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Summary
Nulla in quel posto può essere toccato: i criptobotanici e i genonaturalisti più famosi di tutto l’Impero Britannico lavorano in quell’esteso complesso di serre e giardini e la regola aurea dei Kew Gardens può essere riassunta nella frase le piante sono nostre e non dovete osare avvicinarvi più di quanto decidiamo noi.
Si racconta perfino che uno dei botanici meno socievoli abbia dato in pasto alla sua ultima creazione – una Dionaea muscipula, una pianta carnivora i cui denti “molli” erano stati sostituiti da taglienti lamiere di metallo – un ragazzino che aveva osato strappare le foglie di una delle piante esposte. Leggende metropolitane, si ripete David, ma rimane l’evidente fatto che tutti i botanici sono estremamente gelosi delle proprie creazioni.
