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An ice-cream a day

Summary:

[Italian]
Dick torna a Villa Wayne dopo settimane via e non si preoccupa di bussare alla porta di Damian prima di entrare.

Work Text:

 

NOTE: Buon compleanno Oniisama.

 

“Damian, sei qui? Alfred mi ha-”

Dick Grayson sapeva che avrebbe dovuto bussare, e tuttavia non aveva mai avuto porte chiuse – e di certo non quelle delle stanze dei suoi fratelli -.

Ma dopo settimane via dalla casa paterna, era semplicemente felice di rivedere Damian, al punto che a malapena aveva sentito la voce di Alfred che lo avvertiva di qualcosa.

E quel qualcosa, quel qualcuno, ora, lo guardava con espressione spaventata, come se l’arrivo di Dick fosse stato quello di una stella rossa e perciò, per lui, potenzialmente letale.

Davanti agli occhi di Dick, Damian e Jon sembravano due cuccioli spaventati.

E il più anziano non sapeva cosa dire, cosa fare.

“Grayson, cosa fai qui?”

Damian era scattato in piedi, i pugni stretti e, notò Dick, davanti a Jon, come se avesse voluto proteggerlo.

Come se avesse voluto proteggerlo da lui…?

“Ho portato il gelato…?” riuscì a dire Dick mentre sollevava il sacchetto che aveva in mano.

“Sai cosa intendo. Non si bussa più?” la voce di Damian era affilata come una delle sue katane.

“Non pensavo-”

“Damian, dai, calmati. Non è successo niente.”

“No, Kent. Deve capire che non può entrare nelle stanze degli altri così.”

“Damian, non capisco. Cosa succede?”

Damian, che aveva cominciato a tremare sotto lo sguardo confuso del fratello maggiore, sollevò una mano e la infilò nella tasca della felpa, da cui estrasse un corto pugnale che Dick aveva visto solo una volta nella sua vita, e non in mano al fratello ma in mano a Ra’s.

Gli occhi del Wayne più giovane, nonostante quest’ultimo stesse cercando di mantenere la calma, erano pieni di paura e anche la mano che serrava il pugnale tremava.

E Dick comprese.

Mentre la voce di Jon diventava soltanto un rumore di fondo, Dick posò il sacchetto con il gelato che stava ormai sciogliendosi sul pavimento e si inginocchiò con le mani alzate.

“Dami, sono io, Dick. Non voglio farti del male. So che avrei dovuto bussare e mi dispiace ma non voglio fare del male né a te e neppure a Jonathan. Non ti picchierò per aver dimostrato affetto, per aver dimostrato amore a un’altra persona. Te lo giuro.”

Memo: Prendere a calci in bocca Talia alla prima occasione utile.

Dick continuò a sorridere a Damian cercando di mostrarsi il più rassicurante possibile.

“Te lo giuro, fratellino. Non alzerò un dito su di te o su Jonathan. Anche perché probabilmente mi distruggerebbe con una mano sola, senza dimenticare che zio Clark verrebbe personalmente a scuoiarmi vivo.”

Jon, ancora dietro Damian, si avvicinò a quest’ultimo e gli posò una mano sulla spalla.

“Damian, è Dick. Vedrai che adesso ha capito che deve bussare prima di entrare.”

Il pugnale cadde a terra con un rumore metallico e Dick fu veloce ad allontanarlo con la mano prima di gettarsi sul fratello minore per abbracciarlo forte, impedendogli di liberarsi dalla sua stretta; e benché, all’inizio, Damian si fosse divincolato, alla fine si lasciò andare.

“Non volevo.”

“Lo so, Dami. Ti ho spaventato, hai reagito nella maniera più giusta per proteggere te stesso e Jon.”

“Sembravi furioso, Richard.”

“No, no.”

Dick afferrò il fratello per le spalle e lo allontanò per poterlo guardare negli occhi.

“Non osare mai pensare che io possa essere furioso perché tu e Jon vi volete bene.  Non capivo perché foste così spaventati dal mio arrivo.”

Damian abbassò lo sguardo e non disse nulla.

“Jon.”

Il Kent più giovane alzò la testa alla voce di Dick.

“Prendi il gelato, dovrebbero esserci anche dei cucchiaini. Credo che un po’ di zucchero possa aiutarci.”

Mentre Jonathan si alzava per prendere il sacchetto, Damian osservava il fratello con espressione seria.

“Pennyworth non sarà contento dello spuntino fuori programma.”

Dick sorrise.

“Mi prendo io la responsabilità di dirlo ad Alfie.”

Mentre i cucchiaini scavavano nel mare di zucchero e latte, Dick sentì il proprio cellulare vibrare in tasca; quando il messaggio si aprì, non poté trattenere un sorriso.

Signorino Dick, se non è stato trucidato dal signorino Damian, le ricordo di non lasciare i cucchiaini sporchi di gelato nella stanza di suo fratello.

“Cosa c’è, Richard?”

Alla domanda di Damian, Dick scosse la testa.

“Niente di cui preoccuparsi.”

“Alfred ti ha beccato?”

“Jon, sei un ragazzino un po’ troppo intelligente per il tuo bene.”