Chapter Text
Siamo al 28 of Vakka, come Xalheel(Argoniani)dicono mentre voi, stronzi nord, lo chiamate Stella del Mattino, Ponte del drago. Ovviamente 4a era
Il cielo e' splendente nonostante, beh, il mio umore faccia schifo. Per una sciocchezzuola, ero stato scacciato dal mio capitolo a Bruma. Una incomprensione per la figlia del Capitano, niente di che. Lei a malapena minorenne ed io con i pantaloni abbassati, la solita storia. Un ragazzo, io quasi cinquant'anni, una ragazzina lei innamorata persa di me.
Ci siamo imboscati, suo padre ci ha trovato ed e' stato clemente perche' beh, mio padre e' il suo capo e mi ha solo mandato in esilio.
Adesso sto subendo la mia nuova, sexy va detto, Capitana, una certa Valeria Flavia che vuole vada a salvare quest'altra spia, Giulio.
Siamo spie, ovviamente, io faccio parte del grandioso servizio segreto dell'Impero, i Peniti Oculati. Gente bella, eredi delle Blades quindi anche guardie del corpo. Sono scarsi, ammettiamolo. La maggior parte di loro sono ragazzini alle prime armi mentre io, beh, io sono un veterano della guerra, quella dopo la Grande Guerra. ok.
Valeria e' seria nella sua descrizione: sexy assai in quella divisa nera che la veste come un guanto, pelle freschissima non ha piu' di ventisei anni. I lunghi capelli ricci inquadrano un viso aquilino e grandi occhi verdi e quelle labbra.
"Mi sta ascoltando, sergente?" la donna mi ha domandato la stessa cosa per la terza volta, annuisco: "Certo, vuole che vada a liberare questo Giulio" tra virgolette dico "brillante spia imperiale, catturato senza giusta causa da ribelli...necromanti? Maghi ribelli? Insicuro" mi mordo il labbro inferiore: "Vado in modo furtivo e non mi faccio trovare. Se mi beccano, sono morto in servizio. Ho riassunto bene?" Incrocio le dita al petto, lei annuisce: "C'e' un aiuto, stavo dicendo proprio questo...un certo Bert, ha una casupola fuori dal forte e un cane. Saranno le sue guide, perche' c'e' una uscita segreta che lei usera' come ingresso ed uscita. Forse una guardia a proteggerla " Mi guarda e domanda: "ricordi la passaparola?" "Alla sua domanda, rispondo: "Cazzi, mica sono cosi' vecchio!" Lei stringe gli occhi, io sospiro: "pubblico difficile, eh? E' una frase ad incastro che riguarda l'impero, la solita frase che usiamo sempre. "La Legge e' Sacra, L'impero e' Legge"" Lei sospira: "questo e' il motto Imperiale. Non e' solo una frase" Io fo spallucce, lei spalanca gli occhi: "Imperiale e Guardia Forestale di..." Io scappo dalla stanza correndo mentre un boccale non mi prende per poco. Nel corridoio un collega seduto ad una postierla mi fa un cenno di saluto: "e' incazzata? Corri, Asclepius, corri."
Annuisco correndo verso la porta della fortezza del Servizio, mormorando: "che sant'Alessia e Arkay me la mandino buona."
Una sgangherata banda di spie e il loro amico Meeko.
Una storia breve ambientata a Skyrim.
Qualche ora dopo sono nelle paludi dello Hjaalmarch, puzzano di merda e veleni verdi escono da certe pozze che evito di affrontare. Indosso la mia divisa di pellaccia nera di lupo, stivaletti senza speroni, la mia balestra d'argento piena di dardi dello stesso materiale e non dormo da due giorni.
Della casa di sto Bert o di sto Bert non c'e' anima viva. Poi sento un abbaiare.
E' un cagnolino, pare di razza bastarda, mi abbaia finche' non lo raggiungo: "ah bello..." il cane si volta, mi guarda e sale su un'altura, in pietra.
Lo seguo, camminiamo circa mezz'ora finche' non arriviamo ad una casetta in legno, tetto spiovente. Un giardino cn un pozzo a lato. E uno spettro.
Si, uno spettro che zappa la terra. Lo guardo e scoppio a ridere: "amico caro" mormoro. "sei consapevole di essere morto?" L'uomo mi guarda e arriccia le sopracciglia, perplesso indica dentro la casa.
Mi avvicino, lo guardo. Il tipo fa il mimo perche' non dice una parola ma non mi comunica neanche di avere brutte impressioni. Lo guardo un'altra volta, facendo spallucce. La casa e' un disastro, probabilmente disabitata da tempo. Nella stessa stanza, al centro c'e' un grande braciere con ancora una zuppa dentro. Odore di aglio, porro e merda s'incrociano nell'aria ma sotto il tetto vi sono delle aperture: "Ingegnoso, la puzza di merda esce da li'." Le mura paiono solide, sebbene fatte di paglia principalmente e legna.
Mi umetto le labbra.
Leggo i titoli di qualcuno dei libri: "Storia piccola e storia grande della Regina Barenziah, libri di cucina. Niente d'interessante. "
Vi sono infatti qualche libreria al muro, un paio di scaffali e in fondo alla stanza, un letto. Sopra di esso, un corpo fresco fresco sotto le coperte, forse qualche giorno, puzza come sia morto da piu' tempo.
C'e' un diario, sul comodino accanto a letto, le ultime pagine dicono soltanto: "Ho la dannata malattie delle giunture di pietra. Non posso piu' alzarmi dal letto. Meeko e' il mio bambino. Ha solo due anni, tenete la casa e prendetevi cura di lui visto che io non posso farlo piu'. Bert"
Mi do' una pacca sulla fronte e guardo il cane.
