti, ma non è facile se ti metti in pericolo di vita dieci volte al giorno> si disse.

Xanxus arrossì, distogliendo lo sguardo per puntarlo sul soffitto.

"Pft. Ora funziona fin troppo bene, quindi posso dire con certezza che hai fatto un ottimo lavoro, Robin".

"Squalo ha fatto un ottimo lavoro" scherzò Robin. "Riposati un po' e poi sarai come nuovo".

Chiuse gli occhi e sospirò.

"... E poi dovevo aiutarti.

Se non fosse stato per te, mi avrebbero fatto finire dentro per omicidio".

Xanxus grugnì.

"Non hai ammazzato nessuno senza un motivo valido" disse, duro.

Robin si leccò le labbra guardando la foto di sua moglie, dai lunghi boccoli e il viso emaciato, una bellezza sfiorata, ma due occhi decisi.

"Niente che non rifarei, nanetto", giocherellando col suo lungo orecchino.

Gli fece l'occhiolino e lasciò a riposare.

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