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- IL FANDOM SU CITY HUNTER DEGLI ANNI 2000 -
All'inizio non avevo intenzione di scrivere qualcosa in questo contest ma poi stanotte mi è venuta un'idea dai commenti che mi sono arrivati privatamente di elogi riguardo alle storie su City Hunter che scrivo dal 2006.
Anni 2000. Quelli erano gli anni d'oro. Eravamo felici ma non lo sapevamo.
Non sapevamo, a suo tempo, che ritrovarsi in un sito, e non esisteva nemmeno l'intelligenza artificiale, era come scendere al parchetto e giocare al pallone con chi sapeva condividere la tua stessa passione per un fumetto giapponese.
Eravamo dei fanatici? Forse. Ma è stato il periodo più bello.
Seguivamo e postavamo su un sito che ormai hanno dismesso e la sua chiusura ha fatto morire migliaia di lavori dei fanwriters di vari manga senza nemmeno avvisarli. Quando l'ho scoperto è stato come avere un piccolo infarto.
Ma quando tutto andava bene, esistevano Ryo e Kaori e tutti gli altri e c'eravamo noi.
C'era Ambra con le sue storie importanti e strutturate, studiava psicologia e si vedeva. C'era Rinrei che non se ne perdeva una. C'era Mojca che in quegli anni era la "Queen indiscussa" delle storie su City Hunter con una profondità di scrittura e trame degne di una "showrunner", lei è stata la mia silenziosa mentore. Scriveva in inglese, in francese ed anche in italiano. Alcune storie le ha poi trasformate in un libro. C'era MarySaeba che era famosa per le sue storie su City Hunter stra dolcissime a livelli di diabete, lei non creava AU, lei era fedele al manga ed aveva tantissime sostenitrici con "gli occhi a cuore". C'era Delia. C'era Lynn. C'era anche Marzia, che non scriveva ma leggeva e ci sosteneva. C'era Laura. Eravamo in tante. Ci sentivamo in chat tutti i giorni. E parlavamo di City Hunter e di quanto ammiravamo Ryo e Kaori come se fossero degli attori del cinema.
Io ho iniziato così. Tutti abbiamo cominciato così. Senza timore reverenziale, scrivendo per passione e non per i like.
Non c'erano i pollici alzati, non c'erano invidie, non c'era mercato. Perchè le persone non ti lasciavano un piccolo segno di piacimento, ma si fermavano a commentare in modo strutturato, citavano passaggi della storia e si vedeva che avevano letto, capito, si erano emozionate ed avevano deciso di lasciare un segno. Perchè funzionava così, allora.
Non eri schiavo di pubblicare. Non mettevi su un post per dire che avevi pubblicato un nuovo capitolo per farti pubblicità, lo facevi e basta. Perchè sapevi che gli altri li leggevano. Non c'era bisogno di chiamarli. Io leggevo le tue storie e tu leggevi le mie. Perdevamo ore così. Tutti i giorni.
Non scrivevi per i fan, non esistevano ancora nel vero senso della parola o come li intendiamo adesso. Scrivevi solo per CONDIVIDERE con le amiche. Virtuali, ma esistenti nelle loro città. Ma c'erano. Fra impegni scolastici e di famiglia, ci sono stati anni in cui io vi ho considerato meglio delle mie migliori amiche esistenti.
Mi sveglio, guardo come sempre lo specchio, ma oggi vedo... una nerd degli anni 2000 che non riconoscerebbe quella che è cresciuta con lei.
Ma ho mantenuto la stessa passione, perchè scrivere di chi ami riscalda il cuore.
Io lo so che qui dentro c'è gente che scrive da poco ed ha il cosidetto "timore reverenziale" per chi, come me o come altri, scrive da tanti anni.
Perchè hai paura che ti giudichino, perchè non è solo un giudizio sulla storia, ma è un giudizio su di te, sulla tua autostima. Ora, ma prima non lo era. Perchè scrivere è una forma di meditazione e di ricerca di se stessi che deve prescindere dal commento degli altri o dal numero dei pollici alzati.
Non potremo mai piacere a tutti, perchè ognuno ha i suoi gusti.
Ma quello che vorrei dire a chi scrive da poco che magari ha timore di postare la sua storia perchè ha paura che non piaccia.. io dico, a chi sta leggendo ora:
"Voi ci siete qui perchè amate la scrittura, non siate schiavi dei like, perchè voi valete nel momento stesso in cui buttate giù la prima riga. Non arrendetevi, non abbiate paura di osare, di sperimentare nuove cose, ci sarà sempre qualcuno che legge, che vi pensa anche se non ha il tempo di commentare perchè preso da mille cose personali."
E se non ci credete vi faccio un esempio.
Leonardo di Caprio, ha fatto un sacco di film, una trentina. Molti pensavano che sarebbe stata una meteora dopo il boom di "Titanic". Ma invece ha continuato. Ha avuto 8 nomination agli Oscar.
Ma ne ha vinto solo uno: con "Revenant" nel 2016.
Ha intepretato personaggi e ruoli che verrano sempre ricordati nella storia del cinema con i suoi film di alto spessore morale, con interpretazioni incredibili ma chi ha scelto di giudicarlo gli ha dato solo "quel like importante". Anche se ha vinto anche altri premi importanti come Golden Globes ed altro ma per un attore americano l'Oscar è il premio.
Lui non si è fermato, non si è arreso. Ha continuato per la sua strada.
Scrivete la storia che voi vorreste leggere, senza guardare il contatore delle visualizzazioni.
La vera magia nasce quando smettete di scrivere per l'algoritmo e ricominciate a scrivere per voi stessi e per chi, dall'altra parte dello schermo, cerca un'emozione sincera.