M'inginocchio: "Meeko e' il tuo nome?" Il cane scodinzola ma i suoi occhi sono tristissimi "ho capito caro. Tu ed io abbiamo un compito importantissimo" vado in una piccola stanza adiacente che da' su un giardino, vuota, forse adibita a magazzino e trovo una pala.
All'esterno il fantasma mi guarda con un sorriso e indica una zona riparata, sotto un albero. Annuisco: "caro Bert, avrei preferito conoscerti in una situazione migliore." Comincio a scavare la fossa dove ha indicato.
Per l'affare ci vuole circa una quarantina di minuti ma ad un tratto esco dalla fossa, soddisfatto. Mi pulisco le mani e vado all'interno. Avvolgo l'uomo nella stessa coperta dentro la quale e' morto e lo porto fuori. Lo calo lentamente nella fossa e poi inizio a coprirla. Quando ho finito, ha iniziato a piovere e il tempo di appoggiare la pietra sulla fossa sta gia' piovendo a dirotto.
D'un tratto Meeko cane e Bert il fantasma sono accanto a me. Entrambi espressione triste.
Io mormoro: "Tale padrone, tale cane." Nessuno dei due mi guarda.
"Sai" inizio dicendo e congiungendo le mani "Ho seppellito tanti amici ma questa situazione m'intristisce piu' di tutte. Che la Benedizione di Arkay" E ripeto la formula che ho sentito tante volte ai funerali. Ormai la so cosi' ben eche potrei fingere di essere un ministro di Arkay io stesso.
D'un tratto sento la voce d'un uomo: "Ho conosciuto Meeko tre anni fa, a Morthal" Scoppio a ridere: "aspetta, Bert adesso parli?"
Bert annuisce: "il tuo gesto gentile ha mosso a pieta' la santa e Arkay mi ha dato il permesso di dire due parole al mio stesso funerale in cambio del mio ultimo servizio per l'Impero."
Sospiro:"che gentili." mi guarda malissimo "non e' solo gentilezza verso di me, anche verso di te, cretino imperiale." Io mi umetto le labbra, lanciando gli occhi in aria, fischiettando. "Senza di noi non ci sarebbe l'impero, nord imbecille"
"Cosa? E' rimasto un impero?" domanda Bert. Io fo spallucce. "Come no? Cyrodiil, Skyrim e Highrock"
Bert continua, sospirando: "Meeko e' stato fedele a me e lo sara' con te." Il cane lo guarda, uggiolando e tenta inutilmente di strofinarsi sulla gamba. Bert si piega: "Meeko bello ti portera' all'ingresso della porticina segreta, magari stanotte quando il grosso dei necromanti dorme. Io non posso abbandonare il posto dove sono morto. " Il cane ha sollevato la testa e lo sta guardando.
Detto questo annuisce: "Grazie, non abbandonarlo mai o tormentero' la tua anima" Poi svanisce, nel nulla. Osservo l'albero e la tomba per qualche istante, poi vado verso la casa. Il cane s'addormenta sulla tomba.
Quando esco, e' notte e Meeko e' gia' accanto a me.
In silenzio ci muoviamo nella palude con furtivita' e precauzione. Io non ho neanche inforcato la balestra, devo astare attento a dove metto i piedi.
Infine un enorme collina montagnosa si para davanti a noi: uno sperone sul quale si trova incuneato lo Snowhawk o Forte Falco della neve.
In disuso e mezzo distrutto. Gia' da giu' posso vedere che e' pattugliato principalmente da scheletri rianimati. Guardo Meeko e metto un indice verso la gola: "che nausea, dannati necromanti."
Entriamo in questa grotta umida con al centro una pozza d'acqua di medie dimensioni, moschini che ci volano sopra, le acque sono sarmastre e puzzano. Stalattiti e stalagmiti s'incontrano dentro l'acqua e ai bordi della stessa.
"Meeko caro, tu stai qua, per favore. Io vado a fare un giro attorno a sta pozza di merda e porto Giulio con me. Ci mettero' massimo cinque minuti, tu torna pure a casa" Il cane mi guarda scodinzolando e io m'avvio. Quando sono a meta' di questa pozza d'acqua verdastra, sento il suo fiato sulla schiena e mi volto.
Il cane abbaia, io mando gli occhi all'aria. "devo chiamarti rompicazzo" il cane abbaia. "zitto adess, shhhh." Il cane scodinzola, io scuoto la testa.
Arriviamo infine a questa altura che porta con se' gli odori di muffa e pietra.
M'arrampico e il cane mi guarda da giu'. "arrivo presto, cavo"
In posizione furtiva m'introduco nel luogo e taglio la gola ad un necromante. Tutti i suoi scheletri crollano. Sogghigno e m'aggiro tra le celle finche' non trovo una in cui c'e' un tizio in mezzo a due corpi di uomini vestiti di pelle.
"Pssss" gli dico. Devo ripeterlo due volte finche' l'uomo non salta. Gli occhi dell'uomo sono grigi, come m'ha detto Valeria. Ha il tatuaggio di una uccello sul collo. "Giulio?" L'uomo si guarda attorno, poi dice: "Chi ti manda? Hai una passaparola?" Io annuisco e ci scambiamo il motto imperiale.
Poi sento abbaiare e Meeko si lancia da una fessura nel muro che non avevo visto. Una campana inizia a suonare. "dannazione, sapevo che qualcosa doveva andare storto"
Passo una spada all'uomo che si veste con quello che trova accanto a se' e ci muoviamo verso dov'e' il cane, senza esitare.
Fu cosi' che Giulio divenne il mio primo pard.
